FORMAZIONE DEI PIANETI – di Alessandro Benassai

fuoco-pianeti.gif-webViaggiando nel cosmo s’incontrano i misteri più profondi: le origini.
Le origini dell’Universo, le origini delle galassie, le origini delle stelle, le origini dei pianeti, le origini della Terra, le origini dell’uomo, le origini della vita. Le origini sfuggono all’indagine scientifica basata sull’analisi razionale degli eventi.
Possiamo spiegare processi di sviluppo, i giuochi tra materia e energia, tra spazio e tempo, ma le origini dell’energia e dello spazio e del tempo rimangono avvolte nel mistero, perché non si possono dedurre: sono le cause prime e non gli effetti, sono i principi di tutte le cose che scaturiscono da un unico Principio, come i numeri sono tutti racchiusi nell’unità.
La Scienza dei primi Principi ancora non è compresa pienamente. La vita non evolve gradatamente come alla fanciullezza segue la maturità; solo quando le condizioni ecologiche sono pronte, solo allora si verifica il fatto nuovo la cui causa non sta nella situazione ecologica. L’analisi retrospettiva degli eventi non conduce al principio che ne è la causa. archeologia 2
Quando il Sistema Solare è formato, e con esso la Terra, quando poi sulla Terra le condizioni ecologiche evolvono, ecco si verifica il fatto nuovo che non è un effetto conseguente e quindi deducibile: appare la vita vegetale, poi la vita animale, e quando l’evoluzione raggiunge un certo livello appare l’uomo. Non si tratta di un corpo formatosi attraverso un’evoluzione biologica, ma dell’uomo vero, dell’uomo psichico preesistente, intelligente e autocosciente, ben distinto dagli animali come i primati, che dopo milioni di anni sono rimasti tali. EvolUomo
Se poi rivolgiamo l’attenzione alle origini dei pianeti del Sistema Solare il mistero non accenna a diradarsi. Negli ultimi anni la scoperta di oltre un centinaio di pianeti di Sistemi Planetari extra solari ha creato una certa confusione. Questi pianeti seguono orbite completamente diverse da quelle dei pianeti del nostro Sistema. Attualmente non esiste una spiegazione scientifica valida di come i pianeti abbiano preso forma a partire da gas e polveri. uomo preistorico e cielo
Quello che sfugge è proprio l’inizio, sfugge a tal punto da fare affermare, tra il serio e il faceto, ad uno degli esperti mondiali dell’argomento, il dottor Scott Tremaine della Princeton University, che tutte le predizioni sui pianeti extra solari si sono rivelate completamente sbagliate e che la predizione più sicura sull’origine dei pianeti è che quest’ultima non esiste.
All’inizio il corpo dei pianeti è costituito di una sostanza molto sottile che si condensa molto lentamente sotto le influenze specializzanti delle forze provenienti dalle costellazioni. I corpi siderali così creati e animati di un movimento di rotazione conforme al senso di rotazione dell’antica cintura equatoriale, sono sottoposti alle forze interne del Sistema ed a quelle esterne della galassia. pianeta-blu-web
Così poco a poco si sviluppa la molteplicità degli scambi tra le sfere ed i corpi planetari che determina la loro evoluzione ulteriore.
Quando la turbinante sfera solare, una specie di ellissoide in rotazione, si contrasse sino all’orbita di Nettuno, lasciò all’esterno un residuo di materia in sospensione, simile ad una soluzione in movimento, che gradualmente andò a concentrarsi sulla fascia equatoriale. Il residuo si raffreddò presto contraendosi sino ad assumere la forma di una fascia ruotante. La forza centrifuga separò la sostanza congelata dalla massa centrale e la sospinse verso il bordo esterno suddividendola in anelli di densità variabile. nube-di-oort
Nelle profondità dello spazio interstellare, distanti dal Sole più di qualsiasi altro corpo planetario, una schiera di avanzi congelati di questa prima fase di sviluppo orbitano intorno alla nostra stella. Questa fascia, scoperta dall’astronomo olandese Jan Oort, ospita asteroidi, planetoidi, polveri cosmiche e miliardi di comete.
sednaL’immensa estensione della fascia dà un’idea delle dimensioni iniziali della nube solare, migliaia di volte più grande di quella del Sistema Solare. Questa unica fascia è stata suddivisa idealmente in due parti, una interna ed una esterna. Quella interna si fa estendere fin dove è stato possibile individuare corpi planetari di una certa dimensione, il più lontano dei quali è stato chiamato Sedna.

(Tratto da “Cronache di civiltà Scomparse” di Alessandro Benassai)

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