7 DOMANDE SULLA RESPIRAZIONE – di Simone Martignano

1- Respirare: esiste qualcosa di più naturale? 
respirazione 3
L’atto respiratorio é un’azione talmente spontanea che normalmente non vi si presta attenzione. Il nostro organismo é “programmato” per respirare ed a meno di un grave impedimento o menomazione, la respirazione avviene in qualsiasi momento della vita, sia cosciente che incosciente. L’atto respiratorio si può avvertire maggiormente dopo uno sforzo fisico, ad esempio una corsa o al termine di una rampa di scale quando l’ascensore é guasto. Ma lo stesso meccanismo entra in gioco in situazioni diametralmente opposte, ad esempio in una condizione di assoluto relax, o addirittura nel sonno, in uno stato cioè di apparente incoscienza: respiriamo sempre. La respirazione é talmente importante che la nostra vita è accompagnata da questo gesto indipendentemente dalla nostra volontà.

2- Come è fattol’apparato respiratorio?
La respirazione, come ho detto, è una funzione vitale dell’organismo. Il ciclo respiratorio si compone di due fasi: a) inspirazione; b) espirazione.
Lo scopo della respirazione è di fare entrare aria nei polmoni, o meglio, a seguito di un percorso, farla entrare negli alveoli polmonari e permettere ai capillari polmonari di assorbirne l’ossigeno cedendo anidride carbonica. Il percorso è il seguente:

  • Naso e/o bocca      respirazione 8
  • Faringe
  • Laringe
  • Trachea
  • Bronchi
  • Bronchioli
  • Alveoli polmonari, ricoperti di capillari polmonari.

Dal naso/bocca ai bronchioli avviene un trasporto dell’aria. La trachea, i bronchi (2 diramazioni), i bronchioli e gli alveoli formano l’albero respiratorio (così chiamato per la forma che ricorda quella di un albero). Negli alveoli polmonari avviene (tramite diffusione semplice) lo scambio di ossigeno ed anidride carbonica: il sangue che vi giunge dai tessuti è ricco di anidride carbonica e la scambia con l’ossigeno di cui sono ricchi i capillari polmonari che si riempiono quindi di anidride carbonica che viene espulsa espirando.

3- Come funziona?
L’apparato respiratorio consta di due gruppi di muscoli:   respirazione
intercostali (interno costole)
diaframma (sotto i polmoni, separa la cassa toracica dalla cavità addominale)
Durante l’inspirazione si aumenta il volume della cassa toracica, l’aria esterna è “risucchiata” e riempie gli alveoli. In sostanza l’aria esterna “cade” nei polmoni spinta dalla pressione atmosferica: non appena si libera uno spazio, l’aria tende a riempirlo, in questo caso lo spazio polmonare. Durante l’espirazione i muscoli si rilassano, schiacciano i polmoni e l’aria è spinta fuori meccanicamente. I polmoni si trovano per così dire in una situazione di “passività”, come se fossero sacchetti vuoti che si riempiono (d’aria).

4- La respirazione é un atto volontario o involontario?
Entrambe le risposte sono valide. Infatti, come abbiamo detto, non esiste un momento significativamente lungo nella vita terrena di un uomo e di una donna in cui manca l’atto respiratorio, persino quando non sono pienamente coscienti, ad esempio durante il sonno.  respirazione 4

E’ anche vero che, seppure per un tempo limitato, un uomo o una donna possono decidere di non respirare (rimanere in apnea) o di regolare il ritmo respiratorio (deciderne ad esempio la frequenza o l’intensitá). Da svegli è possibile trattenere il respiro, anche se non tanto a lungo da arrivare alla morte per asfissia. In caso di trattenute respiratorie che l’organismo recepisce come troppo lunghe, entra in gioco il centro pneumotassico o centro respiratorio. Questo centro nervoso, situato nella parte più caudale dell’encefalo (il midollo allungato) all’aumentare di CO2 e dal conseguente diminuire del PH nel sangue, invia, tramite il nervo vago, dei segnali ai muscoli intercostali ed al diaframma affinché si contraggano per effettuare così l’atto respiratorio. Il midollo allungato regola le funzioni base dell’organismo, quelle che funzionano anche senza la volontà della persona, ad esempio il battito cardiaco, la digestione e la temperatura corporea.

5- A cosa serve la respirazione?   respirazione 6
La funzione principale della respirazione è introdurre ossigeno nel sangue. L’ossigeno sarà poi portato a tutti i tessuti per la combustione di sostanze organiche ricavate dall’alimentazione e produrre quindi ATP (= energia). Ma se consideriamo il percorso inverso dell’aria (da dentro a fuori), ci accorgiamo che esiste un’altra funzione della respirazione, ossia la produzione di suoni: la voce. L’aria, quando fa il percorso inverso (dai polmoni all’esterno) passa di nuovo dalla laringe in cui sono situate le corde vocali che, vibrando, producono onde sonore. Durante le normali conversazioni, l’uomo è abituato a modulare la respirazione in base alle parole che dovrà pronunciare ed alla loro intensità. Ma se questo è vero, é vero anche il contrario: seguendo determinati ritmi nel parlare o nel produrre suoni, pronunciando determinate parole ad una determinata intensità è possibile regolare di conseguenza il ritmo respiratorio.
Pensiamo ora ad un utilizzo che si può fare della voce: il canto. Nel canto è necessario (per andare a tempo ed essere intonati) mantenere una velocità e un tono stabiliti durante la composizione del brano. Oppure, facendo il solito ragionamento inverso, qualora un compositore volesse indurre il cantante a respirare in un determinato modo, dovrebbe comporre un brano ed una tipologia di musica adeguata al suo scopo. respirazione 7

Un esempio della correlazione tra canto e gestione della respirazione è rappresentato dai canti militari. Avere una compagine militare efficiente è sempre stato uno dei punti focali nell’azione di ogni governante (sia esso imperatore, re, principe o presidente). Di conseguenza gran parte delle risorse sia materiali che dottrinali erano dedicate a questa componente. Ogni unità militare di qualunque epoca e mossa da un qualunque colore politico possiede dei canti ad essa peculiari. Questo per un duplice motivo: ricordare con le parole in musica le virtù possedute, la storia, il sacrificio dei caduti, le gesta eroiche dell’unità cui il canto appartiene; sopraffare uno stato emotivo indotto dall’ambiente esterno (paura, ansia, agitazione) e recuperare e ritrovare le energie, dopo uno sforzo intenso e prolungato per proseguire l’azione. La scienza della respirazione è quindi inconsapevolmente sperimentata da ogni soldato durante il canto, grazie alla sapiente azione di qualche compositore.  respirazione 2

Un’azione similare, seppur su un livello e per uno scopo decisamente diverso, é esercitata da un fedele, da un discepolo che recita particolari inni o preghiere. La guida spirituale, il saggio, combina la respirazione con canti, inni e recitazioni ritmate che esercitano i loro effetti vivificanti e calmanti sulla mente dei fedeli, anche se ignari dell’esistenza di una scienza segreta del respiro.

6 – E’ possibile impedire gli effetti “involontari” di uno stimolo esterno tramite la respirazione?
respirazione 10 Per stimoli esterni si può intendere una situazione che riconduciamo essere pericolosa, ad esempio una stanza buia (stimolo esterno), può provocare sensazioni di paura, il battito cardiaco aumenterà come contestualmente aumenterà la circolazione del sangue     e la frequenza respiratoria. E questo sia che la situazione di pericolo si verifichi effettivamente, sia che sia soltanto immaginata o pensata.    respirazione 15Si può esemplificare il tutto immaginando diverse rotelle che formano un ingranaggio. Al muoversi di una (indipendentemente dalla sua posizione rispetto alle altre) si muoveranno anche tutte le restanti.

Queste rotelle esemplificano i seguenti elementi:

STIMOLO ESTERNO
RITMO CARDIACO
RESPIRO
ALTERAZIONE (paura, gioia, ansia…)  respirazione11

C’è di fatto un’interdipendenza tra circolazione del sangue, il battito cardiaco, il ritmo della respirazione, che sono direttamente influenzati (e influenzano) dalle emozioni e dai pensieri.
Rimaniamo sull’immagine dell’ingranaggio: se viene bloccata volontariamente una di queste rotelle, allora anche le altre si bloccheranno. Ma quale è la rotella da bloccare?
Non di certo lo stimolo esterno: è esterno e non possiamo controllarlo. Quello c’è e basta. Neanche il battito cardiaco: é assai improbabile per un individuo ordinario riuscire a regolarlo volontariamente. È stato detto che la respirazione è un atto semi-volontario. Ecco quindi dove potremmo rivolgere la nostra azione: è possibile agire sulla parte volontaria dell’atto respiratorio e bloccare parzialmente (o rallentare) questa rotella. Di conseguenza risulteranno bloccate (o rallentate) anche le altre.
Fuor di metafora si può asserire che agendo contro i propri impulsi istintivi (respirazione involontaria) è possibile ridurre l’effetto che stimoli esterni (inevitabili perché altro da noi) provocano nell’individuo. Avviene così un affrancamento dal mondo esteriore e lo stimolo esterno non ha più potere. La mente è quindi calma e lucida, aumenta le sue capacità non essendo più disturbata da tutte le interferenze che prima aveva.

7 – Come agire per controllare la respirazione? respirazione 17
È fondamentale, per eseguire il corretto controllo respiratorio, osservare le tecniche della scienza del respiro, quella che gli antichi sapienti insegnavano ai loro allievi. La scienza del respiro si dice “segreta” perché non a tutti era dato conoscerla: riveste un’importanza capitale e la sua conoscenza era riservata solo a pochi. Ma ora questo aggettivo sembra essere ridimensionato, le fondamenta di questa scienza sono oggi infatti disponibili per tutti.

Sono due i punti fondamentali nelle tecniche respiratorie:
padroneggiare i muscoli intercostali e guadagnare la massima espansione dei polmoni;
badare al ritmo della respirazione.

Sono tre le fasi della respirazione corretta:
aspirazione (o inspirazione);
ritensione dell’aria;
espirazione.
Un respiro completo comprende una inalazione ed una esalazione. Come detto si assorbe ossigeno e si elimina anidride carbonica.

Sono quattro i tipi di respirazione esistenti: respirazione 16

Alta respirazione o respirazione clavicolare:
È il peggior modo di respirare, consiste nel sollevare le costole ed alzare le clavicole e le spalle. L’addome rientra e la gabbia toracica, essendo divenuta stretta fa risalire il diaframma. L’aria penetrata nella gabbia toracica è insufficiente. C’è un grande sforzo con un risultato misero.

Respirazione media o intercostale:
Il diaframma si solleva e l’addome rientra. È meglio della precedente ma è comunque imperfetta.

Respirazione bassa:
È meglio dei precedenti ma presenta degli inconvenienti. Il diaframma si abbassa sull’addome e comprime gli organi interni. Consenta di accumulare una più grande quantità di ossigeno ma lascia la parte alta dei polmoni inutilizzata.

Respirazione totale:
Migliore di tutti gli altri metodi, è la somma dei tre metodi precedenti e ne riunisce i benefici. Mette in gioco ogni muscolo intercostale, il diaframma (che rimane sotto il controllo della volontà), ogni cellula polmonare, tutto l’apparato respiratorio. Non occorre riempire interamente i polmoni ad ogni aspirazione ma per avere dei benefici per la salute occorre fare una respirazione profonda e totale 5 o 6 volte al giorno. respirazione 20

Impegno diuturno, ritmo, conteggio, appoggio mentale, concentrazione, conoscenza del proprio corpo e delle proprie funzioni vitali, per raggiungere mete sempre più eccelse: ecco il primo passo da compiere ed al contempo il canovaccio per ogni operazione ascetica.

L’archeosofo conosce l’esistenza della scienza del respiro, ha potuto studiarlo e approfondirlo con le opportune esercitazioni consigliate nel 13° Quaderno di Archeosofia di Tommaso Palamidessi, La respirazione energovitale e sua tecnica.
Grazie alla scienza del respiro è possibile limitare ed eliminare i problemi che sorgono durante la meditazione, come un eccessivo flusso di pensieri diversi da quelli prescelti, o le varie sensazioni fisiche ed emotive legate a stimoli esterni. E’ possibile fermare il flusso e riflusso dell’energia vitale per ottenere l’attenzione totale di tutta la coscienza in un solo punto dello spirito che non risulta più quindi dispersa in altro ma diretta volontariamente su un determinato oggetto. respirazione 21
Controllando la respirazione si può ottenere un controllo anche sugli organi collegati al nervo vago.
Lo scopo è ottenere una calma mentale per dirigere tutto il nostro essere verso un unico obbiettivo: elevare l’anima a Dio.

 

 

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