UNA RIFLESSIONE SULLA DONNA – di Sandra Beronesi

donna loto rosa volto

Rispondere alla domanda: – Chi è la donna? – è tanto complicato quanto rispondere a: – Chi è l’uomo? -. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile… La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo (T.Palamidessi, L’Iniziazione per la donna e l’Adeptato femminile, 2° Quaderno di Archeosofia. 1968).
donna loto rosaUna bella definizione della donna scritta dall’autore dell’Archeosofia mi spinge alla riflessione. Intanto, quello che risulta subito evidente è l’assoluta parità di considerazione che l’autore mostra per l’uomo e per la donna, nella consapevolezza di una diversità di natura. Non è un’idea scontata, nel corso della storia le donne sono state quasi sempre sottovalutate, tenute lontane dal potere, dalla cultura, sono state svilite. Meraviglia leggere i lavori che negli ultimi anni molte ricercatrici hanno portato avanti e che dimostrano come le donne, quando sono riuscite a studiare, a scrivere, dipingere o comporre musica, sono state sempre svalutate, pagate meno degli uomini, addirittura il loro lavoro è stato spesso usato dagli uomini. I padri, i mariti o i fratelli, si sono impadroniti dei lavori migliori delle donne, li hanno usati come propri, così ci sono stati tramandati con i loro nomi, oppure sono stati dimenticati, messi da parte, non si è avuta cura di conservarli. Saffo
Per fare solo un esempio, per l’età arcaica in Grecia, ci sono pervenuti moltissimi nomi di poetesse  e letterate, di una, Corinna, addirittura si attesta la vittoria in una gara letteraria contro Pindaro, ma i frammenti delle opere in nostro possesso sono pochissimi, solo per la poetessa Saffo sono stati preservati un numero sufficiente di versi che ci permettono di capire il valore della sua arte (A. Ales Bello, A.M. Pezzella, Il Femminile tra Oriente ed Occidente, Città Nuova editrice, 2005).
Suffragette 2Questo ha portato molte attiviste dell’emancipazione femminile nella seconda metà del XX secolo, a sforzarsi di dimostrare che le donne sono capaci di fare le stesse cose degli uomini, fino a conseguenze estreme. Si è sostenuta questa tesi dell’eguaglianza sottoponendo le donne a fatiche inutili, a lavori più adatti al fisico maschile, facendo perdere al sesso femminile le sue caratteristiche e peculiarità. Suffragette2
Una corrente di filosofe, psicologhe, teologhe, storiche, negli ultimi decenni, ha cercato di ristabilire una giusta considerazione della differenza di genere, rilevando una specificità del pensiero femminile in tutti i campi. Per queste studiose le donne sono portatrici privilegiate nel mondo di una etica delle emozioni, dei sentimenti, dell’empatia.
Questo significa che il giusto modo di affrontare le relazioni fra i sessi nello studio della storia del pensiero, consiste nell’aggiungere al punto di vista maschile anche quello femminile, che è sempre rimasto marginale, ma che presenta una sua importanza e originalità di vedute (Il filosofare di Arianna, A. Ales Bello e F. Brezzi, a cura di. Mimesis, 2001).
polarità uomo donnaNel teso sopra citato di Palamidessi la questione è spiegata semplicemente: ‘la donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile’. Il discorso della polarità merita un approfondimento. La prima definizione di polarità che troviamo nel dizionario è: esistenza, in una sostanza, di proprietà fisiche opposte e localizzate in punti opposti tra loro, detti poli; proprietà di un composto le cui molecole presentano cariche elettriche positive e negative, localizzate in punti distinti. Altra definizione di polarità è contrapposizione fra due entità, fra due concetti opposti; antitesi: la polarità tra due teorie, due concezioni. In psicologia la polarità è il rapporto tra proprietà caratteriali che formano coppie di opposti. Tutte le definizioni indicano una contrapposizione tra due aspetti, in questo caso tra principio maschile e principio femminile. donna e ascesi
Possiamo però analizzare il concetto di polarità alla luce di un insieme di principi, riflessioni filosofiche molto antiche che vanno sotto il nome di Principi Reali della Sapienza e che si fanno risalire agli insegnamenti di Ermete Trismegisto, leggendario sacerdote dell’Antico Egitto, così chiamato per la sua triplice natura di filosofo, re e profeta, e che per la sua sapienza fu identificato con il dio Toth.
Questi principi sono presenti anche all’interno delle dottrine dell’Ermetismo, o in molte dottrine orientali, ancora oggi utili per la comprensione dell’Universo interiore ed esteriore (D. Corradetti, G.De Martino, L’Uomo e il Cosmo, Bastogi ed.). Sono dei punti di riferimento teorici a cui si ispira l’esoterismo in generale e sui quali basare lo studio, la pratica e la sperimentazione nel campo della ricerca interiore.
uomo e donna energiaEcco cosa troviamo riguardo alla polarità: legge della polarità, ossia ogni cosa ha la sua coppia di opposti, tutto è duale. Gli opposti si toccano, cioè due cose molto lontane fra loro, in verità sono come due facce di una stessa medaglia. Quindi: il simile e il dissimile sono uguali, fra gli opposti c’è una differenza di grado (come tra il caldo e il freddo). L’ultima conseguenza è che tutti i paradossi possono essere conciliati, tutte le verità non sono che mezze verità (A.Benassai, I Principi Reali della Sapienza, Lezioni di Archeosofia, 2001). Applicati all’uomo e alla donna questi principi ci indicano che essi sono due facce di una stessa unità. In quanto opposti sono destinati non alla contrapposizione ma ad una uguaglianza, ad una conciliazione futura, in cui si riformerà l’unità iniziale di cui parla la Bibbia.
uomo e donna unitiNella Genesi di Mosè si legge: “E Dio disse: – Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza-. E creò Iddio l’uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e femmina li creò.” (Genesi, 2:18). In questo passo si esprime l’unità nella creazione e la differenziazione. Solo in un secondo momento Dio divise l’uomo dalla donna. Il futuro di salvezza dell’umanità è ritornare a questa unità primordiale. Un ideale perfettamente sintetizzato da San Paolo in Galati, 3:27-28: “Infatti voi tutti siete battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non vi è giudeo né greco, né servo, né libero, non vi è maschio né femmina, poiché voi tutti siete uno solo in Cristo Gesù”. A questo proposito, possiamo dire che il concetto era presente nelle menti dei filosofi ancora prima della venuta di Gesù Cristo, basti citare il mito riportato da Platone nel Simposio.
Platone ErmafroditoSecondo questo mito, all’origine dei tempi gli esseri umani non erano suddivisi per genere, e ciascuno di essi aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste. Col tempo gli ermafroditi cominciarono ad essere insolenti nei confronti degli dei e questi, per punizione, li separarono in due parti con un fulmine, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni essere umano cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta. Gesù ha riaffermato con forza la parità tra uomo e donna e la necessità di lavorare insieme per la salvezza di tutti. È sufficiente pensare ai rapporti con le donne nel Vangelo, con Maria e Marta, al fatto che svelò ad una donna, la Samaritana, l’importanza del culto unico, e la prima apparizione ad una donna, Maddalena, dopo la morte e resurrezione. donna nuova
Veniamo ora all’espressione ‘la donna è un pensiero di Dio oggettivato’. Per l’Archeosofia tutta la creazione è un pensiero di Dio, se Dio smette di pensarlo il mondo sparisce. La Volontà assoluta di Dio crea nella Sua mente e oggettivizza dalla potenza all’atto la luce, attraverso la Parola: “Dio disse: – Sia la Luce. E la Luce fu”. Il significato della parola oggettivato è: reso concreto, oggettivo nell’atto della creazione artistica, quindi rendere oggettivo un proprio stato d’animo, un pensiero attraverso una opera d’arte. Dio nel creare per amore, ha oggettivato questo pensiero d’amore nella donna, con una immagine a Lui somigliante nell’aspetto materno. Sappiamo che Dio è Padre e Madre, nell’uomo esprime sicuramente l’impronta della paternità, anche se non è specificato nel testo, e nella donna l’impronta della maternità.
Maria e GesùÈ cruciale la maternità nella donna, ma non pensiamola solo come generazione fisica, quando si parla di creazione nella Bibbia, si parla di creazione di spiriti, non di corpi fisici. La maternità spirituale è un fine della donna, cioè generare figli dello spirito. Nella vita quotidiana le donne si muovono per formare la famiglia, per generare figli, tutte cose utili per la società, senza le quali non ci sarebbe la perpetuazione della specie umana.
Sembra di capire però che le donne hanno questo compito anche in una visione spirituale. Formare una società di spiriti che si salvino e portino a compimento la Redenzione iniziata da Cristo con la sua discesa.

3 pensieri su “UNA RIFLESSIONE SULLA DONNA – di Sandra Beronesi

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