VERSO IL CRISTIANESIMO DEL TERZO MILLENNIO – di Fabrizio Leone

crocifisso 1Nel 2007, quando ebbi l’occasione, e la fortuna, di conoscere Archeosofica fui colpito immediatamente da un particolare dettaglio: la centralità della figura di Cristo nell’esposizione della sua dottrina.

arti marzialiVa premesso che prima di quel particolare 19 luglio, mi ero già mosso su più fronti alla ricerca di qualcosa che desse un senso a quelle importanti domande esistenziali che assillano le coscienze di molti individui. Ne venivo da diversi anni di arti marziali con annessi studi di filosofie orientali, buddhiste e taoiste; avevo una grande passione per la filosofia classica che rimaneva il “pallino” delle mie letture personali e l’interesse per la comunicazione pubblicitaria e giornalistica del mio corso di studi universitario mi rendevano allo stesso tempo idealista e pragmatico, sognatore e materialista, insomma un amalgama confuso di pensieri che si rifacevano a tradizioni antiche e moderne senza un preciso ordine e una organizzazione.
Fu però durante questo periodo “confuso” che mi avvicinai più assiduamente allo studio di tutti quei testi considerati “proibiti”, ovvero che facevano parte delle dottrine chiamate “occulte” o “esoteriche”.
KabbalaSe ripenso oggi alla strana sensazione che provavo nello studiare di nascosto quei libri, ricordo che era, per me, come trasgredire le regole convenzionali. Nessuno dei miei conoscenti immaginava che leggessi di magia, alchimia, kabbalà, spiritismo, tutti argomenti tabù in una società che aspetta i miracoli senza la fatica di farli accadere e allo stesso tempo è pronta a puntare il dito contro ogni cosa che non comprende etichettandola come sciocca superstizione.
Era davvero strano per me, a causa della mia mentalità orientaleggiante colorata da qualche sfumatura di materialismo, che la figura del Cristo si potesse trovare, pregare e lodare al di fuori del contesto in cui ero cresciuto.
bambino fedeleIl Cristianesimo fino ad allora non poteva essere compreso nel suo valore profondo, ma era visto solamente come una serie di privazioni e mortificazioni verso piaceri del tutto naturali nella vita degli uomini; per non parlare poi della considerazione che avevo per alcuni “apostoli” moderni di questo insegnamento: uomini spesso buonisti piuttosto che realmente buoni, uomini che mostravano un sorriso tirato e finto quando avrebbero potuto far emergere le proprie passioni e troppo spesso con il capo chino e remissivo simile a quello dei dipinti dei Santini. Non tutti erano così! Certamente! Una gran parte, quelli “diversi”, tentavano in tutti i modi di avvicinare la comunità giovanile alla Chiesa con partite di calcio, attività ludiche, divertimenti di diversa natura svolti nelle vicinanze della chiesa e dei parrocchiani.Re Magi
Ma, purtroppo, la natura umana aveva agli occhi del ribelle adolescente sempre la stessa faccia. Anche se si era più vicini alla Chiesa e alle cerimonie Sacre, la gente non si faceva “migliore” anzi, alle volte ostentava un atteggiamento di superiorità, mascherato da pietà, verso i meno fortunati che non poteva affascinare un ragazzo nel pieno della vita, con la mente infarcita di utopistici ideali; e poi… dove erano le famose risposte alle domande esistenziali che a 15 anni scaturivano nel profondo della coscienza?
Perché si professa un’unica Fede ma ognuno pretende il proprio Dio migliore? Perché chiedere privazioni che sembrano andare contro una logica ordinaria? Perché essere devoti all’Invisibile, se dell’invisibile non se ne può avere una reale conoscenza?pantocrator2

Tante e tante domande assillano la mente dei ragazzi di quell’età, che vivono il momento più delicato della loro vita alla ricerca degli ideali.
Così, nel cercare di distaccarsi dal retaggio Cristiano, che spaventava in quanto a apparente ottusità, passando per i libri etichettati come “sconvenienti” dai Dottori della Chiesa, la figura di Cristo tornò a farsi sentire a gran voce.visione mistica
Negli scritti di questi personaggi, talvolta messi all’indice, trovai, già nelle prime pagine, una prefazione del tutto inaspettata: vi era un’invocazione ed una richiesta profonda affinché Iddio e il Suo Cristo Redentore concedessero, a quelle parole scritte, di perdurare nel tempo, quasi come a chiedere il permesso di poterle trasmettere.
La cosa che più mi colpiva è che questi testi erano scritti nella stessa misura da studiosi, scienziati o monaci ma tutti, senza eccezione, riempivano della stessa Fede e fervore la loro richiesta.
Quella che durante la lettura risuonava nella mia interiorità, era un’invocazione vera, erano parole vive che scaturivano dalle righe delle loro prefazioni con una reverenza mistica che avvolgeva il senso della loro preghiera, alla maniera di qualcuno timoroso di dir troppo riguardo un segreto che non è suo.
Gli autori di questo esoterismo più spinto erano ferventi Cristiani, anzi, erano proprio quella forma di Cristiani che cominciava a darmi risposte concrete alle tanto incessanti domande della mia coscienza, mostrando allo stesso tempo il rispetto e il timore che si deve per le cose sante e ugualmente la tenacia e la vivacità d’amore necessari per avvicinarsene.Cristo Re
Così per una serie di eventi bizzarra, anzi sarebbe da dire, troppo bizzarra per essere considerata casuale, ebbi la possibilità di confrontarmi con i testi di Tommaso Palamidessi e inaspettatamente, ecco: il Cristo tornava a farmi visita.
La Scienza dell’Arké o Archeosofia, la Sapienza Tradizionale che si perde nella notte dei tempi fino all’origine del Cosmo stesso, era la sintesi che tanto andavo cercando e non era in contraddizione con tutto quello che avevo imparato in precedenza. Suonava invece una squisita armonia sulle corde del mio cuore.
C’è la dottrina metafisica degli antichi filosofi, c’è la pratica e l’esercizio dei monaci orientali, ci sono tutte le discipline esoteriche trattate in maniera chiara e logica, c’è l’umiltà di un Uomo che scrive per gli altri e non per se stesso o per i propri interessi, ci sono le difficoltà e gli ostacoli come in tutte le cose che si devono conquistare con le proprie forze, ci sono gli amici in cammino e, soprattutto… c’è il Cristo.meditazione 333
E non può di sicuro mancare, infatti scrive Tommaso Palamidessi: “Tradizione Archeosofca e unita delle religioni vanno pienamente d’accordo, perche l’idea fondamentale sulla quale poggia la nostra scienza sperimentale dello spirito, e quella di una Tradizione universale e primordiale dalla quale sono sgorgate tutte le religioni, e di cui le filosofie sono un’espressione minorata e parziale, che rappresenta tutto il travaglio dell’umanità per avvicinarsi all’unita religiosa nel corso di migliaia di anni ad oggi. Questa Tradizione e costituita da un insieme di principi permanenti e trascendenti, la cui origine e solo in parte umana, e non sono suscettibili di evoluzione, appunto perché principi permanenti e trascendenti” (Tommaso Palamidessi: Quad. 1 – Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica), in perfetta concordanza con le parole di Gesù alla Samaritana quando disse: “[…] sta venendo, ed e adesso, l’ora nella quale i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verita: infatti il Padre cosi vuole i suoi adoratori. Dio e spirito e quelli che adorano debbono adorare in spirito e verità.” (Giovanni 39:42).conoscenza di se stessi
È strano come sia facile trovare delle imperfezioni in coloro che sono al nostro fianco, ma come sia invece tanto arduo scoprire quanto c’è di imperfetto in noi.
Vidi il Cristianesimo con occhi di ragazzo e lo giudicai inadatto, imperfetto, classista, ottuso.
Dopo aver sperimentato i metodi pratici di Archeosofica, avviandomi ad una conoscenza più profonda di me stesso, riguardo oggi il Cristianesimo e mi sembra invece di vedere una Sposa a cui manca lo Sposo; penso, ogni giorno sempre di più che la gente del nostro Secolo, così attenta a ciò che vi è di tangibile, alla materialità, o all’esasperato idealismo astratto, ha necessità di una chiave di lettura che era quella dei primi Cristiani, un sapere integrale strutturato per dare risposta alle persone più umili ed a quelle più colte nello stesso tempo, perché sostenuto dall’esperienza.misticismo
Quest’esperienza, seppure interiore, è un’esperienza che si può ottenere solo con i metodi considerati “ascetici” e che uomini di ogni tempo e di qualsiasi luogo hanno cercato di insegnare per permettere almeno ai più volenterosi di ottenere un risultato vero e portare così anche loro testimonianza dell’Unica strada che deve essere percorsa, sull’esempio di colui che ha detto: “Io sono la Via, la Vita e la Verità”.Cristo e Samaritana
Palamidessi scrive: “Il cerchio è grande, il centro è uno solo, e dal centro la Tradizione Arcaica è arrivata agli uomini e alle donne inclini e maturi per accoglierla attraverso numerosi raggi: Ram, Abraham, Mose, Elia, Pitagora, Ermete Trismegisto, Platone, Socrate, Plotino, Clemente Alessandrino, Origene, e tanti, tanti, molti altri. Poi vi sono le trasmissioni filtrate attraverso i più idonei dell’India, della Grecia, della Cina, della Palestina, dell’Italia, alcuni dei quali sono già stati nominati. Ora, malgrado si siano avuti parecchi intermediari e vie iniziatiche, si tratta in tutti i casi di adattamenti e di centri che risalgono alla stessa fonte” (Tommaso Palamidessi: Quad. 1 – Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica).
Una sola è la Via, Uno solo è il Maestro: Cristo.loto
Quello che scrivevano gli Apostoli è lo stesso di ciò che hanno scritto i Padri della Chiesa, i Monaci del Medioevo, i Fedeli d’Amore dell’Umanesimo, i Mistici del Rinascimento, i Cristiani esoterici del 1800.
Così, Tommaso Palamidessi ha voluto ricordare a quei Cristiani che hanno dimenticato l’entusiasmo e lo slancio di quando erano piccoli, a coloro che leggendo le fiabe dei Cavalieri della Sacra Coppa si infiammavano d’Amore per la ricerca della più Santa delle reliquie Cristiane, che se si combatte, oggi come allora, per cercare il Cristo che dimora nel cuore degli uomini, allora finalmente scopriremo che stiamo tutti parlando la stessa lingua, che vi è davvero un unità di intenti nello Spirito dell’Uomo e della Donna di ogni luogo.
cammino spiritualeLa necessità di tornare alla propria patria celeste: non inteso un senso fiabesco, vi è un’esperienza reale e viva che può infiammare il cuore a tal punto da non poter dormire, non poter mangiare, non poter pensare ad altro che a impiegare ogni secondo possibile per rimanere svegli a guardare la meraviglia della Luce che avvolge ogni cosa e che non fa distinzioni fra Cristiano, Musulmano, Induista o ateo apparente.
Ogni Quaderno di Palamidessi è intento a spiegare il rapporto intimo fra Cristianesimo e Archeosofia, non sta a me dire, a chi li leggerà, di crederci senza un’opportuna ricerca e un’indagine accurata, ma, mi permetto di riprendere un suggerimento dell’Autore che mi colpì profondamente quando lessi i suoi testi:metafisica
Leggete queste pagine, pensatele e ripensatele. Fatele vostre. Proseguite in modo sistematico, energico con la lettura dei quaderni da noi programmati e insistete con gli esercizi. L’arte, la scienza, la mistica e la paramistica (Via degli Adepti) si prendono con la forza, con la tenacia, con il coraggioso allenamento di ogni giorno, con fiducia e speranza. Il lavoro archeosofico è simile all’impresa del fonditore: il suo oro nel crogiuolo diventerà fuso e puro quando avrà portato il metallo al calore della fusione” […] “Ancora una volta vi ripeto: non credete a me, ma ai risultati dell’esperienza. Può darsi che riusciate subito, oppure dopo molti mesi di falliti tentativi. Non scoraggiatevi, continuate gli esperimenti, cercando le cause dell’insuccesso, finché avrete i risultati positivi. Ogni impresa ha le sue difficoltà: chi e saggio e tenace raccoglie la vittoria” (Tommaso Palamidessi – Quad. 2 & Quad. 5).

 

 

 

ALDILA’, SDOPPIAMENTO, OOBE, NDE – di Ariana Kola

aldilà 5Uno dei grandi misteri che accompagna la vita dell’uomo è quello di cosa ci sia nell’aldilà. Tanto è fitto il mistero che la società moderna relega la risposta del destino dell’anima dopo la morte esclusivamente ad una credenza religiosa. In realtà oggi la Scuola Archeosofica, fondata da Tommaso Palamidessi, tratta questo argomento in termini di sperimentazione diretta. La dottrina archeosofica esposta in 51 Quaderni, così chiamati dal suo Autore, presenta una parte teorica e una parte pratica di ciascun tema esposto. La pratica consiste in una sperimentazione diretta e di conseguenza vi è una verifica che in un primo momento è soggettiva, ma la ripetibilità dello sperimento anche da altri consente di affermare l’oggettività del risultato. Del tema in oggetto Tommaso Palamidessi se ne occupa in particolare nel 6° Quaderno: “Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili”. Alchimia 5
Già dal titolo si evince che si tratta di un fenomeno di ubiquità che prevede la possibilità della presenza simultanea in due località diverse e nel caso dell’aldilà emerge che vi è l’opportunità di un viaggio volontario di andata e ritorno.
Ma chi si è occupato di questo argomento e in quali termini è stato presentato nella storia dell’umanità? Il mondo scientifico dei tempi nostri si è posto simili questioni?
Gli alchimisti parlano ampiamente di questa esperienza e numerose opere sono state scritte dando le istruzioni necessarie, ma il loro gergo mimetizzato consente la comprensione e la seguente applicazione solo agli addetti ai lavori ermetici.
Alchimia 12.pngInfatti essi scrivono dello sdoppiamento da ottenere con una volontà ferrea e con fredda determinazione definendolo “separazione alchemica” o “operazione prima dell’Arte Ermetica”. Da sottolineare che gli alchimisti di tutti i tempi hanno dato nomi diversi al fenomeno artificiale allo scopo di confondere i profani e custodire una conoscenza riservata a pochi.vite passate

Si narra che a Clemozene, in Asia Minore, vivesse un filosofo di nome Ermotimo, il quale aveva la facoltà di abbandonare il suo corpo andando così in giro con la sola anima. Il suo corpo giaceva a casa immobile sprofondato in una specie di letargo e la sua anima era il testimone oculare dei luoghi visitati e preservandone la memoria quando rinveniva.

alfonso de liguoriAnche l’agiografia cattolica riporta diversi racconti di esperienze simili: San Alfonso de’ Liguori, Papa San Clemente e Santa Caterina de’ Ricci, solo per citarne alcuni. Il primo, dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, il 21 settembre 1774 (documentato dal processo di canonizzazione) entrò in uno stato simile allo svenimento e rimase immerso in quella specie di profondo e dolce sonno seduto in una poltrona per due giorni. Il Vicario Generale, Nicola di Rubino, diede ordine perché nessuno interrompesse il riposo del Santo, il quale al suo “risveglio” informò i familiari con queste parole: “Voi mi credevate addormentato, mentre io ero ad assistere il Papa morto pochi minuti or sono”. Infatti poco tempo dopo giunse la notizia della morte di Clemente XIV avvenuta nell’esatto momento in cui il grande asceta si era “risvegliato”. Inoltre molti furono i testimoni che videro il Santo contemporaneamente a Roma e ad Arienzo dove giaceva.san clemente

Il secondo caso è del Papa San Clemente che è simile al primo. Egli mentre celebrava la messa a Roma, improvvisamente, si addormentò per tre ore consecutive. Rientrando in sé, si scusò con i fedeli, dicendo loro che per eseguire un ordine di San Pietro era stato a Pisa per consacrare la nuova chiesa in onore di costui. Anche San Clemente, in quell’occasione, fu visto a Pisa da una grande moltitudine, malgrado la sua presenza reale in chiesa a Roma fosse testimoniata dai fedeli presenti.caterina de ricci

caterina de ricci vitaL’esperienza di Santa Caterina de’ Ricci è ancora più particolare perché avviene su un piano diverso, nell’aldilà. Quando una delle sue consorelle si trovava in punto di morte, lei si metteva accanto per aiutarla con le preghiere e con lo sdoppiamento affinché il trapasso fosse senza traumi. Nel momento in cui morivano, ella andava in estasi, accompagnava l’anima al paradiso o al purgatorio e al suo ritorno chiudeva gli occhi della defunta.aldilà 2

bilocazione BozzanoErnesto Bozzano, ricercatore, commentatore dei fenomeni di metapsichica nel primo Novecento, si è occupato molto della bilocazione o sdoppiamento pur non avendolo mai sperimentato direttamente. Egli ha raccolto una serie di casi nel suo libro “Dei fenomeni di bilocazione” tanto da fornire anche uno schema generale dello “sdoppiamento fluidico”, così chiamato da lui. La parte fluidica viene indicata come il risultato di tre corpi chiamati eterico, astrale e perispirito. Lo studioso genovese divide i casi da lui raccolti in quattro categorie generali:nde 2

La sensazione di integrità negli amputati e negli emiplegici: il soggetto sente l’arto amputato, lo muove e se lo passa su fonti di calore percepisce il bruciore; gli emiplegici vedono la riproduzione esatta di sé stessi sul lato paralizzato.

Visione del proprio fantasma conservando la coscienza di sé: il soggetto ha la coscienza di soggiacere, perché percepisce un improvviso senso di languore e di freddo oppure una sopraggiunta sonnolenza invincibile. In questa situazione egli è in grado di scorgere il doppio fluidico esteriorizzato pur mantenendo la coscienza nel suo corpo immobile.nde

La coscienza di sé si trova trasferita nel fantasma: avviene in stato di sonno oppure quando sono utilizzate sostanze anestetiche. Accade altresì in caso di esaurimento nervoso o di abbattimento morale.  Il soggetto si trova in una circostanza di assoluto riposo del corpo e il senso di sdoppiamento risulta vago, indeciso e di durata fugace.

aldilà 3Il “doppio fluidico” è scorto da un terzo: il doppio si sposta mentre il soggetto dorme e a quest’ultimo sembra di sognare i luoghi ove viene visto però da chi li abita effettivamente. Lo stesso accade per i morenti i quali appaiono come fantasmi alle persone poco prima di morire. Spesso si tratta di terzi a cui sono legati affettivamente in modo particolare.dimensione

Tra gli studiosi nell’ambito scientifico dei nostri tempi si possono citare Celia Green, Charles Tart e Raymond A. Moody.
Celia Green è stata direttrice dell’Istituto di Ricerche Psicofisiche di Oxford. È nota per le sue ricerche pionieristiche sui fenomeni percettivi quali i sogni lucidi.  In particolare si è occupata della Out of Body Experience (in seguito OOBE) e le ha raggruppate in due diversi tipi di esperienze: il tipo parasomatico e il tipo asomaticosdoppiamento 1

Nel primo caso il soggetto ha l’impressione di avere un altro corpo che, nella maggior parte dei casi, gli somiglia e si comporta nei suoi confronti come se fosse il suo corpo fisico della vita normale perché risponde ai comandi ed è il centro delle sue percezioni. Quindi il soggetto è congiunto a un’entità apparentemente spaziale alla quale si sente legato come al suo corpo fisico nello stato normale.aldilà

Nel secondo caso il soggetto non sente di avere un atro corpo e si trova nella condizione di disincarnato e in molti casi si identifica in un punto luminoso di forma ovoidale. Dunque il soggetto ignora, almeno in quel momento in cui vive l’esperienza, di essere congiunto ad un qualsiasi corpo o entità spaziale.
In nessuno dei due casi i racconti dei soggetti definiscono quale può essere il modo di ripetere l’esperienza quando lo si vuole.

Stati alterati della coscienzaIl prof. Charles Tart è uno psicologo e parapsicologo americano che ha suscitato molto clamore senza mancargli la derisione dai colleghi in seguito alle sue pubblicazioni. Egli aveva come obiettivo quello di scoprire cosa accadeva al cervello e al corpo dei soggetti durante l’esperienza di bilocazione in sonno. Al cranio collegava sottili elettrodi per registrare le onde cerebrali, i movimenti oculari, la pressione sanguigna e la resistenza elettrica dell’epidermide. Le prime due misurazioni avrebbero indicato le condizioni cerebrali del soggetto, in particolare se era sveglio o se dormiva, se sognava o meno. Le ultime due avrebbero detto qualcosa sull’attività del sistema nervoso autonomo.
oobe 2Sottoponeva sotto osservazione soggetti che durante il sonno sentivano che stavano fluttuando vicino al soffitto della stanza ed erano anche in grado di osservare tutto intorno a sé. Il prof. Tart scriveva un biglietto con cinque numeri e lo poneva due metri sopra il soggetto, visibile solo ad un osservatore vicino al soffitto con accanto un orologio cosicché potesse riferire anche l’ora in cui aveva l’OOBE. I soggetti analizzati indicarono sia i numeri che venivano cambiati ogni notte e l’orario indicato dall’orologio a fianco.raymond moody

Infine il dott. Moody si è occupato delle esperienze di premorte denominate anche “Near Death Experience”. Egli è medico e psicologo. Ha analizzato i racconti di circa 150 casi traendone un modello tipico di NDE. Il soggetto sta morendo e nel momento in cui ha raggiunto l’acme della sofferenza fisica sente dalle parole del medico di essere clinicamente morto. Avverte allora un rumore come un tintinnio o un ronzio, e simultaneamente sente di muoversi con estrema velocità lungo una galleria buia. Giunto al termine, avverte improvvisamente di essere uscito dal proprio corpo, e intravede in lontananza il suo stesso corpo. sdoppiamento morte
Dopo un senso di sconvolgimento emotivo si abitua alla sua nuova condizione e avverte di avere ancora un “corpo”, ma di natura diversa. Scorge nel frattempo gli spiriti di parenti e amici già morti e gli appare un essere di luce che non ha mai conosciuto che lo esorta a valutare la condotta della propria vita. Ad un tratto si trova vicino ad una barriera o a un confine che gli sembra rappresentare la divisione tra la vita terrena e l’altra vita. Sopraffatto da intensi sentimenti di gioia, amore e pace sente che non è ancora giunto il suo momento di morire e pertanto si oppone di tornare in vita. Tuttavia in qualche modo si riunisce al suo corpo fisico e torna tra i vivi. Il fatto interessante si trova nelle descrizioni particolareggiate dei pazienti sdoppiati della sala operatoria da una posizione diversa da quella dove effettivamente il loro corpo fisico giaceva.oobe

Tutti quelli che si sono soffermati a studiare o a provare l’esperienza dello sdoppiamento o della bilocazione hanno cercato di dare delle descrizioni principalmente senza la capacità di poter indicare dei metodi che consentono la ripetizione di esso secondo il volere individuale ad eccezione degli Alchimisti. Quest’ultimi hanno seguito delle istruzioni, ma all’uomo di oggi tale linguaggio rimane estraneo e del tutto incomprensibile.sdoppiamento 3

Nel Quaderno n. 6 Tommaso Palamidessi nella sua parte teorica spiega la costituzione occulta dell’uomo e della donna. Così comprendiamo che l’uomo è composto da un quaternario mortale, cioè quei corpi che parzialmente richiama anche Ernesto Bozzano, e da un ternario immortale tradizionalmente chiamato Ego composto di spirito, anima emotiva e anima erosdinamica.
sdoppiamento donnaNella seconda parte del Quaderno si viene informati dei vari livelli di sdoppiamento a seconda della capacità e della costanza nella preparazione a tale esperimento, indicando tutte le tecniche per la buona riuscita e la ripetibilità del fenomeno. Il primo obiettivo che si pone l’Autore è quello di dare la prova di un aldilà e di conseguenza la certezza della sopravvivenza dell’anima dopo il disfacimento corporeo che sopraggiunge con la morte. Da questa certezza l’uomo e la donna hanno la possibilità di scegliere come condurre la propria vita per non rimanere nel limbo della domanda senza sapere, per non sperare senza agire sul destino con la propria volontà. Vi consiglio la lettura di tutte le opere citate per conoscere, anche solo per curiosità, il punto di vista dell’Archeosofia.altra dimensione

BIBLIOGRAFIA

  • Tommaso Palamidessi, Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili, Collana Archesofica
  • Vincenzo Ricci, Alfonso Maria Liguori maestro di vita spirituale, di Editore Piero Gribaudi Srl, Milano 1998
  • Fra. S.Razzi, Vita di Santa Caterina de’ Ricci, Ed. Olschy, Firenze 1965
  • Ernesto Bozzano, Dei fenomeni di bilocazione, Editore “Dante”, Città della Pieve 1934
  • Anna Ferrari, Dizionario dei luoghi del mito: geografia reale e immaginaria del mondo classico, Edizione Bur Rizzoli, Milano 2011
  • Tommaso Palamidessi, Costituzione occulta dell’uomo e della donna, Collana Archeosofica;
  • Celia Greece, Esperienze di bilocazione, Edizione Mediterranee, Roma 1985
  • Charles Tart. (1968). A Psychophysiological Study of Out-of-the-Body Experiences in a Selected Subject. Journal of the American Society for Psychical Research 62: 3-27
  • Raymond Moody, La vita oltre la vita, Mondadori Editore, Milano 2013
  • Tommaso Palamidessi, Guida all’astrazione, concentrazione e meditazione, Collana Archeosofica;
  • Tommaso Palamidessi, La dinamica respiratoria e l’ascesi spirituale, Collana Archeosofica
  • Tommaso Palamidessi, Tradizione Archeosofica e Principi dell’Iniziazione Archeosofica, Collana Archeosofica
  • Tommaso Palamidessi, Risveglio e Sviluppo dei Centri di Forza, Collana Archeosofica

SITOGRAFIA

 

VERIFICA DIRETTA – di Simone Menichetti

L’importanza della sperimentazione metafisica 2

Chi legge per la prima volta le Opere di Tommaso Palamidessi, fondatore della Scuola Archeosofica, non può fare a meno di notare il costante invito dell’Autore a sperimentare in prima persona le tecniche ascetiche presenti all’interno dei Quaderni della omonima Collana. Queste ultime sono delle ginnastiche, degli allenamenti per la mente ed il corpo elaborati e perfezionati in una vita di lavoro e sacrifici. Continua a leggere “VERIFICA DIRETTA – di Simone Menichetti”

ARCHEOSOFIA: COSA SIGNIFICA? – di Alessandro Mazzucchelli

Spesso mi domandano “che cos’è l’Archeosofia?” – “cosa significa Archeosofia?”. Il modo più immediato e semplice di dare una prima risposta è riferirsi alle parole di Tommaso Palamidessi, fondatore dell’Archeosofia stessa:
“L’Archeosofia è la conoscenza integrale, è la saggezza arcaica o, in altri termini, la “Scienza dei princìpi”; essa deriva dalle voci greche ἀρχὴ, archè = principio, e σοφία, sofia = sapienza” (1). sapienza divina
L’etimologia è chiara ma ecco che si aprono nuovi interrogativi: perché l’autore ha scelto queste parole? Da dove vengono?

Continua a leggere “ARCHEOSOFIA: COSA SIGNIFICA? – di Alessandro Mazzucchelli”

ARCHEOSOFICA: IL NUOVO DIDASKALEYON – di Christian Bonelli

La pratica che vi proporremo, se la vorrete accettare, vi condurrà attraverso la Via Mistica alla Via Iniziatica, perché Archeosofica è il nuovo Didaskaleyon di Alessandria d’Egitto e di Cesarea di Palestina al tempo di Origene e di Clemente Alessandrino, ma sviluppata secondo una mentalità più avanzata per l’Era di Acquario, in coincidenza alla Rivelazione Scientifico-Tecnologica[1].” Didaskaleyon

In virtù di quanto afferma Tommaso Palamidessi nel passo sopracitato risulta a mio avviso di grande importanza la conoscenza storica del Didaskaleyon di Alessandria d’Egitto e di Cesarea di Palestina per capire meglio lo spirito che anima l’Archeosofia e la Scuola Archeosofica.

Continua a leggere “ARCHEOSOFICA: IL NUOVO DIDASKALEYON – di Christian Bonelli”