ASTROLOGIA: SIMBOLI E MITI – di Alessandro Benassai (prima parte)

universo-viventeL’Astrologia Iniziatica archeosofica è per noi un discorso dottrinale e scientifico, rivolto naturalmente a chi ha una visione non solo biologica e sociale, ma metafisica dell’uomo, e ritiene la Natura vivente e considera il fatto che gli astri influenzano l’uomo e l’uomo influenza i corpi celesti. Le antiche scuole non separavano la divina astrologia dalle altre discipline destinate a formare gli individui superiori, capaci di influenzare la vita del Cosmo e quindi della terra; questa scienza era perciò associata alla teologia, alla filosofia, all’astronomia, all’alchimia, alla fisiologia occulta, alla medicina, alla teurgia. Prima dell’Era delle specializzazioni la natura era vissuta come un grande corpo sacro e animato, espressione visibile dell’invisibile. Gli storici dell’astronomia sostengono l’inizio della distinzione fra astrologia e astronomia nel II secolo, all’epoca di San Clemente d’Alessandria, per differenziarsi nettamente nel XVII secolo. Oggi la natura non è vissuta, ma analizzata nei suoi  molteplici fenomeni, quali l’elettricità, la luce, il calore, e le loro relazioni matematiche. Per fortuna esistono ancora singoli cercatori e gruppi di lavoro che sanno entrare in contatto con le leggi della natura vivente, pensandola in senso fisico-matematico, ma anche vivendola in senso alchemico o iniziatico, senza disgiungere il vivere sintonico con il mondo metafisico stellare.  Vi fu un tempo nel quale gli astrologi di statura etica elevata hanno percepito, in virtù della loro costituzione spirituale, la natura come scienza positiva e come panpsichismo governato dal trascendentale.
(Tommaso Palamidessi, Le basi dell’Astrologia Iniziatica personale, 21° Quaderno di Archeosofia).  Continua a leggere “ASTROLOGIA: SIMBOLI E MITI – di Alessandro Benassai (prima parte)”

IL MITO DI ERCOLE – di D.Viciani e F.Manenti

Che cos’è il mito?
Ernest Cassirer (filosofo tedesco 1874-1945) dice che “il mito sorge spiritualmente al di sopra del mondo delle cose”, mentre Guido Ferraro, un filosofo moderno, afferma che anticamente questo genere era riconosciuto come custode di significati profondi. Fatiche di Ercole 0
Il termine mito ha oggi assunto un significato dispregiativo rispetto all’uso cui era destinato in passato. Nell’epoca degli antichi filosofi greci era considerato invece un veicolo privilegiato per la trasmissione della conoscenza, che si cela dietro elementi che sembrano di esperienza quotidiana ma che razionalmente non tornano perché simboli di un archetipo di ordine superiore, ma a questo significato di ordine superiore vi si accede solo tramite la difficile interpretazione di un discorso simbolico.
Molti autori fanno derivare il mito dalle esperienze rituali di un popolo; in sostanza, il mito è strettamente legato agli aspetti religiosi, ai rituali della dottrina sacra di un popolo. Quello del mito è per questo un linguaggio simbolico, la cui funzione è trasmettere un significato. Chi entra a contatto con il mito non deve prendere alla lettera quanto questo racconta, ma il messaggio che vuole trasmettere. Il racconto mitologico è sempre allusivo ad un contenuto principale, insomma, non svela mai direttamente quello che vuole insegnare.

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