ARCHEOSOFICA: IL NUOVO DIDASKALEYON – di Christian Bonelli

La pratica che vi proporremo, se la vorrete accettare, vi condurrà attraverso la Via Mistica alla Via Iniziatica, perché Archeosofica è il nuovo Didaskaleyon di Alessandria d’Egitto e di Cesarea di Palestina al tempo di Origene e di Clemente Alessandrino, ma sviluppata secondo una mentalità più avanzata per l’Era di Acquario, in coincidenza alla Rivelazione Scientifico-Tecnologica[1].” Didaskaleyon

In virtù di quanto afferma Tommaso Palamidessi nel passo sopracitato risulta a mio avviso di grande importanza la conoscenza storica del Didaskaleyon di Alessandria d’Egitto e di Cesarea di Palestina per capire meglio lo spirito che anima l’Archeosofia e la Scuola Archeosofica.

San Marco EvangelistaUn autentico centro di spiritualità viva e operante fu la scuola di cristianesimo di Alessandria d’Egitto denominata Didaskaleyon, istituita secondo la tradizione da San Marco Evangelista (discepolo di Pietro e Paolo) e sviluppatasi nel II e III secolo dopo Cristo. Eusebio di Cesarea

Eusebio di Cesarea nella sua opera Historia Ecclesiastica lo testimonia con chiarezza: “Si dice che Marco, mandato in Egitto, fu il primo a diffondervi il Vangelo che egli compose e ad istruire Chiese nella stessa Alessandria” (II,16,1). Marco quindi fu il primo vescovo (episcopos = sorvegliante) di Alessandria, gli successe il discepolo Sant’Aniano, anch’egli vescovo e martire, nel periodo dal 62 all’85. Secondo la tradizione copta Sant’Aniano fu catechizzato da San Marco.

Didaskaleyon biblioteca
Alessandria, la grande città antica situata all’Ovest del delta del Nilo, fu il luogo per eccellenza della fioritura dell’ellenismo ovvero della civiltà greca pagana con particolare riferimento alla filosofia. Conobbe un grande sviluppo dell’arte, della vita intellettuale e di tantissime correnti filosofico-religiose; il tessuto culturale era in continuo fermento impregnato di stoicismo, neoplatonismo, gnosticismo, giudaismo. Non a caso sorse proprio qui la più grande Biblioteca mai realizzata le cui stime parlano di una raccolta di 500.000 e più rotoli manoscritti inerenti tutto lo scibile umano. Calpestarono il suolo di Alessandria personaggi del calibro di Callimaco, Euclide, Archimede, Ipparco, Filone, Ammonio, Plotino e molti molti altri.

OrigeneDopo San Marco furono molti i continuatori che si susseguirono nella direzione del Didaskaleion e che dovettero confrontarsi con le migliori menti del tempo, ma la scuola di Alessandria toccò il suo culmine sotto la guida del grande teologo Origene. Uomo dotato di una personalità al di sopra di qualsiasi debolezza, fu soprannominato l’Adamantios, “uomo di acciaio o di diamante”, etimologicamente “l’indomabile”. Possedeva una scienza enciclopedica ed è annoverato tra i pensatori più grandi e originali di ogni tempo. Origene propugnava l’esigenza di oltrepassare il grado elementare di istruzione (catechesi) che i catecumeni acquisivano prima dell’Iniziazione, per realizzare una conoscenza più profonda dei Misteri che avrebbero dovuto vivere, sia mediante l’interpretazione della Scrittura che attraverso la pratica di numerose ascesi e lo sviluppo dei cosiddetti sensi spiritualiOrigene 2 Origene fu a tutti gli effetti e senza ombra di dubbio un cristiano esoterico. L’insegnamento che impartiva ai suoi numerosi allievi, uomini e donne che provenivano da ogni dove, era progressivo; egli strutturò una didattica in cui era previsto un primo periodo di preparazione generale mediante lo studio delle 7 Arti Liberali ed un secondo periodo dove si studiava la teologia, la geometria sacra, l’alchimia, l’astrologia iniziatica o ascetica, il simbolismo, l’esegesi delle scritture, in pratica tutto l’esoterismo, cristiano e non cristiano. Egli esortava alla pratica delle virtù, alla conquista della perfezione morale e spirituale mediante l’ascetica. È importante sottolineare il fatto che all’epoca solo la frequenza alla scuola poteva essere motivo di persecuzioni. Origene 4
Origene, il genio del cristianesimo come lo definì l’illustre studioso Jean Daniélou, dovette subire le accuse infondate che il vescovo di Alessandria, accecato dall’invidia, mosse contro di lui, tanto che fu costretto a riparare a Cesarea di Palestina dove il Didaskaleion ebbe nuovi sviluppi e dove uno dei massimi allievi fu Gregorio il Taumaturgo, definito in seguito l’Apostolo del Ponto. Una testimonianza di valore inestimabile è il Discorso ad Origene che Gregorio scrisse per il suo Maestro al momento in cui lasciò la scuola di Cesarea. Parole forti e veraci, dense di significati che toccano l’interiorità di chi le ascolta.
Ne riporto qui solo un breve estratto: Alessandria Biblioteca
Non c’era pertanto, cosa che fosse per noi incomprensibile, nascosta, inaccessibile. Ci era lasciata facoltà di apprendere dottrine di ogni specie: barbare e greche, mistiche e politiche, divine ed umane. Studiavamo, investigavamo tutti gli argomenti con estremo impegno. (…) Come una scintilla, dunque, immessaci nel cuore, da una parte ardeva, avvampava in noi l’amore verso il Verbo santo, amabilissimo, che alletta tutti, dall’altra verso quest’uomo suo amico ed interprete. (…) Uno solo era l’oggetto del mio amore, della mia predilezione: la filosofia e l’uomo divino che l’insegnava”.

Ma veniamo ad oggi.
L’Archeosofia, dopo Clemente, Origene ed Evagrio Pontico, riprende il filo conduttore ripresentando il Cristianesimo totale, exoterico ed esoterico, con i nuovi sviluppi che l’intuizione e la sperimentazione teologica e ascetica dei tempi nuovi hanno dato[2].
biblioteca_alessandria
Chi può dirci con esattezza e dovizia di particolari qual era la vera fisionomia del Cristianesimo delle origini e dello stesso Didaskaleyon, quali furono gli insegnamenti che il Messia impartì in segreto ai suoi discepoli, cosa avvenne precisamente al Giordano durante l’Iniziazione di Gesù da parte di Giovanni il Battista o sul Monte Tabor durante la Trasfigurazione? Colui che è il detentore della Gnosi Integrale, non altri.

Fra tutte le religioni passate ed esistenti, il Cristianesimo è Verità totale o pretesa da deliranti[3].” Resurrezione Giotto
Il contenuto teologico del Cristianesimo integrale nel suo duplice aspetto exoterico ed esoterico si fonda su principi permanenti e trascendenti che riguardano la Rivelazione progressiva Divina, l’incarnazione del Logos e il Mistero dell’Uomo-Dio, la Salvezza e Liberazione del genere umano, la vera e unica Gnosi.
L’Archeosofia e il Cristianesimo integrale costituiscono per l’intera umanità l’ultima sintesi salvifica[4]. E non potrebbe essere altrimenti. Cosa mai volle indicare san Giustino Martire vissuto nel II secolo d.C. quando scrisse: “Quelli che sono vissuti secondo il Logos sono cristiani, anche se passarono per atei, come, tra i Greci, Socrate, Eraclito e altri a loro simili[5].
Una teologia del pluralismo religioso e dei semi del Verbo è lecita e vera ma solo ed esclusivamente per il fatto che le religioni e le filosofie sono come i raggi di una ruota che dalla periferia convergono verso il centro, un centro-origine-principio ovvero la Sapienza di Dio descritta da San Paolo nella prima lettera ai Corinzi: “Tra coloro che sono perfetti (telethes = iniziati) parliamo, si, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della Sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria”.Gesù nella sinagoga

… chi saprà scoprire il senso archeosofico del Cristianesimo anche attraverso lo studio dei testi, della liturgia, dei dogmi ad uso popolare, si renderà conto che alle origini Gesù Cristo aveva dato ai suoi Discepoli le Chiavi della Tradizione Arcaica, cioè dell’Archeosofia, e perciò dell’Ascesi veramente totale, cioè dell’Ascesi biofisica, mistica nel senso superiore e iniziatica. Gesù parlò un linguaggio exoterico o popolare, e un linguaggio esoterico riservato ai pronti[6].
Diviene dunque molto difficile la comprensione del Cristianesimo oggi quando si ignora l’Esoterismo Cristiano. Ma ecco che interviene l’Archeosofia, che ci presenta l’ekklesia ardente e discontinua, nascosta ma esistente in ogni periodo storico.
Occorre riflettere a lungo sulle parole del Cristo alla Samaritana riguardo all’unificazione di tutti i culti: “Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo”. Solo chi già possiede la Gnosi può comprendere e trasmettere ad altri quella Verità che farà liberi. “La trasmissione diretta e la comprensione corretta delle Scritture presuppone la presenza storica, viva, di chi sa e rivela e di chi è capace di ricevere, custodire e capire la rivelazione. Se mancano queste condizioni allora la conoscenza rimane nascosta[7]”.

Resurrezione 1Oggi le lacune storiche sono state colmate e risolte dalla veggenza, dal ricordo delle vite precedenti, dalle esperienze di psicometria, dalle comunicazioni ultrafaniche, dalla lettura degli annali akashici ove si trova la memoria della natura, perché “l’Archeosofia prima di farsi filosofia è sperimentazione continua, è conoscenza profonda di noi stessi (gnosi), della natura e di Dio; è il reinserimento nella Tradizione Primordiale, quale contatto vero, reale e vivo con i mondi soprasensibili[9].

Che cos’è quindi Archeosofica? “Una libera scuola per liberi studiosi, che non devono sentirsi scolari né apprendisti, ma fratelli che ascoltano dalla viva voce di altri fratelli, o vogliono addottrinarsi dai loro scritti che espongono i risultati di severi studi ed esperienze. Fratelli che sono partiti con una mentalità libera da pregiudizi ed hanno analizzato, scelto e accettato il meglio di tutte le altre scuole esoteriche antiche e moderne. Oltre a questo, avendo capito che il Cristo è il più qualificato per rappresentare il Messia in terra, in quanto ha insegnato per tutti in conformità alle possibilità di capirlo nel linguaggio di massa o popolare e secondo una dialettica più avanzata o esoterica, l’Archeosofia considera Gesù Cristo il Maestro più completo per la didattica archeosofica[10].” Insegnamento Gesù

Diversi anni fa qualcosa in me ha percepito nell’Archeosofia quel sapore di Verità tanto ricercato. Oggi sono qui a confermare pienamente che questa parte di me non si era sbagliata. Ancora oggi, quando il bisogno di diffondere il messaggio archeosofico si fa più impellente, perché nella società si perdono i giusti Ideali e se ne invocano di perversi prendendo vie estreme. Ancora oggi, dove c’è più bisogno di veri discepoli e apostoli del III millennio, che si battono non per la loro gloria ma a maggior Gloria di Dio e per la salvezza spirituale di ciò che nel mondo è ancora salvabile.

[1] Tommaso Palamidessi, Guida all’Astrazione, Concentrazione e Meditazione, 9° Quaderno
[2] Tommaso Palamidessi, Storia del Cristianesimo Esoterico, 35° Quaderno
[3] Tommaso Palamidessi, Libro Cristiano dei Morti, pag.188
[4] Tommaso Palamidessi, Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica, 1° Quaderno
[5] Giustino, Apologia I, 46, 2-3
[6] Tommaso Palamidessi, Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica, 1° Quaderno
[7] Alessandro Benassai, Il Prologo di San Giovanni, 24 Giugno 2004
[8] Alessandro Benassai, Archeosofia, la Sapienza Divina, San Galgano 9 luglio 1994
[9] Tommaso Palamidessi, Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica, 1° Quaderno
[10] Tommaso Palamidessi, Gli Scopi dell’Ordine Iniziatico Loto+Croce, 3° Quaderno

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