IL LABIRINTO – di Gioni Chiocchetti (terza parte)

LA LEGGENDA DEL MINOTAURO

leggenda minotauro 1

Abbiamo detto che il concetto del labirinto si è codificato e trasmesso con il mito famoso mito del Minotauro al quale sarà sicuramente utile accennare.
Ricordiamo che il mito è una narrazione investita di sacralità, una sorta di linguaggio cifrato, intimo e segreto, escogitato ad arte dagli antichi sapienti per tramandare profondi insegnamenti e verità senza che questi venissero profanati.

leggenda minotauro 2

Minosse un Re potente e giusto, di natura umano-divina, regnava sulle isole e sui mari con la sua sposa Pasifae, anche lei figlia di dei, dotata di poteri magici. Ebbero molti figli fra cui Arianna, nome che significa la pura, la santa, la splendente e luminosa. Nulla si opponeva alla vita felice e gloriosa del saggio re… fino a quando inciampò in un grave errore di superbia, superiorità ed anarchia davanti alle divinità. Minosse chiese a Poseidone un segno che confermasse ai cretesi il divino fondamento del suo potere. Il dio rispose che avrebbe esaudito la sua preghiera a patto che il re sacrificasse, senza esitare, l’animale favoloso che gli avrebbe mandato come segno del suo potere di natura divina. Di li a poco sorse dal mare un magnifico toro bianco. Al vederne le forme risplendenti Minosse si pentì della promessa e invece di sacrificarla alla divinità decise di tenere per sé quella bestia. Scatta la punizione divina che pone il re di fronte al suo peccato di orgoglio e di anarchia. Poseidone indusse in Pasifae una passione folle per il toro che non era stato sacrificato; dal connubio nacque il mostro Minotauro, mezzo toro e mezzo uomo, ossia la manifestazione deforme del suo atto di superbia nei confronti della divinità. teseo_e_minotauro
Il Re ordinò a Dedalo, architetto, scultore ed inventore del regno, ideatore di magnifiche opere, di edificare una costruzione oscura, artificiosa e ingannevole dove nascondere ed imprigionare il frutto del suo errore;  chi vi fosse entrato per vedere e prendere coscienza dell’accaduto, si sarebbe perso restando prigioniero della caotica struttura causata e prodotta dal peccato del Re e della sua Regina. Non a caso Dante nella Divina Commedia ci presenta Minosse come un demone avvolto e legato con una lunga corda, nel girone dei lussuriosi. minosse-allinferno

Il termine Dedalo deriva dalla radice sanscrita DHA: fare, creare e DHA-MA abitazione; da qui il greco Daidalos e il latino Dedalos che significano “lavorare con arte”, “costruttore di abitazione”.
L’ordine del Re a Dedalo potrebbe significare il cattivo e tenebroso utilizzo della sua intelligenza, dovuto al precedente atto di superbia verso il Divino, atto di superbia che chiede di essere costantemente alimentato. Ed infatti il Re manteneva in vita il mostro garantendogli un pasto di giovani vite umane, prese come tributo dalla città di Atene che aveva assoggettato.
teseo-sandali-e-spadaA questo punto nel mito entra in scena Teseo, l’eroe di padre divino, che penetra nel labirinto, uccide il Minotauro e ne esce vittorioso, alla stregua di altri eroi “liberatori”.
Per riuscire in questa impresa Teseo era munito di armi e conoscenze straordinarie. Si racconta infatti che suo padre lasciò indicazioni a sua madre di consegnare al figlio i suoi sandali e la sua spada solo nel momento in cui sarebbe stato in grado di sollevare la pesante pietra dove li aveva nascosti. E così fece il giovane Teseo. Simbolicamente sollevare la roccia per trovare la spada (vedi l’analogia con Re Artù) esprime la liberazione di un potere spirituale cristallizzato nella materia. Calzare i sandali paterni è una metafora che esprime l’azione di seguire le orme del padre, ossia ottenere la conoscenza della propria origine, dell’insegnamento del padre e quindi seguire i Principi della Tradizione Arcaica.
Forte di queste sue imprese il principe Teseo si reca a Creta con la volontà di liberare il suo popolo dal tributo imposto dal Minosse. leggenda minotauro 7
Arianna, conquistata dal suo valore, si innamora di Teseo e gli promette di aiutarlo nell’impresa. Gli dona il famoso gomitolo di lana da cui poter svolgere un filo con il quale segnare la strada che lo condurrà al centro del luogo segreto e buio dove potrà vedere e affrontare la Bestia.
Il Filo di Arianna è diventato il simbolo della protezione divina, indispensabile e provvidenziale per chi si cimenta nell’impresa eroica, il simbolo del rapporto saldo e continuo con la Luce della divinità che l’eroe ha conquistato con le sue azioni. leggenda minotauro 5
Teseo scende al centro della caotica struttura, affronta il Minotauro, lo vince e continua a tenersi con fiducia al filo di Arianna, consapevole che solo in questo modo potrà uscire da vero vincitore. Fiducia e umiltà, caratteristiche proprie dell’Eroe, del Cavaliere che combatte non per la sua gloria ma a Gloria di un ideale Assoluto. Fiducia e umiltà che saranno per lui la chiave della gloria eterna. leggenda minotauro 6

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