ALCHIMIA: UN LINGUAGGIO INCOMPRENSIBILE – di Michela Branzini

Cosa è realmente l’Alchimia e cosa si nasconde dietro il suo linguaggio, a prima vista molto complesso, se non addirittura incomprensibile? Alchimia 13
La parola “alchimia” è di etimologia controversa. Presumibilmente deriva dalla parola araba el-kimiya = mescolanza, fondere, colare insieme, ma alcuni autori la fanno risalire anche dal vocabolo cinese Kim-iya = succo per fare l’oro. Altri autori infine ritengono che possa derivare dall’antico vocabolo egizio kemi, nome utilizzato per designare appunto l’Egitto, che significa “terra nera” in relazione al limo del Nilo che rende fertile la terra.

Alchimia 11Nell’antico Oriente, precisamente in Mesopotamia, Cina ed India, troviamo riferimenti all’arte alchemica già a partire dal IV, III secolo a.C.  Ma è proprio nell’antico Egitto che si ritrova la matrice di tutta l’arte alchemica occidentale e di gran parte di quella islamica. Qui infatti dal 200 a.C. al 300 d.C. ebbe una notevole fioritura, anche se in un primo momento veniva tenuta segreta e l’essenza della dottrina era trasmessa soltanto da bocca ad orecchio.
Verso il 300 d.C. invece Zosimo di Panapoli, un greco frequentatore della scuola alessandrina, scrisse ben 28 volumi sull’argomento nei quali si trovano riferimenti a Cleopatra alchimista, a Iside, a Mosè e a Platone fino ad arrivare ad Ermete Trismegisto, Padre dell’Ermetismo, il Dio Thot degli egiziani, personaggio straordinario e misterioso, che rivelò i principi (detti appunto ermetici), le leggi che regolano l’Universo, l’alto e il basso, il cielo e la terra, e che ci parla anche della natura dell’uomo e, soprattutto, del suo destino divino.
Alchimia AtlantideAddentrandosi nella letteratura alchemica si scopre che questa scienza non ha un’origine precisa, cioè non si sa esattamente quale civiltà iniziò per prima ad applicarla e tramandarla. Addirittura, secondo Jollivet-Castellot, “le origini della filosofia ermetica e della scienza alchemica fiorirono in seno alla misteriosa Atlantide e vetusta Lemuria (mitiche civiltà la cui esistenza si fa risalire a circa 50.000 anni prima di Cristo), le quali lasciarono i loro segreti e la tradizione delle loro metafisiche trascendentali in retaggio ai santuari indiani e egiziani”.
Alchimia 3L’Alchimia non fu mai, come da alcuni creduto, una specie di “chimica primitiva” tesa a trasformare i metalli vili in oro. Chi si è fermato a questa interpretazione letterale ne è stato inevitabilmente fuorviato. L’Alchimia non è affatto una chimica primitiva ma l’insegnamento di un’arte definita “psico-spirituale”, tramandata attraverso l’utilizzo di un linguaggio simbolico. Cioè, in parole semplici, è l’insegnamento di un’Arte che vuole portare l’uomo e la donna, attraverso un lavoro su se stessi che produce dei cambiamenti interiori, a prendere coscienza della propria vera natura, che per gli alchimisti è essenzialmente una natura spirituale.
Mentale EvolutoSecondo la tradizione e l’insegnamento esoterico (cioè quell’insegnamento più profondo e spesso velato dal simbolismo), ogni uomo e ogni donna possiede e si esprime attraverso una complessa struttura energetica, invisibile alla vista ordinaria, ma chiaramente percepibile, come movimento di luci e colori, sviluppando la chiaroveggenza. Questa struttura energetica compenetra il corpo fisico per tutta la durata della vita dell’individuo. Pur se invisibile all’occhio umano, è composta sempre di materia. Materia però che vibra ad una frequenza diversa rispetto a quella del piano fisico, per questo non la vediamo con l’apparato visivo fisico, perché questo non può cogliere e trasformare in immagine oltre una certa frequenza vibratoria. Così come generalmente non coglie e non trasforma le frequenze dell’infrarosso o dell’ultravioletto che “ci sono”, esistono pur non essendo percepibili alla vista normale.
Alchimia 1Per gli alchimisti questa parte energetica dell’uomo esercita una notevole influenza sul nostro modo di agire, sentire e pensare. In più, la tradizione esoterica ci insegna che l’uomo ha in sé una parte immortale, definita Ego (o Individualità), composta di tre principi chiamati Spirito, Anima Emotiva e Anima Erosdinamica (a dire il vero questo ultimo termine è stato coniato da Tommaso Palamidessi per definire quella forza generatrice di cui tutti siamo dotati). Alchimia 4
Questa premessa è importante perché l’Alchimia, attraverso un linguaggio fatto di simboli, un linguaggio che può sembrare assurdo e disarmante, indica proprio il metodo per raggiungere la completa trasmutazione dell’uomo, indica una via di riavvicinamento al nostro Creatore. Così vediamo l’Alchimista spesso ritratto a lavorare segretamente all’interno del suo Laboratorio, circondato da alambicchi,fornelli, mantici e sostanze, intento nelle operazioni della distillazione. Apparentemente egli estrae la quintessenza da una sostanza non meglio identificata oppure fonde i metalli nel crogiolo, in realtà sta mostrando e occultando allo stesso tempo i procedimenti di questa Arte Regia che ha come scopo la realizzazione della famosa Pietra Filosofale. Alchimia 2
Ma perché gli alchimisti adottavano tutti questi accorgimenti nel tramandare la loro Scienza? Forse per difendere sia coloro che si dedicavano alla pratica alchemica, sia la dottrina stessa dell’Ermetismo. È sempre stato molto facile essere perseguitati, tacciati di eresia, condannati a morte quando non all’esilio. Ed è sempre stato facile per l’uomo cadere nell’egoismo e quindi adoperare in modo sbagliato la Sapienza tradizionale. Alchimia 6
Il simbolismo alchemico serviva proprio per difendere l’Arte Regia dai profanatori, non ispirati dalla volontà di comprendere il vero fine ma intenzionati soltanto all’inganno e all’interesse personale. A causa di questi “loschi” personaggi, spesso il vero scopo dell’alchimia è stato male interpretato, sottovalutato e addirittura disconosciuto.
Gli Alchimisti invitano quindi a leggere, rileggere, addirittura “rompersi la testa” per comprendere le operazioni di questa Arte Regia (Parmenide dice “rompiti la testa a capirlo, affinché tu possa lavorare e mangiare”).
Il Cristo parlò chiaro quando affermò “Il Regno di Dio è dentro di voi” – “il Regno dei cieli patisce violenza ed i violenti (spiritualmente parlando) se ne impossessano”, dandoci quindi precise indicazioni sulla direzione da prendere per iniziare la ricerca e in che modo muoversi nella Via Regale. Alchimia 12
Così l’Alchimista si addentra coraggiosamente in se stesso, si chiude nel proprio laboratorio, lavorando in silenzio sino a conoscere la propria natura spirituale. Famoso è l’acrostico “V.I.T.R.I.O.L.” ovvero: “Visita Interiora Terrae, Rectificando Inveniens Occultum Lapidem” (Visita l’intimo della terra, rettificando troverai la pietra nascosta).
La trasmutazione del piombo in oro altro non è che la trasmutazione qualitativa della nostra coscienza, da brutale in angelica, da buia e caotica con una purificazione graduale, simboleggiata dalle fasi della Grande Opera, si arriva allo splendore e alla purezza dell’oro. Il lavoro dell’Alchimista è quindi tutto improntato alla modificazione della propria pietra grezza (ovvero della propria coscienza) al fine di trasformarla nella Pietra Filosofale, che rappresenta la rinascita spirituale dell’individuo, la rigenerazione, per giungere in piena coscienza all’unione con Dio – Sole – Oro. Alchimia 7
Gli Alchimisti parlano di materia prima come una sola alla base delle molteplici manifestazioni fenomeniche. Essa è una e allo stesso tempo trina, infatti si distingue nei principi Zolfo, Mercurio e Sale complementari e non separabili.
Altra cosa importantissima è conoscere il fuoco ed il suo regime, cioè il modo in cui deve essere regolato, mantenuto e sviluppato, per cuocere e trasmutare la materia con i giusti accorgimenti e portare così a compimento l’Opera.
Alchimia 8Tutto ciò che ci circonda non è altro che materia aggregata secondo uno stato vibratorio differente: se somministriamo calore ad un solido, questo si scioglierà, passando allo stato liquido. Se aumentiamo la temperatura, la vibrazione degli atomi che compongono la sostanza sarà ancora maggiore, tanto da produrre vapore e passare così allo stato di gas. Così le trasmutazioni alchemiche conducono a dei cambiamenti di stato proprio perché consentono di separare il sottile, ovvero ciò che è incorporeo, che resiste al fuoco, dallo spesso, ovvero ciò che è materiale, pesante, grezzo. Cuocere la materia significa quindi purificare.
La radice di questa parola, pur, in greco vuol dire appunto fuoco. L’azione purificatrice del fuoco è ben nota, superiore a quella dell’acqua. Il Fuoco cambia completamente la natura della sostanza su cui agisce mentre l’acqua può, sì, cambiare ma corrompendo e con un’azione molto più lenta.
Ma dove si trova questo fuoco e che cosa rappresenta? Alchimia 10
C’è un ardore, una passione che ci fa muovere, una energia che ci fa vivere, quel calore che sentiamo nel sangue, la forza che adoperiamo nel pensare, nel desiderare e nell’amare, l’intensità, il vigore, la forza, la volontà, vogliono dire fuoco. Questo fuoco va tenuto a regime perché resti costante. Gli alchimisti parlano di un avvolgente calor di febbre. La materia va cotta lentamente, senza interruzione e con gradualità. Gli eccessivi sbalzi di temperatura sono dannosi, si può sciupare tutto per la troppa fretta o per la poca energia.
L’avvolgente calor di febbre trasforma gradualmente, la temperatura sale senza grossi sbalzi, permettendo di proseguire la distillazione, la purificazione interiore, fino a quando solo il Fuoco Celeste potrà concludere l’Opera. “Fuoco Celeste” o “Fuoco Sacro dei Filosofi”, ovvero lo Spirito di Dio che scendendo sull’uomo e la donna che si sono spinti nel lavoro di trasmutazione con tanto ardore, opera la trasformazione definitiva alla quale solo una forza divina può far giungere. Alchimia 9
In questo lavoro, in questa metamorfosi alchemica si uniscono, quindi, dall’alto, l’azione salvifica e dal basso la volontà di autosuperamento di coloro che aspirano al risveglio della propria coscienza e all’unione trasformante con il divino.
Un lavoro ambizioso e non da poco quello che ci prospetta l’Alchimia, un lavoro che possiamo compiere anche oggi, perché non ci manca nulla, abbiamo tutti gli strumenti. Anzi, oggi siamo agevolati perché le tecniche per raffinare e perfezionare sempre di più la nostra interiorità non sono più velate da un intricato linguaggio ma sono esposte dettagliatamente nei Quaderni di Archeosofia. Alchimia 5
Quindi la strada è già fatta e sperimentata con garanzia di successo. Basta solo decidere di volerla percorrere.

Un pensiero su “ALCHIMIA: UN LINGUAGGIO INCOMPRENSIBILE – di Michela Branzini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...