LA FORZA DEI SIMBOLI – di Mauro Iorio

simboli egittoÈ stupefacente come in ogni attimo della nostra esistenza utilizziamo i simboli sotto forma di parole, suoni, disegni, musica o numeri per poterci esprimere, comunicare, amare, odiare, innamorare o anche solo per divertirci.
Persino un sentimento può essere espresso in musica che a sua volta può essere considerata come numeri in movimento perché ciascuna cosa è riconducibile ad un numero come affermavano i pitagorici.
Un quadro è l’espressione dell’ispirazione interiore di un artista che amalgama colori ma i colori, che sono simboli, sono anche miscele chimiche cioè formule matematiche. Un auto, un aereo, un missile: sono tutte espressioni di idee geniali messe in atto con l’utilizzo di numeri e forme geometriche. simboli eterni
I simboli più affascinanti riguardano le testimonianze degli antichi popoli. Purtroppo si assiste alla distruzione di rappresentazioni millenarie che raccontano la storia del lungo e faticoso percorso dell’evoluzione umana.

statue di mosul
Statue e antichi oggetti nel museo di Mosul, antichi manoscritti e biblioteche dati alle fiamme, parte delle mura di Ninive e numerosi siti in Iraq e Siria, sono stati saccheggiati e devastati così come già successo in passato in altre civiltà. Da dove viene tutto questo odio per le opere d’arte e per gli antichi monumenti? I media di tutto il mondo hanno liquidato questi episodi come «atti di barbarie» che però a mio parere fanno capire come una parte dell’umanità ne detesti un’altra e lo esprima distruggendone i simboli, i miti, l’architettura, l’ingegneria, inconsciamente volendo distruggere l’aspetto spirituale, nascosto tra le pieghe di quei simboli. museo distrutto
Con l’atto distruttivo in tutte le epoche e religioni si esprime l’inimicizia verso tutto ciò che è bello, tutto ciò che è “sacro” ma soprattutto verso la conoscenza espressa in queste magnifiche costellazioni di simboli.
Questo perché in realtà i musei, le opere d’arte, le antiche costruzioni, non sono semplicemente oggetti rari o luoghi meravigliosi che le persone vanno ad ammirare, sono anche una sorta di alfabeto del passato, prodotto dalle civiltà delle epoche precedenti, un messaggio per il futuro, per quelli che arriveranno dopo. museo egizio
Se ci riflettiamo, puoi cambiare le parole, puoi adorare le statue come idoli o distruggere, ma il simbolo con il suo significato ha un valore archetipico e indistruttibile, custodito nei piani della Natura che sono progettati dalla Sapienza Divina secondo i dettami della Disciplina dell’Arcano.
museo egizio 3
Se guardiamo un segno secondo il posto che occupa nell’Immenso, allora vien facile pensare agli “stati molteplici dell’Universo” e alla loro interdipendenza funzionale. Il Tutto si compone di stati fisici e spirituali, diciamo “piani”, ciascuno dei quali risuona con un particolare simbolo oppure anche con una costellazione di simboli. L’Uomo è un simbolo che esprime tutti questi piani, e a loro volta i piani sono i simboli dell’Uomo. Tutto questo non è solamente un’interpretazione teorica, ma una realtà sperimentabile che da molti secoli costituisce tutta una scienza con le sue ben precise tecniche la cui definizione è la Simbolurgia: una disciplina importantissima e indispensabile che favorisce il risveglio interiore, la nascita e la crescita dell’Uomo e della Donna veri, preparandoli ad assurgere alla dignità e alla potenza di un Nume, predestinato per questo ad inserirsi nella Comunione o Pleroma degli altri Numi. [1]
Museo-di-Bagdad
Queste forze vogliono radere al suolo, desertificare il cuore della civiltà dimostrando l’ignoranza nei confronti delle regole basilari che governano la simbolurgia. [2] Si può distruggere un simbolo solo fisicamente, perché di per sé il contenuto rimarrà. La sua conoscenza è solo apparentemente perduta in realtà è più presente che mai e chi ha questa conoscenza la ricostruirà più bella, più forte e più potente. Il “contenuto” del simbolo non lo puoi infangare, sporcare, distruggere, esso sopravvive sempre perché è su un altro piano e non parla solo del nostro passato, ma anche del nostro presente e di ciò che verrà. Cattedrale di Metz
Un luogo che mi ha sempre affascinato è la cattedrale gotica e fra i vari simboli che la compongono uno particolarmente strano e che mi ha sempre incuriosito (perché sembra una contraddizione rispetto alla cattedrale intesa come luogo sacro) è il gargoyle.
Si tratta di quelle statue che rappresentano esseri raccapriccianti, mostruosi, demoni sberleffi, messi fuori dalla cattedrale con la funzione di far scorrere l’acqua lontano dalle mura. Infatti il significato del termine gargoyle è doccione. gargoyle4
Nell’immaginario collettivo però erano a difesa del tempio, la credenza popolare dice che avrebbero preso vita per difenderlo dalle minacce.
Un’altra versione racconta che questi mostri erano condannati per sempre a restare fuori in quanto figure diaboliche e quindi impossibilitate ad entrare nel luogo sacro, obbligate a un’eterna attesa sulle mura della cattedrale. gargoyle5
Si potrebbe dire che il messaggio di questi personaggi simbolici è forte e diretto: la cattedrale può essere assediata e minacciata da quelle stesse persone che dovrebbero proteggerla e custodirla.  Gli spiriti maligni dunque si impadroniscono simbolicamente dell’esterno della cattedrale, poiché al suo interno non possono entrare e risiedono là, come in attesa. gargoyle6
Lo spazio sacro che separa la realtà profana del mondo dalla Realtà spirituale può e deve essere circoscritto anche nell’animo umano in modo reale, con il lavoro incessante dell’ascesi e della purificazione, perché se il simbolo è vivo e potente fin dal momento che è stato ideato tuttavia sarebbe estremamente semplicistico ed errato sperare di beneficiare della proprietà occulta di esso senza un lavoro ascetico, mistico e iniziatico preliminare di purificazione personale per aprirsi all’azione illuminante delle potenze universali. Il simbolo e la sinergia dei simboli è perenne, ma per entrare in benefica convibrazione ci si deve preparare affinché l’Iniziazione sia recepita con la massima efficacia, e dopo di essa, questa preparazione deve incalzare senza sosta perché il Santo (Kadosch) d’Israele ha detto: “a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”.
La vittoria è condizionata dalla volontà adamantina applicata in ogni istante ai lavori della trasmutazione morale, spirituale e biologica che viene definita secondo il linguaggio ermeticoalchimistico la “Grande Opera” ed i cui metodi operativi si hanno con la massima chiarezza nella nostra “Archeosofia”, o la Sofia dell’Arkè: la Scienza dei Princìpii.[3]
gargoyle2
E così come Gesù scacciò i mercanti dal Tempio, l’asceta deve riuscire a dominare la propria mente: ecco che i demoni di pietra appollaiati all’esterno della cattedrale diventano i cattivi pensieri che se non dominati si concretizzano, coagulano dentro di noi e prendono il posto del nostro vero IO e come mostri impediscono l’accesso al tempio interiore. Ci sono casi di persone che pur studiando sono lontanissime da aspetti spirituali e non essendo entrati per la propria incuria interiore vorrebbero impedire ad altri di farlo sentendosi sapienti di questo mondo. San Paolo è molto eloquente quanto ci insegna la distinzione fra la Sapienza ed i potenti di questo mondo, che verranno distrutti, e la Sapienza di Dio avvolta nel mistero e che non può essere distrutta. Chartres statue
Infatti tornando alla nostra analogia simbolica notiamo che all’esterno della cattedrale non ci sono solo i mostri (per altro lontani, concentrati su se stessi e quindi impossibilitati a gustare il meglio della Sapienza), ma all’entrata la Porta è dominata dal Cristo (Io sono la Via, la Vita e la Verità), dalla Vergine, dagli Apostoli, dai Profeti, che accolgono e accompagnano per tutto il cammino all’interno del Tempio dei misteri.
Credo sia importante sottolineare il fatto che tutti i testi Sacri sono stati scritti in simboli, allegorie proprio per essere comprensibili sempre in qualsiasi epoca e momento storico, ma per comprenderli e non rimanere ciechi davanti ad essi serve la purificazione interiore, che non si può pensare consista esclusivamente in gesti formali o semplici programmi ginnici: si tratta dell’impegno di una vita intera. portale cattedrale
Quindi non è il simbolo ad essere inaccessibile perché le chiavi della scienza usurpate da Scribi e Farisei (Luca 11:52) sono state recuperate e sono a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà che vogliono percorrere il cammino ascensionale, ma rimane interdetto, fata morgana, per tutti gli altri. Si può dire quindi che la funzione del simbolo è di occultare la “Conoscenza Integrale” ad alcuni e al tempo stesso disoccultarla ad altri. [4]
Del resto, per diventare Iniziati e Figli di Dio ci vuole tanta forza, tenacia e intelligenza per il metafisico, per cui la via alla comprensione dei Misteri diventa per taluni una strada senza uscita[5]
al centro della cattedrale infatti troviamo il labirinto.
Cattedrale di Chartres
Concludo queste semplici riflessioni riportando alcuni stralci del capitolo finale del libro di Fulcanelli “Il mistero delle Cattedrali”: La Natura non apre a tutti, indistintamente, la porta del santuario (…) Nessuno può pretendere di possedere il gran Segreto se non accorda la propria esistenza al diapason delle ricerche intraprese. Non è sufficiente essere studioso, attivo e perseverante, se manca un solido principio, che sia una base concreta, se l’entusiasmo smodato accusa la ragione, se l’orgoglio tiranneggia il giudizio, se l’avidità si accresce alla fulva luce d’un astro d’oro.
La Scienza misteriosa ha bisogno di molta equità, di esattezza, di perspicacia nell’osservazione dei fatti, d’uno spirito sano, logico e ponderato, d’una immaginazione viva ma senza esaltazione, d’un cuore ardente e puro (…)
Infine, quando il successo avrà consacrato tanti anni laboriosi, quando i suoi desideri saranno esauditi, il Saggio, disprezzando le vanità di questo mondo, si accosterà agli umili, ai diseredati, a tutti coloro che lavorano, soffrono, lottano, si disperano e piangono quaggiù. Il Discepolo anonimo e muto della Natura eterna, apostolo dell’eterna Carità, resterà fedele al suo voto di silenzio. Nella Scienza, nel Bene, l’Adepto deve, per sempre, TACERE.

Scire, Potere, Audere, Tacere     (Zoroastro) angelo sapienza

[1] Tommaso Palamidessi, La Via dei Simboli e la Trasmutazione Spirituale, 14° Quaderno

[2] Oltre alla violenza fisica sulle opere d’arte oggi assistiamo anche al vandalismo cibernetico, perché le nuove e moderne tecnologie, meraviglie dell’evoluzione umana, hanno dato voce a tutti e quindi anche a coloro che sotto altra forma si permettono di sporcare, esprimere giudizi, imbrattare simboli di cui non hanno la minima conoscenza. In realtà non c’è alcuna differenza fra le due modalità, sono ambedue pervase da una aridità interiore e da una sorta di codardia, che si nasconde dietro all’anonimato ma soprattutto una terrificante solitudine interiore che non permette alla Speranza di guardare oltre.

[3] Tommaso Palamidessi, La Via dei Simboli e la Trasmutazione Spirituale, 14° Quaderno

[4] Tommaso Palamidessi, La Via dei Simboli e la Trasmutazione Spirituale, 14° Quaderno

[5] Tommaso Palamidessi, I misteri minori e maggiori, 4° Quaderno

2 pensieri su “LA FORZA DEI SIMBOLI – di Mauro Iorio

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