UNA LETTERA

Roma, 12 Marzo 1975

Carissimo,

voglia accettare questo scritto con spirito fraterno, anche se questa mia doveva seguire immediatamente dopo il plico dei Quaderni che Le mandai a suo tempo. Questo non mi è stato possibile a causa dei tanti impegni che quotidianamente mi assillano. Anch’io come Lei e come tutti devo darmi da vivere, quindi le necessità sociali e familiari mi rubano molto tempo prezioso per il normale lavoro di ricupero economico. Alcune settimane sono state spese per un viaggio all’estero. Ho preso contatto con gli studiosi che abitano nei Paesi di lingua tedesca con lo scopo di dettare nuove direttive pratiche perché la nostra Scuola di Archeosofia si diffonda sempre più.
Di ritorno il mio primo pensiero è stato quello di mettermi a sua disposizione, e per chiederLe se ha letto i quaderni, quale impressione ne ha avuto, con la speranza che il suo apprezzamento sia positivo.
L’Archeosofia, secondo il parere di noti teologi, filosofi e scrittori americani, tedeschi e italiani, è la strada maestra alla portata di tutti, essa è in grado di rispondere ai massimi e gravi interrogativi della vita, e può dare alla cristianità e al mondo nuovi Santi. Le sue tecniche biologiche, psicologiche e spirituali sono le stesse che utilizzarono le scuole dei profeti della Palestina 3500 anni or sono, centri di alta cultura e spiritualità che dettero i colossi della religione ad alto livello, quali Mosè, Elia, Ezechiele, Isaia, e più tardi Gesù il Cristo con i discepoli contemporanei a Lui, seguito poi dalle migliaia venuti dopo. Quindi l’Archeosofia, oltre ad avere delle tecniche sicure per l’autorealizzazione spirituale e lo sviluppo dei poteri occulti della psiche e dello spirito, ha come guida extraterrestre infallibile il più grande dei Maestri annunziato centinaia di secoli prima della sua nascita terrena, nello stesso Figlio di Dio, non creato, ma generato dall’Assoluto.
È chiaro che, essendo venuto ad insegnarci l’Archeosofia il Dio-Uomo in persona (cosa ampiamente dimostrata attraverso i quaderni della nostra scuola) noi dobbiamo cercare la Via, la Verità e la Vita in Lui e non altrove, ma solo e unicamente in Cristo. Naturalmente è necessario seguire i quaderni del corso teorico-pratico di Archeosofia nella loro totalità, uno dopo l’altro, e impegnarsi con coraggio, fermezza e fiducia in noi stessi, alimentati spiritualmente dall’aiuto del Salvatore, che ha promesso di assisterci nel nostro sforzo ascetico di redenzione.
Molti hanno compreso l’ora drammatica e pericolosa che l’umanità attraversa, a causa dello scadente e contraddittorio insegnamento delle religioni, ma il rifiuto di Cristo da parte di molti, di troppi, contribuisce ad intorbidire sempre di più le coscienze. Noi che abbiamo avuto il battesimo cristiano sin dalla nascita dobbiamo considerarci dei prescelti per diventare dei discepoli e apostoli del Redentore. Ma quanti combattono a fianco di  Cristo? Coloro che costituiscono la chiesa terrestre, o meglio coloro che si sono assunti la responsabilità di istruire i popoli per formare la Chiesa Universale di Cristo combattono male, e lo vediamo dal dilagare dell’apostasia, dell’ateismo, del malcostume e della morale elastica. In sostituzione, le sette (cioè quei movimenti moralistici né veramente religiosi, né realmente esoterici) vorrebbero operare loro, ma hanno le idee poco chiare, e quindi i risultati, come logica conseguenza sono pessimi. Infatti chi si affida alla guida di costoro per cercare la Verità, s’accorge ben presto di trovare il vuoto assoluto, e prima o poi abbandona una corrente per introdursi in un’altra, ma con gli stessi risultati.
La sete di conoscenza è senza dubbio sentita da molti, ma le energie sono sprecate abbeverandosi alle dottrine praticate fuori dalla Chiesa cristiana. Molti rifiutano il cristianesimo per correre dietro a dottrine che promettono tutto, senza nessuno sforzo, senza nulla dare da parte di chi vuol ricevere. Idea assurda e irrealizzabile. Quindi si viene a perdere la condizione morale per la mistica comunione con Dio, restano, al posto della condizione morale, le sole condizioni fisiche (in verità ben poca cosa). E allora scopriamo che la spiritualità fuori del cristianesimo è solo pseudo spiritualità con la quale si scivola con facilità verso il materialismo estremo, verso il panteismo e si resta intrappolati nel cerchio fatale delle reincarnazioni senza fine.
Non è possibile credere di scoprire e servire Dio in spirito e verità con la sola adesione fideistica, pretendendo la redenzione gratuitamente. E nemmeno è pensabile di poter raggiungere la mistica unione con l’Assoluto con movimenti del corpo, quali le contorsioni, la rotazione e la ritmica del respiro, quasi che la comunione della Divinità sia un processo puramente meccanico.
La posizione positiva e scientifica dell’Archeosofia nei riguardi del  cristianesimo è inconfondibile, perché essa vuole condurre l’anima del battezzato alla beatitudine dell’unione mistica trasformante con tutti i mezzi che il Figlio di Dio ha messo a nostra disposizione. L’insegnamento di Cristo, inteso come ascesi del corpo fisico e dell’anima, in vista della Resurrezione, è racchiuso in poche parole: fede in Dio, morale assoluta, azione sociale caritativa e di giustizia nel nome di Cristo, esercizio quotidiano del corpo e dell’anima utilizzando le tecniche dei Santi della Chiesa cristiana Universale, dato che vi è un sacerdozio dei fedeli di cui parlano ben chiaramente le Sacre Scritture.
Guardando la profondità abissale di un cielo puro stellato, oppure l’infuriare terribile di una tempesta in vetta ad una montagna (utile esperienza che ho voluto provare) si ha l’esatta misura di ciò che siamo, cioè: poveri esseri indifesi, piccoli, nullità di fronte al Padre nostro. E mi sono chiesto: dov’è questo Dio che il panteista superbamente crede di far prigioniero, perché nella sua tracotanza ha la spudoratezza di affermare di essere lui stesso la divinità? Se così fosse sarebbe un Dio ben misero, guardando l’umanità intera, io compreso. Ma giunti alla fine del cammin di nostra vita, presi dal terrore della morte, ecco chiedere l’aiuto del sacerdote, con la speranza che il ritardato atto di fede possa salvarci dai guai di una coscienza rozza, pronta a fare il salto nel buio dell’aldilà. Purtroppo non è così; il Creatore ci dona una vita intera per trasmutare la nostra interiorità, e al momento del trapasso ci dobbiamo presentare con le carte in regola, se non vogliamo guadagnarci i paurosi bassi stati di coscienza della vita dopo la morte. Questo argomento è trattato ampiamente nel “Libro cristiano dei morti” che ben presto metterò a disposizione degli studiosi che vorranno approfondire la materia.
ScrivendoLe queste cose non vorrei essere frainteso, essere considerato un bigotto e paternalista. Tutt’altro invece. Sono sempre stato, e lo sono tuttora un libero pensatore, ho letto, studiato, meditato una montagna di trattati di ogni corrente religiosa e filosofica, ed è proprio per questo che ho capito ed abbracciato il Cristianesimo. Il perché faccio opera di diffusione e di apostolato per portare le coscienze al Cristo? Semplice: il programma della Redenzione porta come condizione prima e indispensabile l’amore per i fratelli, quindi cerco di portare alla mia certezza quanti con me vogliono intraprendere il duro cammino della risalita verso Dio, il cammino che percorse Adamo nella sua caduta verso l’abisso, ma in senso inverso, cioè dall’abisso verso la Luce. E per questo tormento, stuzzico i miei fratelli, non attendo che essi vengano a cercarmi, io cerco loro, e non bado se i risultati saranno mediocri o nulli, ma guardo a quelli futuri, perché il seme della Parola di Dio è buon seme, mai infecondo.
Come sempre con questa mia Le mando il programma completo della Scuola Archeosofica, ma i quaderni che per ora posso mettere a disposizione sono quelli in elenco nel foglietto piccolo stampato. I nuovi quaderni che usciranno verranno annunziati agli studiosi di volta in volta. Il costo dei quaderni è rimasto invariato, malgrado l’aumento enorme della carta, matrici, inchiostro, spese postali, etc., ma ho voluto lasciare le cose così, per dare modo a tutti di poter essere in grado di acquistarli. Il ricavato serve alle spese di propaganda e al materiale per i nuovi quaderni che usciranno.
Non so se questa lunga mia chiacchierata L’ha annoiata, oppure interessata o L’ha lasciata insensibile. Io mi auguro invece che le poche cose che ho qui esposte siano state da Lei gradite, mi auguro di aver trovato in Lei una nuova fraternità nel lungo e faticoso cammino della ricerca della perfezione interiore.
Se lo desidera può scrivermi, se ha dubbi e incertezze nei riguardi dei quaderni me li può esporre, e io nel limite del mio sapere cercherò di soddisfarLa.
Voglia gradire cordiali e fraterni saluti.

TOMMASO PALAMIDESSI

 

 

 

 

4 pensieri su “UNA LETTERA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...