IL LABIRINTO – di Gioni Chiocchetti (prima parte)

Tempo fa spinto, da una irresistibile attrazione, mi sono messo ad analizzare un argomento sicuramente affascinante quanto enigmatico, un tema antico e misterioso quanto attualissimo e coinvolgente, un’idea la cui origine si perde veramente nella notte dei tempi ed in culture differenti e lontane fra loro; il suo studio e la sua analisi, vasta ed ermetica, si estende a connotati mitologici, religiosi, filosofici, alchemici… mi riferisco al concetto e all’insegnamento racchiusi nell’arcano ideogramma geometrico conosciuto con il termine LABIRINTO.
labirinto 2

Il viaggio di purificazione per trovare la “Via” che conduce alla Vita divina, si può paragonare all’attraversamento del Labirinto che nel nord della Francia veniva chiamato “Cammino di Gerusalemme” (Alessandro Benassai, Il mistero dei Templari).
Il Labirinto è il simbolo delle difficoltà e fatiche proprie del percorso che conduce al divino.

labirinto-1
Ora quando sentiamo o leggiamo la parola labirinto, siamo subito portati a pensare e visualizzare un disegno, un luogo, un edificio o altro elemento grafico-architettonico, caratterizzato da un ambiente ed una struttura estremamente articolata e tortuosa, fatta di angusti corridoi, bivi, passaggi, vicoli ciechi, una struttura che porta a confondere ed ostacolare il cammino di chi, per malasorte o per scelta, vi si avventura.
Il termine labirinto evoca quindi un complesso di elementi che vanno a formare un inquietante e vivo organismo dal quale è molto difficile uscire una volta entrati nelle sue spire che si arrotolano a formare una specie di circuito chiuso, dando origine ad una sorta di strana dimensione nella quale possiamo errare anche molto, molto a lungo in cerca della via d’uscita senza scorgerla mai se non si trova una valida guida.
In linea di massima questa classica immagine geometrico-architettonica con le sue astrazioni ed aspetti di carattere diciamo negativi è giusta, ma non è sufficiente ed esauriente per comprenderne e definirne pienamente la vera natura, il significato ed il profondo messaggio espresso dal Labirinto.
Un ideogramma complesso che da qualsiasi parte vogliamo analizzarlo e studiarlo, sia questa parte storica, geometrica, linguistica, si presenta sempre come avvolto in un manto di segreto e di mistero. La sua particolare forma grafica, che si trova praticamente uguale in tutte le parti del mondo, si perde nel profondo della storia umana, come attestano molteplici incisioni rupestri del neolitico, ossia risalenti a circa 6000 anni fa, dove nelle grotte si trovano già rappresentati questi oscuri ed essenziali disegni. Le spiegazioni che fanno capo ai miti, spesso sfociano in enigmi quasi indecifrabili per la nostra mentalità razionale e meccanicistica. Addirittura non ci sono certezze neppure sul significato etimologico della parola labirinto. labirinto 3

L’idea del labirinto si è definita, codificata e trasmessa attraverso due differenti generi di fonti letterarie dell’antichità: da una parte il mito greco del labirinto costruito da Dedalo per il Re cretese Minosse e abitato dal mostruoso Minotauro, dall’altra i resoconti tramandati dagli storici e geografi, quali Erodoto e Plinio il Vecchio, su grandiosi e complessi edifici che si diceva fossero realmente esistiti, indicati da questi storici con il termine labirinto. Di queste costruzioni non si è trovato praticamente niente ed anche le famose tracce archeologiche che possiamo visitare a Creta sono le rovine del Palazzo reale di Cnosso e niente ci assicura che abbia mai avuto a che vedere con un labirinto.
Gli unici labirinti dell’antichità ci sono giunti come ideogrammi, ossia come particolari segni grafici esprimenti un preciso e voluto concetto, disegni come quelli presenti su antichissime incisioni rupestri preistoriche, disegni identici a quelli riportati su monete di Cnosso, su tavolette di argilla e su vasi etruschi. Ma a quale concetto di base si riferisce questo ideogramma, quale immagine vuole rappresentare ed evocare? labirinto 4

Il suo significato è ancora oggetto di studio da parte dei vari ricercatori; molti paleontologi e archeologi hanno dimostrato che questo simbolo è stato in rapporto con cerimonie e riti di sepoltura, quindi con la morte.
Però in questo contesto la morte non è da intendersi come la fine della vita fisica, ma come una particolare condizione della nostra attuale coscienza, che si trova come “morta” alla Conoscenza, e anche come il processo interiore di trasformazione della personalità decaduta ed effimera, che in un certo senso “muore” al vecchio per risorgere al nuovo stato. Il significato profondo del labirinto esprime dunque un concetto “operativo”: serve per effettuare il risveglio della coscienza. Cerchiamo qualche chiarimento nella etimologia della parola labirinto, che purtroppo è ancora incerta (cfr. Paolo Santarcangeli, Il libro dei labirinti,  Ed. Frassinelli 1984). labirinto 5
Per la maggior parte degli studiosi, la parola labirinto deriverebbe dall’antica espressone pre-ellenica LABUR che indicava:
– Il cammino sotterraneo, caverna o galleria, luogo segreto di difficile accessibilità espressi dal termine labra;
– Il materiale di pietra degli utensili e delle armi delle civiltà megalitiche, da cui labrys, termine greco che indicava l’ascia bipenne, attrezzo da guerra e strumento di lavoro per sgrossare e recidere rapidamente; Labrys, l’Ascia a due tagli, per la civiltà minoica dell’età del bronzo indicava il loro simbolo sacro per eccellenza, emblema della divinità ed espressione del suo potere e giustizia assoluti. Proprio dalla LABRYS sembra che derivi la voce greca Labirinthos che significherebbe “la casa o palazzo di pietra dell’Ascia” perché, secondo alcune versioni del mito, al centro di esso si trovava un’ascia doppia, e quindi va inteso come il luogo sacro e nascosto al cui centro si trova la misteriosa e terribile presenza divina. labirinto 6

Quindi le varie origini della parola portano alla conclusione che il concetto espresso dal labirinto fa riferimento a un luogo segreto nel quale entrare alla ricerca di “qualche cosa” di estremamente prezioso ma allo stesso tempo custodito da “un qualche cosa” di terribile e minaccioso.
Per questo il termine e i disegni dei labirinti si ritrovano spesso connessi alle armi e gli utensili da lavoro indispensabili per affrontare il cammino nel labirinto e le specifiche prove da superare per raggiungerne il centro e poter rinascere, come dicevano gli alchimisti grazie al potere dell’ascia e della pietra.

3 pensieri su “IL LABIRINTO – di Gioni Chiocchetti (prima parte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...