L’UNIVERSO E GLI ENTI DI LUCE – di Giancarlo Brogi

universo 1La meditazione sugli Enti di Luce è un argomento molto delicato, antico e tradizionalmente legato alle attività dei Centri Sacerdotali in Egitto, Israele, Babilonia, Persia, lo ritroviamo insomma un po’ ovunque, sia in Oriente che nelle Religioni Occidentali.
Universo 2In particolare abbiamo in Israele le scuole iniziatiche del Monte Carmelo, la Comunità di Qumran nei pressi del Giordano e del Mar Morto, e altri collegi sacerdotali, fondamentalmente indirizzati al contatto con gli Enti di Luce, con quelli che venivano definiti i “messaggeri di Dio”. Si parla di una tecnica di meditazione precisa e della presenza di Esseri spirituali intelligenti che hanno una forma di vita diversa dalla nostra, che vivono in un mondo diverso dal nostro, ma con i quali possiamo comunicare grazie appunto ad un metodo di purificazione spirituale e ad allenamenti ascetici mirati a questo scopo. AnnunciazioneMarghinotti
Del resto anche nei Vangeli si parla del contatto avuto da Maria, principessa d’Israele, in quanto diretta discendente di Aaronne, con un importante Ente di Luce: l’Arcangelo Gabriele. E questa può essere una testimonianza dell’esperienza del mondo spirituale che può avere l’uomo sulla terra relativa alla esistenza di mondi o piani diversi. Certo potremmo non accettare come reale l’episodio dell’Annunciazione fatta dall’Arcangelo Gabriele, ma se non lo accettiamo per vero dovremmo dubitare anche di altri episodi dei Vangeli e della conseguente Dottrina Cristiana. Che non è la sola a parlare di questi speciali avvenimenti. Quindi dovremmo dubitare di quasi tutte le Dottrine religiose.Annunciation

Ne consegue che, se riteniamo vero l’episodio dell’Annunciazione, allora possiamo credere, anzi direi concepire la possibilità di una esperienza, di un contatto con entità che appartengono ad altri piani spirituali.
È vero che anche nella medianità si cerca il contatto con presenze di altri mondi, ma non è proprio la stessa cosa.
universo 4In un mondo che si vanta di appoggiarsi sempre alla Scienza, occorre farsi una concezione dell’universo che ponga, ad ogni potenziale esperienza, una base con un minimo di razionalità.
Certo l’Universo visto come un insieme di “sassi”, cioè di sola materia, di stelle vive per la luce fisica che emanano, ma composte di sola materia, non può invitare ad esplorazioni spirituali.
Bisognerebbe valutare, almeno come ipotesi di lavoro, la possibilità che anche l’Universo che percepiamo con i nostri sensi fisici e con gli strumenti, sia vivo, cioè formato da stelle e galassie che non sono solo luci accese, anche se certamente emanano luce fisica, ma corpi ai quali sono collegati degli esseri viventi, così come al nostro corpo fisico è collegata un’anima.
universo 5Se alziamo gli occhi verso il cielo ci troviamo davanti ad una immensità che fa paura, perché se confrontiamo la visione dell’universo con la nostra minuscola dimensione non possiamo che rimanere sconcertati.
In contrasto con la realtà dei fatti l’uomo tende a considerare solo se stesso, rivolgendo il suo sguardo esclusivamente a ciò che lo circonda.universo 9
In questo modo rimane circoscritto in una dimensione che è reale, ma infinitesima rispetto a quella che percepirebbe se alzasse gli occhi verso il cielo e si rendesse consapevole dell’immensità della creazione.
Non possiamo stupirci che nel tempo si siano stabilizzate due concezioni diverse dell’uomo e dell’universo.
Una concezione materialistica che considera l’immensità senza fine delle stelle e dei pianeti come delle masse che ci circondano, composte di materia organica e soprattutto inorganica: in pratica sassi, la cui presenza è dovuta al caso e con cui non abbiamo alcun riferimento, alcun collegamento, alcun contatto e che non ci influenzano minimamente.
universo 7La seconda concezione è legata a chi, sentendosi una creatura piccola e debole, guarda intorno a sé e alla natura che lo circonda, come ad una creazione effettuata da un Creatore sconosciuto, ma esistente al di fuori di questo universo visibile.
In questo caso, la presenza di un Creatore implica che l’universo sia permeato di una forza vitale emanata dal Creatore stesso e della presenza, in tutta la creazione, di Entità Spirituali che potenzialmente potremmo contattare.universo 8

In quest’ottica i punti di luce che noi vediamo alzando gli occhi, possono apparire non come sassi illuminati da una luce dovuta alla combustione atomica, ma come corpi cui possono essere associate Entità Spirituali che in qualche modo influenzano la nostra terra, i suoi abitanti e, potenzialmente, ognuno di noi.
In questo tipo di concezione, l’universo non è formato da masse planetarie, ma da intelligenze. Ecco il senso dell’esistenza fin da tempi immemorabili di una scienza che poi è stata indicata come “astrologia iniziatica”, praticata soprattutto da sacerdoti e sapienti, che considerava l’universo come vivente, pervaso dalla presenza di Intelligenze con caratteristiche in sintonia con quelle del pianeta o della stella a cui fanno riferimento.
Esisterebbero quindi delle forze che possono venire in contatto con l’uomo ed influenzarlo.
universoMa sono ipotesi generiche o stiamo parlando di qualcosa di preciso ed in qualche modo sperimentato? Quali riferimenti abbiamo? Su quali ipotesi di lavoro o comunque di studio possiamo contare? Abbiamo alle spalle le indicazioni che ci vengono da tempi immemorabili, abbiamo anche tracce di disegni da interpretare fatti in epoche lontane, quando l’uomo avrebbe dovuto essere solo un cavernicolo. Di certo abbiamo un simbolismo e delle figure, che ci tramandano le corrispondenze fra pianeti, stelle, costellazioni e Zodiaco, con una intelligenza o un gruppo di intelligenze.universo 18

Questo ci permette di ipotizzare come lavorano queste Intelligenze ed ecco perché ci interessa il simbolo, la figura grafica e il nome di un pianeta o di una costellazione.
Ma come si può “concepire” la possibilità di una trasmissione ad anni luce di distanza?
Quanto tempo, giorni, mesi, anni dovrebbero passare perché una “chiamata” dall’uomo sulla terra arrivi ad una intelligenza legata ad una stella distante 60 anni luce?telepatia

Se pensiamo che la trasmissione possa avvenire tramite i sensi fisici e la materia organica e/o inorganica dell’universo, diamo credito a chi ritiene che queste siano favole e non potremo mai neppure concepire una simile possibilità.
È chiaro che presupponiamo una trasmissione di tipo mentale, altrimenti non si potrebbe concepire di stabilire un contatto, un rapporto con una stella distante anni e anni luce.universo 6

Questa distanza sarebbe incolmabile, invece è colmabile perché l’universo è formato di energia oltre che di materia, allo stesso modo dell’uomo. Vige cioè una legge di interdipendenza e risonanza che rende possibile “percorrere” distanze immense in brevissimo tempo.
L’universo è formato da un tessuto particolare, che alcuni chiamano luce astrale, fatto di psiconi ed elettroni.
Per capirne il funzionamento dobbiamo sempre tenere presente il principio ermetico “come in alto, così in basso”: dalla comprensione delle leggi che governano il mondo fisico che conosciamo ed in cui viviamo, possiamo dedurre le leggi che regolano i piani superiori del cosmo.universo 13

L’ipotesi di lavoro prevede la presenza di particelle atomiche con legami elettro-magnetici e l’emissione e ricezione di onde sul piano fisico e la corrispondente esistenza di un tipo di atomo particolare, definito psiconico da Tommaso Palamidessi, che riceve ed emette onde psiconiche, ovvero di natura psichica-mentale.
Tutto l’universo è percorso da diverse lunghezze d’onda che si propagano in modo simile a quello della corrente elettrica, dell’energia luminosa, sonora, magnetica ecc. ma su piani eterici superiori.
Su questi piani le onde psiconiche possono viaggiare a velocità a noi sconosciute.
È un universo da scoprire, verificare e sperimentare, ma plausibile come ci confermano le trasmissioni telepatiche che ognuno di noi nel suo piccolo ha sperimentato.universo 16

È quindi concepibile che l’emissione di una onda psiconica di una certa frequenza, possa procedere grazie alla legge di risonanza verso una stella o una galassia, ricevendone una risposta.
La trasmissione sarebbe legata alla parte di materia psiconica che nell’universo risponde sulla stessa lunghezza d’onda, che si mette in movimento non solo sulla sfera terrestre limitata, ma in tutto lo spazio circostante.
Naturalmente stiamo parlando di un universo composto di vari piani concatenati, di varie dimensioni, di stati diversi di coscienza, un universo insomma vivente.universo 14

Ormai la stessa scienza, dopo la scoperta, nel novembre del 2011 del bosone di Higgs, non ha dubbi sull’esistenza di un misterioso tessuto che pervade l’universo.
Scrive lo Scienziato Guido Tonelli (“La nascita imperfetta delle cose”) :
“Una delle sfide più importanti è quella della materia oscura. Tiene insieme le galassie, eppure è impalpabile. Di cosa è fatta ci sono centinaia di persone al lavoro giorno e notte per capirlo. Siamo appena all’inizio dell’esplorazione, si può nascondere in posti di impensabili”.
Inoltre nella Rivista Le Scienze (Aprile 2016) i bioingegneri del MIT hanno creato Cello, un linguaggio di programmazione delle cellule batteriche. Le istruzioni testuali sono automaticamente tradotte in sequenze di DNA, permettendo anche ai profani di scegliere quali caratteristiche e funzioni inserire (Escherichia coli di Davide Michielin).universo 12

L’Ingegneria cellulare si è accorta che ogni cellula del nostro organismo è una unità indipendente e viva, dotata di un software che le permette di reagire in modo indipendente a qualsiasi stimolo, pur rimanendo parte indivisibile dell’organismo umano.
Proprio come scriveva Ermete e come dicevano gli scienziati del Rinascimento, studiando quello che avviene nel macrocosmo comprendiamo quello che avviene nel microcosmo, e viceversa, perché tutto è soggetto alle stesse regole e leggi.universo 11

 

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