ICONA: ARTE UNIVERSALE – di Barbara Rosi

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La Scuola Archeosofica dedica ampio spazio all’aspetto teorico e pratico della pittura dell’icona, trattata in modo approfondito nel Quaderno 27° di Archeosofia. A rivelarne l’importanza è lo stesso autore, Tommaso Palamidessi, che fornisce preziose indicazioni sull’arte dell’icona, quale disciplina ascetica e meraviglioso allenamento per l’auto-superamento spirituale, anche in molti altri Quaderni. pittura icona
Un capitolo importante a riguardo si trova nel libro “Le basi della Teologia Sofianica” dove l’Autore spiega l’efficacia della preparazione e fissazione dell’immagine a colori della Sofia, quale mezzo per un reale contatto con la Sapienza creata di Dio. L’arte iconografica non si prefigge solo di raffigurare Gesù Cristo o la Vergine Maria secondo i canoni tradizionali, ma si spinge ben oltre: “L’arte iconografica è un’arte teurgica di immenso aiuto a quanti cercano la via della perfezione religiosa.” [1]

pittura icona 3Non è scontato apprezzare sin da subito le caratteristiche stilistiche dell’iconografia, tanto meno le sue più alte finalità, perché l’uomo oggi, in linea generale, concepisce l’aspetto religioso come punto marginale e secondario nella scala dei valori umani e lo sottomette alla visione materialistica del quotidiano. Così è anche dell’arte religiosa. La frase di Palamidessi “A quanti cercano la via della perfezione religiosa” è assai eloquente, difatti l’arte iconografica è per tutti, ma solo pochi sono i reali cercatori di Dio, capaci di apprezzarla, praticarla e custodirla. Il mancato e perduto contatto dell’uomo con il divino ha portato nello spirito di ognuno e in speciale modo in quello dell’artista, un tormento e un vuoto incolmabile. pittura icona 4
Avendo perso il dialogo e il rapporto cosciente con il Cielo, l’artista si rivolge al mondo decaduto in cui vive, magnifica la natura con tutti gli aspetti emotivi dei suoi abitanti, rimanendone, inconsapevolmente, sempre più attratto e imprigionato. L’unica via di uscita è qualificarsi come “reale cercatore di Dio”, studiando e mettendo in pratica la dottrina della Sapienza Arcaica Rivelata: l’Archeosofia, che consente oggi di muovere i primi e sicuri passi lungo il sentiero che conduce al divino.
pittura icona 6L’arte iconografica è una delle vie proposte dalla Scuola Archeosofica, capace di liberare l’individuo volenteroso dalle catene del materialismo.  L’icona, nella sua composizione, scardina la visione umana tridimensionale del mondo e la spasmodica ricerca da parte del pittore di voler rappresentare la materiale e illusoria profondità dello spazio. L’icona è visione bidimensionale che si spinge non in orizzontale ma in verticale, e tenta, con le sue linee che sembrano uscire dalla tavola, di catturare il cuore e la mente del contemplatore di icone, andandogli incontro. Palamidessi ci spiega il senso di tale composizione prospettica: “L’ icona, dipinta secondo i canoni della Chiesa orientale (..) nelle sua prospettiva del realismo ontologico dell’astrazione trasfigurante, allude alla luce del mondo avvenire per mezzo del personaggio santificato.” [2]
pittura icona 2Ecco che l’artista deve farsi trasformatore degli aspetti più gretti e pesanti della sua natura umana per elevarsi spiritualmente, e ricercare, attraverso il linguaggio figurato simbolico dell’icona, un contatto reale con quella speciale luce del secolo futuro. Se l’icona è un linguaggio simbolico universale fatto di numeri, geometrie, lettere, colori cui si associa la figura antropomorfica (come simbolo e non come ritratto) in grado di comunicare e trasformare la coscienza di chi vi si applica con umiltà e amore, allora anche un artista, di diversa cultura religiosa, penso possa dipingere l’icona quale mezzo artistico di contatto con Entità e Qualità spirituali. Tutti gli esseri umani intelligenti hanno la possibilità oggi di abbracciare e sposare la Sapienza, la Scienza di Dio, a patto di rendersene degni, perché è proprio Lei a donarsi all’uomo innamorato. Questo Amore, va al di là di qualsiasi credo e forma religiosa.
pittura icona 9L’archetipo dell’Icona è atemporale e l’icona dipinta da un Santo sulla terra diviene lo specchio temporale dell’eternità. Nel suo linguaggio pittorico l’icona sintetizza in forme e colori, archetipi e verità spirituali. In virtù di questa relazione, tra il visibile e l’invisibile, niente nell’esecuzione di quest’arte può essere lasciato al caso, tutto va eseguito nel rispetto della Scienza Sacra.
pittura icona 8Ecco perché tra le varie possibilità è scelto il materiale più idoneo (determinati pigmenti e legni per la tavola, ecc.), ecco perché l’artista sceglie di seguire scrupolosamente le fasi già fissate da secoli nel processo di creazione (orientamento geografico per la stesura dei vari colori, utilizzo di precise misure geometriche, ecc.), ecco perché l’individuo intelligente sceglie di seguire le direttive ascetiche archeosofiche in grado di aiutarlo nel predisporsi all’atto pittorico come preghiera personale.
pittura icona 10Tutto questo processo selettivo e ascetico per la realizzazione dell’opera, può risultare incomprensibile a chi rimane estraneo agli studi archeosofici ed alle tecniche esplorative che essa propone sulla costituzione non visibile, ma reale dell’Uomo, della Terra, del Sistema Solare e dell’Universo, essendo tutto vivo e armonicamente legato dalle Leggi o Principi Reali della Sapienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Le Basi della Teologia Sofianica – Tommaso Palamidessi

[2] Op.cit.

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