REINCARNAZIONE E KARMA – di Francesco D’Addezio

vite precedenti 1Della reincarnazione hanno parlato Gotama Buddha, Krishna, Pitagora e Gesù il Cristo come di una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di <ricordo delle vite passate>, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale”.[1] Viaggiando in treno ho ascoltato una conversazione tra due persone a me sconosciute, che parlavano tranquillamente del karma come fosse un argomento di attualità. E pensare che fino a qualche tempo fa delle vite precedenti se ne parlava più che altro in riferimento alle dottrine e civiltà orientali, la legge del karma era poco conosciuta dagli occidentali.
vite precedenti 2
Il termine <karman> ha origine dalla radice sanscrita <kr> che significa “fare” o “causare”, presupponendo la condizione di “creare qualcosa agendo”, in corrispondenza al greco antico <kraínō> (“realizzare”) e al latino creo-are (“creare”). Nel Buddismo ogni manifestazione o azione degli esseri senzienti possiede una certa quantità di “semi del karma” che, finché non saranno esauriti, costringono gli uomini e le donne a permanere nel ciclo del samsāra. Questi “semi” sono frutto di azioni compiute in innumerevoli vite precedenti. Essi non possono diminuire ma possono essere distrutti con il raggiungimento dell’illuminazione. Con l’estinzione del debito karmico, l’essere non sarà più vincolato a questa legge inesorabile e quindi al samsāra, ma potrà raggiungere il Nirvana. Nell’Induismo il concetto di karma è inscindibile da quello di samsāra, sono le idee cardine di quella che è nota come “dottrina della rinascita”. L’Induismo, e in generale il pensiero indiano, ruota attorno a questi concetti e alle vie che possono condurre alla liberazione dal ciclo delle rinascite. La legge che regola il ciclo di rinascite o samsāra è il karma, che Dante chiamava legge del contrappasso o di causa ed effetto, detto in parole semplici: ciò che l’uomo semina raccoglierà. Diverse tradizioni, in luoghi e tempi diversi, hanno posto l’accento sulla raggiungibilità della liberazione dal samsāra, in questa vita o come processo lento da compiersi in numerose vite. vite precedenti 3
Il karma sarebbe il resoconto delle azioni in bene e in male che l’individuo ha compiuto nelle precedenti esistenze, bagaglio che si porta dietro nella vita attuale e che lo influenza come destino, come indole, carattere e abitudini, ma anche da un punto di vista morale e spirituale. Ognuno di noi ha vissuto molte vite terrene, e la legge di giustizia universale che regola tutto determina le reincarnazioni con lo scopo di far evolvere, o di perfezionare l’evoluzione dei singoli pagando eventuali debiti fino a ristabilire il perfetto equilibrio. vite passate 2
Per reincarnazione s’intende la rinascita dello stesso individuo in un altro corpo fisico, trascorso un certo periodo nell’aldilà, dopo la sua morte terrena. “Il cammino dell’umanità è regolato dai dirigenti didattici cosmici attraverso la Legge della reincarnazione. Ogni pensiero e azione produce degli effetti, le cui ripercussioni si fanno sentire sul responsabile durante la sua vita terrena e nelle successive”.[2] Da sempre quest’argomento mi ha affascinato molto. La mia vita attuale è stata un susseguirsi di avventure sin da quando ero adolescente. E non mi riferisco soltanto agli svariati cambi di residenza, sia in Italia che all’estero, ai numerosi viaggi che ho fatto con esperienze sempre nuove. Ma il susseguirsi di avvenimenti particolari e di alcune piccole esperienze interiori (frammenti di ricordi?), soprattutto legate a luoghi e persone conosciute negli anni, hanno lasciato in me un solco profondo e una certezza: ho già vissuto in alcune località tra quelle dove sono stato, ho già incontrato alcune delle persone che oggi sono diventati amici o semplici conoscenti.
karma 2La prima volta che sono andato all’Associazione Archeosofica (a quel tempo si chiamava “Centro Studi di Archeosofia”), nel lontano dicembre 1986, è stato un avvenimento che ha rivoluzionato la mia esistenza in senso molto positivo. In quel periodo avevo la netta sensazione che avrei trovato le risposte che cercavo da sempre. Dopo la lettura del primo Quaderno della collana archeosofica, dove si elencano i tre esperimenti che possono dare la certezza all’uomo di avere un’anima che sopravvive anche dopo la morte fisica, mi precipitai a leggere anche il quinto Quaderno, quello che parla appunto della memoria delle vite passate. Dovevo in ogni modo organizzarmi, studiare e approfondire, volevo scoprire la mia origine, la mia vera natura, e il mio destino. Ero deciso a risvegliarmi dal sonno esistenziale e prendere coscienza di me stesso da un punto di vista spirituale. “La memoria delle vite passate, che generalmente è assopita, una volta ridestata conferisce un ripensamento e una revisione delle proprie convinzioni ideologiche, filosofiche, morali o religiose personali, e provoca una consapevolezza sulle finalità della propria esistenza…[3] Nel 5° Quaderno, Tommaso Palamidessi, dopo un’introduzione, una dimostrazione scritturale e sperimentale della reincarnazione, racconta dei frammenti di ricordi di alcune sue vite passate e spiega il metodo per ricordare le vite precedenti. Chi ottiene questo ricordo lucido si trova ad essere allo stesso tempo attore e spettatore, prova le emozioni, le paure, le gioie della scena che sta ricordando, pur restando cosciente nell’attuale struttura corporea. Naturalmente questi avvenimenti inducono ulteriori domande sul senso della propria esistenza, a cui l’Archeosofia, la “Scienza dei Principi”, secondo me risponde ampiamente.
karmaPer gli Archeosofi, la reincarnazione è una certezza dimostrata dalle esperienze iniziatiche che restituiscono la memoria delle vite passate con dettagli convincenti. Ma al di fuori di queste esperienze alla portata di tutti coloro che vogliono provare, abbiamo la credenza nella reincarnazione di tutti i popoli, dall’antichità ad oggi, nel folklore, nelle religioni: credenza che deriva dal fatto positivo che vi sono stati, e continuano ad esserci, individui che ricordano luoghi, nomi, persone ed episodi di vite passate, lontane talora secoli”. Nel Canto Divino, la Bhagavadgītā, Krishna afferma: “Come l’anima incarnata passa in questo corpo dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l’anima passa in un altro corpo all’istante della morte. L’anima realizzata non è turbata da questo cambiamento” (B.Gita 2.13). E ancora: «Come una persona indossa vestiti nuovi e lascia quelli usati, così l’anima si riveste di nuovi corpi materiali abbandonando quelli vecchi e inutili» (B.Gita 2.22). Si dice “risvegliato” colui che ha preso coscienza di se stesso da un punto di vista spirituale, in Oriente lo definiscono “stato di profonda illuminazione” che culmina nell’esperienza del ricordo di tutte le vite precedenti, come sembra sia avvenuto per il Buddha. vite precedenti 4
La fede nella dottrina della reincarnazione non è presente solo nei paesi induisti o buddhisti. Questo insegnamento esisteva nei primi anni della religione cristiana con i Padri della Chiesa, come Clemente Alessandrino, Origene. Nell’anno 553 d.C. l’Imperatore Giustiniano convocò un sinodo a Costantinopoli, noto anche come il Secondo Concilio Ecumenico, a cui parteciparono 165 vescovi, presieduto dall’Arcivescovo Eutichio, aspirante al patriarcato di Costantinopoli. Il Papa Vigilio, la cui presenza era stata richiesta dall’Imperatore, si oppose fortemente al Concilio e non vi partecipò, rifugiandosi in una chiesa timoroso dell’ira vendicativa dell’Imperatore. Il Papa non fu presente a nessuna delle deliberazioni, né inviò alcun rappresentante e pertanto non accettò mai che la dottrina della reincarnazione fosse prescritta dal credo cristiano. Tutt’oggi i suoi decreti sono validi sia per la chiesa cattolica che per la chiesa ortodossa. Si può supporre che il Papa abbia tentato di proteggere questa dottrina così importante da profanazioni, per evitare che il popolo fraintendesse tale insegnamento e potesse compiere azioni contrarie alla morale e alla religione, sapendo che ne avrebbe pagate le conseguenze nella vita successiva e non al presente.  Ci sono moltissime testimonianze di personaggi che hanno lasciato un’impronta indelebile sull’importanza della reincarnazione. Per esempio Pitagora, ne parla Diogene Laerzio, storico greco antico, vissuto sotto l’Impero Romano. In Platone nel mito di Er, il decimo libro della Repubblica, i contenuti sono ispirati in maniera rilevante al mito orfico e pitagorico della metempsicosi, ovvero la reincarnazione, ma contiene anche l’affermazione di una nuova responsabilità etica nei confronti del proprio destino dopo la morte. Nella Tradizione Cristiana è da ricordare Anna Caterina Emmerich, mistica tedesca vissuta verso la fine del 1700, proclamata beata dalla Chiesa Cattolica, famosa per le sue doti di veggente e le visioni sulla Passione di Gesù, di cui prese nota un poeta tedesco, Clemens Brentano. La Emmerich si ricordava di essere già vissuta e di essere stata Santa Cunegonda, Imperatrice di Germania, nata verso la fine de 900 e morta nel 1033 (cfr. Schmoger – Vita di A. C. Emmerich). bambini che ricordano
Ancora oggi il ricordare una vita precedente è un tema analizzato e studiato da valenti ricercatori. Ian Stevensons, professore di psichiatria e direttore della divisione di Studi sulla personalità presso l’Università in Virginia, ha pubblicato un testo dal titolo “Le prove della Reincarnazione”. La sua ricerca è molto interessante perché ha analizzato in maniera specifica quelli che sono chiamati “ricordi spontanei di vite precedenti“. Stevenson ha intervistato negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Tailandia, in Turchia, in Libano, in Canada, in India e in altri paesi, oltre 4000 bambini che sostenevano di ricordare una serie di eventi accaduti in vite precedenti. Per dimostrare con prove “scientifiche” la dottrina delle vite precedenti, Stevenson ha analizzato in dettaglio 112 casi di bambini secondo lui più veritieri di altri. Addirittura ritiene che segni, voglie o cicatrici siano dovuti a qualcosa successo in precedenza, o tracce rimaste impresse sul corpo che possedevano in un’altra esistenza. Egli scrive che i bambini hanno molti ricordi spontanei, per lo meno nei luoghi dove lui ha indagato, e li raccontano ai genitori che però non sempre danno a questi racconti un peso. Ma dove è presente la nozione di reincarnazione, gli stessi parenti chiamano degli specialisti del settore per accertarsi della eventuale verità di questi ricordi. In Occidente i casi da lui analizzati sono scarsi rispetto alla statistica generale, proprio per la visione culturale e religiosa che non contempla l’idea di vite passate e legge del karma. vite precedenti bambini
Nell’introduzione del testo Stevensons scrive: “Ai lettori occidentali vorrei dire questo: non commettete l’errore di pensare che poiché un fenomeno avviene più frequentemente in India che vicino a casa vostra la cosa non vi riguardi. E lo dico per due ragioni. Prima di tutto, è possibile che vicino casa vostra si sia verificato un caso senza che voi ne sapeste niente. In secondo luogo, e questo ancora più importante, se la reincarnazione dovesse dimostrarsi la migliore interpretazione di questi casi, ovunque essi accadono, ciò avrebbe delle implicazioni importanti per tutti noi”. potere mentale
Aldilà delle prove scritturali o delle testimonianze, a cui si può credere o non credere, è interessante la parte sperimentale proposta da Palamidessi, perché ti consente di realizzare questa esperienza direttamente. “La memoria delle vite anteriori è un grande passo verso l’autocoscienza”. [4] Ogni giorno utilizziamo le proprietà o facoltà mentali che hanno una certa importanza, come la memoria che è legata alla percezione di noi stessi. La memoria è la capacità di immagazzinare informazioni e di avere accesso a esse. Immaginate come sarebbe la relazione con il mondo esteriore senza memoria. Senza la memoria saremmo incapaci di vedere, udire o di pensare e non avremmo un linguaggio per esprimerci. La nostra mente è una meravigliosa leva di comando per affacciarsi a facoltà nuove, insolite e poco adoperate, ma pur sempre presenti in tutti, anche se allo stato potenziale nella maggioranza delle persone. Oggigiorno si ha difficoltà perfino a concentrarsi a lungo, per molti è difficile fermarsi un attimo e pensare ad un solo argomento, avere una sola idea (monoideazione), figuriamoci meditare, cioè prolungare nel tempo la concentrazione mentale sull’idea prescelta. Questa incapacità di dirigere la mente va a discapito della ricerca e conoscenza di noi stessi anche da un punto di vista interiore. Lo sviluppo e la disciplina delle facoltà mentali servono non solo ad avere successo nella vita sociale, ma sono indispensabili per le tecniche di risveglio spirituale e per il ricordo delle vite passate. energia mentale
Attenzione, concentrazione, meditazione, visualizzazione, memoria, volontà, monoideazione, vanno potenziate, allenate bene se si vuole ottenere un ricordo cosciente di una o di più vite passate. È di valido aiuto lo studio della nostra struttura energetica e spirituale, ben descritto nell’8° Quaderno di Archeosofia. Ad ogni nascita l’individuo prende una unità costituita da diversi elementi: possiede un’Io spirituale, un’anima immortale creata a immagine e somiglianza di Dio, e anche un insieme di corpi energetici o corpi dell’anima disposti gerarchicamente al servizio di essa. potere mentale 2
L’argomento è spiegato esaurientemente nel testo di Palamidessi “Tecniche di Risveglio Iniziatico”, un vero e proprio manuale pratico per chi si vuole cimentare in questo tipo di sperimentazioni e conoscenze. “L’anima ha la facoltà di memorizzare, questa memoria o registrazione si compie nel corpo causale e nei suoi centri che ne trasmettono i messaggi, fino al corpo fisico”.[5] Uno di questi corpi energetici, il corpo causale, è fatto di una particolare sostanza capace di registrare e “contenere”, come fosse un archivio, gli avvenimenti più decisivi di tutte le nostre vite.
Frugare nella memoria per ricordare qualcosa che interessa è una azione della mente in stato di meditazione. Si può meditare per piccole cose, come la ricerca di un oggetto smarrito in casa, si può meditare sul corpo causale con le leve della meditazione e arrivare dopo alcuni tentativi a rivedere le immagini del nostro passato storico, cioè le passate esistenze”.[6] L’esistenza terrena, il vivere nella storia degli uomini è una scuola di perfezione e di dinamica spirituale, serve a raggiungere la vetta sublime diventando dei veri figli di Dio. Diversamente si è costretti a ritornare ciclicamente in un nuovo corpo per vivere le gioie, le emozioni, le avventure, soffrire, morire, pagare e render conto per quel che abbiamo fatto. universo vivente
La nostra anima viaggia di vite in vite, cambiando corpi, arricchendosi in certo qual modo per le esperienze vissute in epoche storiche diverse, in diversi popoli e località geografiche differenti, a patto di ricordarselo. E se comprende che fa parte di uno Spirito Unico Cosmico e che può vivere con lo sforzo personale un’unione con il proprio Creatore, allora cercherà di aderire a Lui riconoscendo la Fonte perenne di Amore e Saggezza. Mahatma Gandhi durante una conferenza del 2 aprile 1931 disse: “Non posso pensare che l’inimicizia tra gli uomini sia qualcosa di permanente e, poiché credo nella teoria della reincarnazione, vivo nella speranza che, se non in questa vita, in qualche altra vita sarò in grado di stringere tutta l’umanità in un abbraccio fraterno”.

[1] T. Palamidessi – “La memoria delle vite passate e sua tecnica”

[2] T. Palamidessi – Quaderno n. 5

[3] Opera citata

[4] Quaderno n.5

[5] Tecniche di Risveglio Iniziatico

[6] Tecniche di Risveglio Iniziatico

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4 pensieri su “REINCARNAZIONE E KARMA – di Francesco D’Addezio

  1. […] “Della reincarnazione hanno parlato Gotama Buddha, Krishna, Pitagora e Gesù il Cristo come di una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di <ricordo delle vite passate>, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale”. Viaggiando in treno ho ascoltato una conversazione tra due persone a me sconosciute, che parlavano tranquillamente del karma come … (continua a leggere) […]

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  2. Francesca Bartoccini ha detto:

    Ciao Francesco! Molto interessante quest’articolo. Io mi chiamo Francesca e ho 26 anni.
    Mi incuriosisce molto l’argomento della reincarnazione e vite passate.
    Vorrei chiederle se possibile una cosa che non ho compreso.
    Ogni volta che una persona si reincarna, viene costruito un nuovo corpo eterico,mentale..ma il corpo causale ( che contiene le memorie delle vite passate) mantiene la sua forma originale originaria o muta anch’esso al formarsi di un nuovo corpo eterico? La ringrazio

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    1. elisabettameacci ha detto:

      Buongiorno Francesca, innanzitutto intendo scusarmi poiché rispondo alla tua domanda solo ora.
      Ho notato che hai letto l’articolo con grande interesse e con molta attenzione e questo mi fa molto piacere.
      Per rispondere alla tua domanda ti scrivo che il Corpo Causale non muta ad ogni reincarnazione perché è lui stesso che “causa” la reincarnazione, per questo viene chiamato “Causale”. Pur essendo un corpo sottile, mantiene una certa “immortalità” per la durata di un ciclo evolutivo. Le memorizzazioni registrate in questo corpo energetico determinano le caratteristiche della vita futura.
      L’argomento però, puoi capire, non si può esaurire in un contesto di una sola risposta secca essendo molto vasto, per questo motivo senza dilungarmi ti invito a leggere se lo trovi un testo esplicativo scritto da Tommaso Palamidessi: “Tecniche di Risveglio Iniziatico”, edito da Mediterranee però fuori catalogo ma si può trovare qualche rimanenza presso una sezione dell’Associazione Archeosofica a te più vicina. Poi l’argomento viene trattato anche in vari Quaderni scritti sempre dallo stesso autore, tra cui il n. 5 e il n.8.
      Spero di essere stato di aiuto per i tuoi studi sull’argomento.
      Un saluto, Francesco D’Addezio

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