TEMPO E STORIA – di Barbara Rosi

tempo-specchioSe avessimo due specchi che riflettono uno la mentalità del periodo storico attuale e l’altro la mentalità di un lontano passato, ci troveremmo davanti due immagini molto diverse. Sicuramente l’uomo di oggi giudicherebbe le forme dell’attuale tempo più ricche di colori e più moderne, prodotte da una mentalità meno superstiziosa, poggiata sul sapere scientifico e avvantaggiata dalla tecnologia che spinge con impeto in avanti l’evoluzione dell’umanità. Di queste forme solamente una piccola e timida parte, però, sarebbe riservata all’aspetto religioso più vero.tempo-specchio-2
Un diverso scenario offrirebbe ai nostri occhi lo specchio riflettente la mentalità di un antico passato, dove la religione rappresentava il perno centrale della vita e della società attorno al quale tutto ruotava, molto più radicata sia nel popolo quanto nelle élite al potere. Infatti i sacerdoti iniziati agli antichi Misteri ordinavano e organizzavano la società secondo un profondo e sentito spirito religioso, tanto da pervadere completamente la vita quotidiana di ogni individuo.
Nelle molte differenze tra le due forme immaginarie dei due specchi, società moderna e antica, due concezioni emergerebbero evidentemente contrapposte, quella di evoluzione e di tempo.tempo-3

Nello specchio contemporaneo apparirebbe una semplice forma geometrica a sintetizzare le due Leggi: una linea retta. Questo perchè la visione evolutiva viaggia sui binari lineari della storia, la credenza moderna è quella secondo la quale più trascorre il tempo e più lo stile di vita dell’essere umano migliora in agiatezza, giustizia e benessere sul pianeta terra. tempo-4

Nella seconda immagine, quella del passato, il concetto di tempo e di evoluzione darebbe invece vigore alla formazione geometrica di una spirale. Nella mentalità tradizionale del passato la concezione del tempo era ciclica e vedeva la vita sulla terra come un’opportunità di crescita e lotta di riconquista della vera vita spirituale, realizzabile esclusivamente con l’unione all’Assoluto.

“Per gi Antichi il tempo aveva un valore qualitativo ed era concepito come una successione di cicli di carattere differente determinanti gli eventi storici, mentre per i moderni il tempo è concepito scorrere in senso unidirezionale senza alcun rapporto con gli eventi che non sono che punti su di una linea.” [1] tempo-e-storia

Così è l’Ente-Tempo (scandito in cicli di carattere differente) a decidere e determinare gli eventi sul pianeta Terra e non il contrario; non è l’evento, il fatto in sé, a “colorare” un determinato periodo storico, ma è il Tempo stesso a decidere ciclicamente come caratterizzare un punto, uno spazio di tempo. Questa è la Storia dell’intera umanità: uno specifico periodo nasce, cresce, culmina, tramonta e scompare per l’arrivo del “giovane”, il nuovo Tempo, un altro passo evolutivo. tempo-1

Scopriamo allora nel Tempo qualcosa di superiore e misterioso.

Interessante è l’etimologia della parola, dalla radice indoeuropea TAM che sta a significare “misura  dello spazio tra due punti”.  La consonante “M” ha conservato in questa radice il significato primario di “limite”. Il senso era “limitare il moto tra due punti” e quindi “dividere”, “tagliare”. Il senso divenne poi “limite del moto della luce”, per cui il TEMPO fu considerato un “ritaglio”, un “frammento” di luce. Dal latino TEMPUS = “misura del moto della luce”. [2]

Potremmo quindi vedere nel tempo la precisa espressione di un aspetto della Luce, intesa quale Rivelazione dall’Alto; una Luce e tanti colori, tante qualità quanti i diversi tempi che ritmano le epoche storiche. Le Luci, quelle più eccelse che emanano dall’Alto, imprimono movimento e vita a tutto un meccanismo cosmico che arriva fino a noi, come negli ingranaggi di un immenso orologio connessi e dipendenti l’uno dall’altro. Forza vitale, movimento ed energia fluiscono verso di noi dal signore del nostro tempo: il Sole, centro gravitazionale e vitale del sistema solare. tempo e storia - sole

“Per gli Egiziani il simbolo del Tempo concepito come una Entità divina è lo stesso geroglifico del sole, Rà il Verbo creatore.” [3]

È il Sole a segnare, nel suo moto apparente attorno alla terra, il tempo delle nostre ore, giorni, settimane, mesi, anni con il susseguirsi delle stagioni e, per quel fenomeno astronomico e astrologico definito Precessione degli Equinozi, a scandire le Ere evolutive della Terra. Tempo ed Evoluzione sono due lati di una stessa medaglia.

L’evoluzione dell’umanità è la crescita in Sapienza, Amore e Grazia, in intima connessione con l’evoluzione del Cosmo che con i suoi ritmi influenza lo sviluppo biologico, mentale, emozionale e spirituale dei singoli individui e dei popoli. Sole, Pianeti, Costellazioni, ecc., non sono altro che aspetti visibili di Forze invisibili superiori che ci guidano verso un preciso stato evolutivo. tempo-2

Concepire la storia in maniera lineare nega di fatto la connessione tra la vita del cosmo e il microcosmo, annulla quasi le tante testimonianze lasciateci in eredità dai popoli del passato. L’esempio più affascinante sono le colossali Piramidi, tutt’oggi avvolte nel mistero. Mistero dipanato, poco a poco, dallo studioso Alessandro Benassai che nei suoi studi svela i segreti più profondi cristallizzati nelle geometrie e nelle proporzioni di queste gigantesche granitiche opere.
L’uomo moderno, che ancora oggi, non ha alcuna idea plausibile di come possano essere state costruiti tali monumenti nel periodo dell’Antico regno in Egitto, dovrebbe forse rivedere le sue credenze sulla linearità della storia, per non permettere che lo specchio del suo tempo rifletta e appaia, non antico, ma per certe tematiche, un vero pezzo di antiquariato.

[1] “ Indagini sulle Grandi Piramidi” Alessandro Benassai
[2]  “Dizionario indoeuropeo” Franco Rendich
[3] “ Indagini sulle Grandi Piramidi” Alessandro Benassai

UNA GIORNATA SPECIALE

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Ieri mattina ho partecipato ad una bellissima iniziativa organizzata nella Caserma del Reggimento Savoia Cavalleria di Grosseto. Il Comandante Aurelio Tassi, coadiuvato da alcuni suoi ufficiali e sottoufficiali, ha voluto ripetere anche quest’anno un ciclo di conferenze con cadenza mensile in collaborazione con il Comune di Grosseto e l’Associazione Archeosofica.

Savoia 2Tema portante delle conferenze: lo spirito della cavalleria, ovvero gli eterni valori che da sempre animano questo corpo speciale a cui la nostra patria deve tanto. Valori che si ritrovano e si rinnovano nei cuori di molte persone, del passato ma anche di oggi.

Savoia 3Per l’occasione sono state invitate alcune scuole del grossetano. Devo dire che vedere così tanti giovani attenti, presenti e partecipi, fa davvero molto piacere. Attenti e partecipi sia al discorso introduttivo tenuto dal Comandante Tassi, sia alle parole di sostegno del dott. Turbanti, assessore alla sicurezza, che era presente in rappresentanza del Comune di Grosseto, sia poi alla interessante relazione fatta dall’avv. Francesco Cresti, che mi fregio di avere come amico. Savoia 5

Una conferenza istruttiva che ha spaziato con semplicità lungo la storia per evidenziare le tracce indelebili lasciate da coloro che hanno dedicato la propria vita alla difesa della libertà.

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Comandante Colonnello Aurelio Tassi

Perché fare un piccolo articolo su questo evento, vi starete domandando. Perché è un grande onore poter essere accolti all’interno di quella Caserma, e personalmente volevo in qualche modo ringraziare il Comandante Tassi e dare una piccola testimonianza. Non si incontrano spesso persone così lungimiranti, coerenti e intelligenti. Senza offesa per nessuno. Una piccola testimonianza ad un evento che aprendo le porte della Caserma si augura di poter aprire uno spiraglio anche nelle menti di chi vorrà partecipare. Savoia 7

Oggi più che mai c’è bisogno di sicurezza, di onestà, di riscoprire alcuni valori come l’onore, il coraggio, la determinazione, la volontà, la disciplina e lo spirito di fratellanza. Riscoprirli e farli propri nella vita di tutti i giorni, anche se noi “civili” non siamo certo messi alla prova nel modo più diretto, come lo è per chi ha scelto la vita del Reggimento. Ma nel nostro piccolo, anche noi “civili” possiamo far tesoro di questi esempi, storici e attuali. Riscoprire un senso nuovo delle virtù che possiamo sviluppare prima di tutto in noi stessi, riscoprire la forza che queste virtù possiedono, e orientare le nostre scelte verso quel destino da sempre preparato per tutta l’umanità.

Elisabetta Meacci

 

 

FITOTERAPIA, UNA SANA PASSIONE – di Fiorenza Mascione

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Oggi assistiamo a un grande risveglio di interesse per le piante medicinali, le loro preziose virtù vengono apprezzate da un numero crescente di studiosi e appassionati. Si susseguono le pubblicazioni scientifiche, le ricerche in ambito universitario, clinico, delle case farmaceutiche, le riviste più o meno specializzate, articoli su vari giornali, per non parlare del web dove si trova di tutto sulla fitoterapia antica e moderna, anche se non sempre esatto. Un testo che merita di essere letto e approfondito è “Guarire con le piante medicinali” di Tommaso Palamidessi, 4 volumi dove l’Autore raccoglie il risultato delle sue ricerche, iniziate quando era ancora un ragazzo e protrattesi per tutta la sua vita. A mio parere questo trattato ci offre tanti spunti di approfondimento sul benessere dell’uomo integrale, inoltre contiene elementi originali che mancavano nel panorama delle conoscenze in questo settore. Lo considero fondamentale e utile sia per chi come me lavora in questo campo (sono erborista da più di 30 anni), o in altri settori legati alla salute, sia per chi coltiva la passione per la fitoterapia e le cure naturali pur non avendone fatto il proprio lavoro.

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IL BELLO E IL SACRO – di Massimiliano Galastri

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APPUNTI SULL’ESTETICA DELL’ICONA

C’è poco da fare, le icone non mi sono mai piaciute. Soprattutto non ero riuscito a lungo a spiegarmi perché i primi cristiani optarono per un’arte che sembra così astratta e cruda. Nell’impero romano non mancavano esempi e modelli artistici capaci sia di un realismo più esatto (la prospettiva era conosciuta bene in pittura) sia modelli improntati al senso della magnificenza, o del meraviglioso o del simbolico. Proprio non si capisce perché il Cristianesimo optò per una forma di rappresentazione artistica così strana, deformata, tesa, irrealistica fino a sfiorare l’irrazionale. Si può capire l’arte simbolica e criptica delle catacombe, il loro necessario codice cifrato, la forza del segreto che emerge dai pochi, essenziali segni lasciati dai primi cristiani ai tempi delle grandi persecuzioni ma non si può capire storicamente perché i pittori cristiani scelsero questo stile e questo codice originali anche quando il cristianesimo divenne religione tollerata prima e di stato poi. Di solito davanti ad una icona vien spontaneo pensare che sia stata dipinta da dei pittori incapaci, che sia sostanzialmente una forma d’arte “brutta” perché l’artista non ha saputo rappresentare e quindi comunicare quello che sentiva, pensava e vedeva. Ma siamo sicuri che sia così? Qual è la sottile differenza che passa tra ciò che è semplicemente bello e ciò che è bello e sacro?

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REINCARNAZIONE E KARMA – di Francesco D’Addezio

vite precedenti 1Della reincarnazione hanno parlato Gotama Buddha, Krishna, Pitagora e Gesù il Cristo come di una esperienza vissuta. Ma queste autorevoli testimonianze non sono rimaste isolate, bensì sono state confermate da molte altre persone che hanno avuto la stessa esperienza di <ricordo delle vite passate>, sia spontaneamente, sia ricorrendo alle tecniche di risveglio spirituale”.[1] Viaggiando in treno ho ascoltato una conversazione tra due persone a me sconosciute, che parlavano tranquillamente del karma come fosse un argomento di attualità. E pensare che fino a qualche tempo fa delle vite precedenti se ne parlava più che altro in riferimento alle dottrine e civiltà orientali, la legge del karma era poco conosciuta dagli occidentali. Continua a leggere “REINCARNAZIONE E KARMA – di Francesco D’Addezio”

ICONA: ARTE UNIVERSALE – di Barbara Rosi

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La Scuola Archeosofica dedica ampio spazio all’aspetto teorico e pratico della pittura dell’icona, trattata in modo approfondito nel Quaderno 27° di Archeosofia. A rivelarne l’importanza è lo stesso autore, Tommaso Palamidessi, che fornisce preziose indicazioni sull’arte dell’icona, quale disciplina ascetica e meraviglioso allenamento per l’auto-superamento spirituale, anche in molti altri Quaderni. Continua a leggere “ICONA: ARTE UNIVERSALE – di Barbara Rosi”

UNA RIFLESSIONE SULLA DONNA – di Sandra Beronesi

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Rispondere alla domanda: – Chi è la donna? – è tanto complicato quanto rispondere a: – Chi è l’uomo? -. La donna è l’uomo, ma con polarità diversa, femminile… La donna è un pensiero di Dio oggettivato, è un atto creativo, una espressione concreta d’amore, una immagine somigliante a Lui, e che racchiude l’impronta della maternità divina. La donna è uno spirito, una forza spirituale equivalente a quella dell’uomo (T.Palamidessi, L’Iniziazione per la donna e l’Adeptato femminile, 2° Quaderno di Archeosofia. 1968).
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VERIFICA DIRETTA – di Simone Menichetti

L’importanza della sperimentazione metafisica 2

Chi legge per la prima volta le Opere di Tommaso Palamidessi, fondatore della Scuola Archeosofica, non può fare a meno di notare il costante invito dell’Autore a sperimentare in prima persona le tecniche ascetiche presenti all’interno dei Quaderni della omonima Collana. Queste ultime sono delle ginnastiche, degli allenamenti per la mente ed il corpo elaborati e perfezionati in una vita di lavoro e sacrifici. Continua a leggere “VERIFICA DIRETTA – di Simone Menichetti”

LA PROFEZIA – di Laura Capaccioli

profeti 15La storia ci tramanda dell’esistenza di personaggi capaci di vedere il futuro, ispirati da entità misteriose che mostrano ai soggetti prescelti l’avvento di fatti non prevedibili da una logica ordinaria e spesso in netto contrasto con le prospettive storiche e politiche. La profezia rientra nella fenomenologia degli stati medianici, ovvero nei particolari casi in cui un individuo, sia esso dedito alla preghiera intensa o no, diventa il “mezzo”, il “mediatore” tra l’aldilà ed il mondo dei vivi. sibilla
Le sibille, presenti nella mitologia greca e in quella romana, ma anche storicamente esistite, erano vergini dotate di virtù profetiche ispirate da un dio, in grado di fornire responsi e fare predizioni, per lo più in forma “oscura” (da cui il detto “frase sibillina”). Si trovavano per lo più nel bacino del Mediterraneo ed avevano un gran flusso di visitatori desiderosi di conoscere il loro destino o quello del loro popolo.
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LA FORZA DEI SIMBOLI – di Mauro Iorio

simboli egittoÈ stupefacente come in ogni attimo della nostra esistenza utilizziamo i simboli sotto forma di parole, suoni, disegni, musica o numeri per poterci esprimere, comunicare, amare, odiare, innamorare o anche solo per divertirci.
Persino un sentimento può essere espresso in musica che a sua volta può essere considerata come numeri in movimento perché ciascuna cosa è riconducibile ad un numero come affermavano i pitagorici.
Un quadro è l’espressione dell’ispirazione interiore di un artista che amalgama colori ma i colori, che sono simboli, sono anche miscele chimiche cioè formule matematiche. Un auto, un aereo, un missile: sono tutte espressioni di idee geniali messe in atto con l’utilizzo di numeri e forme geometriche. simboli eterni
I simboli più affascinanti riguardano le testimonianze degli antichi popoli. Purtroppo si assiste alla distruzione di rappresentazioni millenarie che raccontano la storia del lungo e faticoso percorso dell’evoluzione umana.

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