IL LABIRINTO – di Gioni Chiocchetti (ultima parte)

labirinto-vegetaleBene a questo punto per procedere in maniera scientifica, bisognerebbe avere a disposizione un vero labirinto, o una sua storica rappresentazione grafica, così da poterlo analizzare con sicurezza.  Ma come si fa a trovare oggi un disegno di un Labirinto? Semplice: basta andare a Lucca e visitare la cattedrale dedicata a S.Martino. Su un pilastro del portico riporta una incisione originale su pietra proprio del labirinto, una incisione circolare di circa mezzo metro di diametro. Questa figura, già abbastanza misteriosa ed emblematica di suo, nel nostro caso si trova all’ingresso di una chiesa… Una collocazione singolare in quanto il labirinto è un ideogramma di origini diciamo “oscure e pagane” … che ci fa in una chiesa cristiana? labirinto-lucca-1
Respingiamo subito le tesi di quanti vorrebbero che si trattasse di una pura e semplice immagine ornamentale, o una trovata grafica degli artisti lucchesi, perché questi disegni si trovavano e si trovano tutt’oggi in molte chiese romaniche. Per esempio il Labirinto di Pontremoli, oppure quello pavimentale romanico presso l’altare della Basilica di San Michele a Pavia o quello di  S.Savino a Piacenza, S.Vitale a Ravenna, quello affrescato nella chiesa di Alatri in provincia di Frosinone. Motivo geometrico che ritroviamo pressoché uguale in numerose cattedrali gotiche da Chartres a Reims da Sens ad Amiens, che ospitano grandi Labirinti pavimentali, bellissimi.

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Questi Labirinti, oltre ad essere collocati in edifici sacri, erano accompagnati da disegni che ricordano antichi miti e leggende, e da precise epigrafi che esortano ad azioni a carattere eroico, dunque si deduce che avessero una precisa valenza sacra e spirituale.
Ma osserviamo da vicino il labirinto lucchese.
Questa incisione del XII secolo, ingiallita dal tempo e consumata, specialmente al centro, dalle migliaia di dita passate più volte sulle linee nella ricerca della soluzione del tracciato, ha una certa regolarità nel disegno, una strana simmetria ed armonia che sembra non sposare proprio bene il concetto classico di un labirinto caotico, tortuoso ed ingannevole. Ha stranamente una sola entrata e nessuna uscita, solo un’inquietante serpentina di spire concentriche che sembrano attirarti verso il centro. labirinto lucca 3

Un centro misterioso intorno al quale pare proprio che si stato disegnato questo strano e particolare percorso, che si percorre… con il dito! Un percorso veramente lungo, complesso, ma senza bivi né vicoli ciechi. Un percorso che si snoda deciso fin alla meta, senza interruzioni. Se procediamo attenti e decisi si arriva presto al centro, rimanendo sì contenti, ma forse non pianamente soddisfatti, resta il dubbio di non essere riusciti a capire a fondo la radice ed il significato arcano di questo strano labirinto. Ma poi questa incisione sarà veramente un labirinto o rappresenta un’altra cosa ed è stato definito tale per attirare curiosi?labirinto-iscrizione-colorataLa risposta è proprio sotto i nostri occhi, nell’iscrizione laterale che dice:
«Questo è il labirinto costruito da Dedalo di Creta, dal quale nessuno entratovi poté uscire, salvo Teseo grazie al filo di Arianna».
È proprio lo schema del labirinto per antonomasia, quello costruito da Dedalo di Creta, il mitico architetto autore di edifici complicatissimi che nascondevano e incarceravano mostri e affini.
Però qualche cosa continua a non tornare… come fosse stata rappresentata un altro tipo di struttura labirintica che non corrisponde a quella concepita per confondere e bloccare nei suoi meandri l’incauto audace… come fosse rappresentato, quasi fissato, il momento in cui l’eroe ha vinto la sua inviolabilità, modificandone di conseguenza la sua struttura caotica ed imprigionante, tracciando un preciso percorso verso il misterioso centro che a questo punto sembrerebbe proprio l’uscita dalla prigione del dedalo … dal quale nessuno entratovi poté uscire…salvo Teseo! labirinto-iscrizione
Questa vittoriosa azione trasformante e liberatrice effettuata dall’eroe, sembra cristallizzata in questa incisione da vedere come una sorta di mappa indicante la via di uscita dal dedalo inestricabile, come un nuovo progetto concepito perfettamente all’opposto del primo, per risolvere gli imbrogli propri del Dedalo.
Questo schema si presenta come una chiave per decifrare il labirinto, ti vuole svelare, se ti interessa saperlo, in che modo puoi liberarti dallo strano groviglio che ti blocca e ti confonde.

Sembra un gioco di parole, ma succede quando ci avviciniamo allo studio del labirinto ed interagiamo con il suo profondo simbolismo di confondere il labirinto con il dedalo, invece questi due termini evocano immagini molto differenti. Per capire veramente l’enigma e l’insegnamento di questa ermetica figura densa di significati ed allegorie, di questo millenario simbolo ricco di insegnamenti ed ammonimenti, bisogna tener presente la complessità della natura mortale ed immortale dell’Uomo, la sua costituzione metafisica e psichica, la dottrina della reincarnazione, i principi e le leggi che regolano il cosmo nel quale siamo immersi come palombari e con il quale abbiamo un continuo collegamento ed interscambio elettro-psiconico e spirituale (cfr. T.Palamidessi – La costituzione occulta dell’uomo e della donna – 8° Quaderno di Archeosofia). E considerare come veritiera l’esistenza di un Assoluto creatore.
labirinto-della-menteDi fatto quando gli uomini privi di senso dell’Assoluto utilizzano i simboli, non si ha nient’altro che discussioni, questioni ed il tutto diventa un inutile vaniloquio.
Con questi logici presupposti, tutto l’assetto mitico, mistico e  simbolico del labirinto prende la giusta collocazione e svela con progressiva chiarezza una serie di argomenti che ruotano intorno alle questioni più importanti della nostra vita, del nostro divenire sul palcoscenico dell’universo.
francesco-de-francesco-filo-di-ariannaNascita e morte: due eventi che formano uno spazio intermedio in cui l’uomo vaga per un tot di tempo senza ben sapere dove va è perché. Un girovagare condizionato da insidie di ogni genere, quasi prigioniero delle proprie abitudini ossia del proprio HABITUS, del proprio abito fatto di pensieri, sentimenti ed azioni, guidato da una coscienza spesso illusa dalle impressioni sensoriali che riceve. Una prigionia in un percorso illusorio e caotico ben rappresentato dai meandri del DEDALO, una struttura che sembra non portare niente se non morire all’interno dei suoi cunicoli senza sapere cosa c’è fuori… come topi in trappola…  Una situazione se vogliamo anche un po’ imbarazzante per la coscienza dell’uomo e della donna…
labirinto-chartresForse è davvero utile confrontarsi direttamente con il mistero del labirinto, mistero che richiama in qualche modo il famoso “conosci te stesso” degli antichi. Il progresso scientifico ti ha fatto conoscere molto su di te e sul cosmo, ma ancora restano dei misteri inquietanti, ancora ci sono questioni irrisolte che vanno a toccare qualcosa nel profondo di te…
“Chi ha fede dice a se stesso: l’uomo come individuo spirituale viene da Dio e ritorna a Lui, ma ritorna qualitativamente cambiato in sapienza e amore quando ascolta la parola dell’Onnipotente. Chi ha fede dice anche che l’ostinato nell’ignoranza e nella cattiveria smarrisce la via del ritorno, con tutte le conseguenze che comporta. Quindi la domanda: “da dove viene e dove va l’uomo”, è un problema risolto da un pezzo per la categoria dei credenti, ma non per tutti. Del resto, la sola fede non basta quando si tende alla scienza e alla tecnologia o a tutto ciò che ha sapore di misurazione e di dimostrazioni obiettive, concrete e tangibili. Per coloro che si pongono tutte queste domande, ma vogliono i fatti, noi proponiamo l’Archeosofia”  (Tommaso Palamidessi, Tradizione Arcaica e fondamenti dell’iniziazione archeosofica.  Primo Quaderno).

 

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