PERCHE’ ESERCITARSI NELLA CARDIOGNOSI – di Mauro Iorio

L’individuo è paragonabile ad un satellite che ruota intorno al suo Sole: se esce dall’attrazione della sua stella, perde la rotta. meditazionecuore1
Così come un pianeta non vive di vita propria ma è completamente dipendente dalla sua stella, allo stesso modo la persona è dipendente dal suo centro interiore: il cuore, centro della vita e dell’anima.
È scritto nella Genesi che siamo fatti ad immagine e somiglianza Divina, ma il senso di questa frase sfugge completamente se almeno una volta nella vita non cerchiamo di scoprire che cosa è questa immagine e somiglianza. meditazione-cuore2
L’anima ne conserva il seme e il segreto, vi è letteralmente “agganciata” tramite un invisibile e misterioso collegamento che ha il suo centro di gravità proprio nel Cuore, sede dei sentimenti e dell’amore.
Non è facile avere accesso a questo luogo tutto interiore né tantomeno fissarsi in esso, perché vi è la vita fisiologica che detta legge, per questo è necessario renderla innocua, affinché la coscienza possa muoversi agiatamente dall’esterno verso l’interno.
L’individuo è sempre uno, semplicemente ha più aspetti: l’istinto che ubbidisce ai richiami e alle necessità concrete dell’essere umano (mangiare, vivere, dormire, procreare) e l’anima, che pur avendo aspirazioni più elevate subisce il contagio e l’attrazione dei sensi. Per cui è come se l’anima istintiva e l’anima (in senso più elevato) si influenzassero e toccassero reciprocamente e quindi la coscienza può salire e scendere la scala dell’esistenza umana, applicandosi con la sola Volontà. meditazione-cuore3
Certo non è facile rendersi conto della realtà della propria anima, anche perché il tipo di vita comune nel mondo d’oggi non lascia spazio e posto al raccoglimento e al silenzio interiore. Molte persone si sentono a disagio nel silenzio, provando persino imbarazzo nel trovarsi sole con se stesse, quindi per istinto cerchiamo un contatto sensoriale, non ha importanza se questo sia fisico o emotivo, ma che ci faccia semplicemente sentire vivi… senza immaginare che l’origine di ogni vita è dentro di noi.

Questo mondo che noi percepiamo può addirittura apparire come unica realtà, dove la coscienza, in ultima analisi, trova mille scuse per non allontanarsi un attimo dal ritmo convulso che caratterizza i nostri giorni fatti di pensieri, parole e azioni sempre uguali, come se fossimo dei circuiti stampati che rispondono solo al programma predefinito della razza umana (anche se sono più che sicuro che esistano individui esenti da questo discorso, seppur molto rari). meditazione-cuore4
L’animo umano è misterioso e meraviglioso al tempo stesso, profondo e ricco di tesori, ma credo che per conoscerlo veramente sia necessario cominciare a concepire la necessità di dedicare, nelle proprie giornate frenetiche, uno spazio alla scoperta di questo segreto luogo. Pochi momenti di raccoglimento contemplativo, di silenzio e immobilità fisica e mentale, aiutati da una respirazione consapevole, per sondare le profondità dell’animo non fanno alcun danno, anzi… chi pratica allenamento fisico ha un corpo atletico, giovane, in forma e salute.
Personalmente è così che ho scoperto dai preziosi suggerimenti dei Quaderni di Archeosofia che la meditazione e la concentrazione regolarmente eseguiti donano un benessere psicofisico all’individuo tutt’intero, e anche una maggiore incisività e rendimento nel lavoro giornaliero, indipendentemente da quello che si svolge. meditazione
Perciò credo di aver compreso che allontanarsi dal proprio sole interiore, dal centro immobile del sé, di cui parlavo all’inizio non porta buone conseguenze, si perde la rotta e ci si allontana dalla Vita. Perdere la rotta significa, oltre a trovarsi in un oceano di forze incontrollabili, essere come una navicella spaziale nello sconfinato cosmo in balia degli elementi e di qualsiasi evento, significa privarsi della Vita, della nostra vera Vita.
Per quanto sia entusiasmante leggere di esperienze interiori vissute da altri, dobbiamo pensare che sicuramente lo scopo degli autori è stato quello di incitare a provare,  perché non è sufficiente accontentarsi di sapere in teoria cosa ha vissuto un personaggio illuminato ma è fondamentale sperimentare in prima persona, per non rimanere eterni uditori, senza giungere ad alcuna conquista personale.
Come nello sport, dove chi non lo pratica non potrà mai essere in grado di apprezzare fino in fondo un atleta, perché non può capire lo sforzo, la fatica, l’impresa, la sofferenza ed infine la vittoria, ciò che prova ad esempio un maratoneta che giunge al traguardo dopo 42 Km. Nell’ascesi non è poi tanto diverso, non a caso in passato gli asceti venivano chiamati gli atleti del Cristo. meditazione-cuore5
Le tradizioni e filosofie di tutti i tempi sono concordi nel dire che più si sale lungo la scala che va dall’umano al Divino più le parole e i pensieri assumono un peso relativo e insignificante.
La parola e il silenzio sono due fasi di un unico processo, come l’inspirare e l’espirare ed il segreto della vita è l’equilibrio di questi due atti semplici ma essenziali. Cristo stesso redime con la Parola ma aveva anche lunghi momenti di silenzio, di ritiro e preghiera.
Allo stesso modo credo che il segreto di noi stessi vada ricercato nel silenzio interiore, facendo tacere per un attimo tutto il resto.
Questo però non toglie che l’intelletto e le capacità della mente umana siano un ottimo strumento per capire la via della salita, ma non bastano da soli per farla compiere. È necessaria la preghiera e la lode dell’animo a Dio, del proprio sole interiore nell’intimo del proprio cuore; essa è la chiave e la forza che dà la spinta indispensabile per sfuggire alla gravità del mondo sensoriale. meditazione-cuore6
Così, all’inizio delle mie esperienze nel campo della meditazione ho seguito gli inestimabili suggerimenti dell’Autore nell’11° Quaderno di Archeosofia, come un atleta alle prime armi (impacciato e un po’ goffo) ma alla fine provando grande gioia e soddisfazione.

La pratica della Cardiognosi con un primo allenamento capace di dare i primi contatti con il Divino è il miglior modo per entusiasmarsi ed andare avanti nello studio archeosofìco. Perciò questo capitolo esporrà ciò che va fatto subito per sperimentare i primi incontri edificanti con la “Luce interiore” e il primo vero dialogo nel segreto del proprio cuore con la Sapienza. (L’Ascesi Mistica e la meditazione suo cuore, 11 Quaderno di Archeosofia di Tommaso Palamidessi)

 

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