MUSICA E CREAZIONE DEL MONDO – di Alessandro Benassai

La musica, a differenza della matematica, dell’astronomia, è una scienza ma è anche un’arte e non è facile capire bene a cosa serve perché questi due aspetti si fondono. È l’arte del cantare, del comporre un fraseggio musicale, un dialogo musicale che deve servire per ripristinare nell’uomo e nella donna l’immagine divina.
musica-2Nelle Scritture c’è scritto che l’uomo fu creato a immagine e somiglianza del Creatore, ma questa immagine si è un po’ offuscata nell’andamento degli eventi della vita… Sì, in certi momenti ci sentiamo più in sintonia, ma di solito l’uomo è molto lontano dalla vera “immagine” di se stesso che dovrebbe contemplare Dio, la Verità. La musica serve fondamentalmente come ascesi, aiuta a rimettere in ordine tutto il composto umano, l’individuo stesso, perché riprenda l’immagine con la quale era stato creato.
musica-e-cosmoDunque per capire l’importanza della musica bisogna risalire alla creazione dell’universo. Anzi bisogna fare un passo ancora più indietro e trasferirsi un attimo con la mente in un momento in cui nell’infinito non c’è ancora universo. E cosa c’è? Le Scritture dicono che l’universo è tratto dal nulla, allora uno risponderebbe: a quel momento non c’è nulla. No. Prima di tutto c’è la Presenza, l’Onniscienza, l’Onnipotenza divina che domina in uno spazio infinito, senza limiti, in un silenzio assoluto. Non c’è alcuna attività perché il mondo, l’universo, deve essere ancora creato. musica-3
Bisogna immaginarci, come dice la Scrittura, un abisso senza fine – “una tenebra ricopriva l’abisso” – oscuro perché il sole non è ancora sorto, non è ancora nato quel sole che poi si agita sulle acque primordiali. “Il soffio dello Spirito si muoveva sulle acque”: immaginiamo come un lago infinito, immoto, nessuna attività. Questo è il dominio dell’Assoluto, l’unico padrone di tutta l’immensità, un’immensità senza attività, permeata dall’Assoluto. onda-musica
L’Assoluto sarebbe il “Dio nascosto” di San Paolo, il Deus absconditus, l’inconoscibile per essenza, che l’intelletto umano non può comprendere perché non c’è stata ancora una rivelazione, non c’è una parola, siamo in un silenzio assoluto. Il Silenzio – con la S maiuscola – è un simbolo della presenza di Dio, quel Dio che non si conosce, che ancora si deve rivelare nella sua creazione. Al momento della creazione, come dice la Scrittura: “Elohim pensò, volle e disse: – Sia la luce! – E la luce fu”, perché la Parola, il suono del Verbo, cioè della Parola di Dio, il Suono, è Luce che illumina l’infinito adinamico, usiamo questo termine, cioè questo abisso oscuro. Quando Dio disse: “Sia la luce! – E la luce fu”, ecco che si staglia nell’infinito la Parola dovuta alla potenza di Dio, un lampo che è un suono. È un suono, é luce-suono. Prima abbiamo il silenzio, poi, al momento della creazione ecco una nota fondamentale che segna l’inizio e la fine della creazione stessa, che con la sua potenza dinamizza un settore di questo lago infinito.
universoNon tutto, solo un angolo, un immenso piccolo angolo del Regno di Dio e di Cristo. E cosa succede? Pensiamo a quando si legge nelle Scritture che la voce del Verbo è come il rumore di grandi acque… Le acque primordiali sono come un mare agitato, quel mare della vita in cui sorgerà poi gradualmente tutto l’universo. Chiaramente per noi è difficilissimo se non impossibile immaginare cosa realmente accadde, cerchiamo di averne una vaga idea adoperando dei simboli, adoperando un linguaggio che è formale: mare, acqua, luce…musica-e-cosmo-4
Si può dire che tutto inizia con una nota fondamentale, con un suono, con il Fiat: “Sia la luce”. Da quel momento in poi nell’infinito si sente questo suono fondamentale, che non è riproducibile logicamente, e tutto comincia a muoversi, come se iniziasse uno spartito. Abbiamo lo spazio, poi, con quel “Sia la luce”, inizia anche il tempo in cui si svolgerà tutto il discorso della creazione.
Quindi si comincia a scrivere su questo spartito completamente candido, diciamo così, il divenire della vita, un fraseggio musicale nello spazio e nel tempo, come se ci fossero le battute.musica-e-cosmo-2
Da questa nota fondamentale si cominciano a distinguere degli echi, delle armoniche, si cominciano a formare vari strati di vibrazione. La vibrazione sarebbe suono – colore – luce, rispetto all’acromatico che è il nero assoluto e il bianco della luce. Si rifrange e si formano delle divisioni che usualmente si chiamano “Piani dell’Universo”, cioè piani della coscienza cosmica, piani di modo di essere principalmente. Questi piani formano come una scala, una scala musicale composta da tante note quanti sono i mondi che a loro volta hanno delle suddivisioni. L’unità fondamentale si fraziona in 7 parti, in 7 mondi divisi a loro volta in 7 suddivisioni, per cui ci sono 7 note fondamentali ed ogni nota forma un’ottava. Come uno strumento immenso, gigantesco, su cui si suona il divenire della vita, in cui noi ci muoviamo e viviamo.
musica-e-cosmo-5Il Vangelo di Giovanni dice che “la Luce era la vita degli uomini”, cioè senza questa energia, senza il fluire di questa forza non ci sarebbe la vita. La nostra esistenza, la nostra vita dipende completamente e totalmente dalla vita dell’Assoluto, perché se Dio smettesse di volere e di pensare l’universo, appunto non ci sarebbe più universo. Quindi da lì si forma un mondo archetipico, perfetto nella sua essenza, un micro-macro cosmo. Tra questi piani, o strati della materia e livelli di coscienza, per delle leggi divine, come ad esempio la legge di risonanza, si crea tutto un fraseggio, un’interdipendenza, una vita, un movimento. musica-e-cosmo-3Difatti noi operiamo sul mondo fisico della materia, sul piano morale, con i sentimenti e le sensazioni, sul piano intellettuale e mentale e poi ancora in maniera più… spirituale. Sono come tanti gradi dell’universo o macrocosmo e contemporaneamente tanti gradi del microcosmo o dell’uomo. Tra l’uomo e l’universo c’è una sintonia. Sarebbe perfetta se l’uomo seguisse il disegno perfetto, la melodia scritta da Dio, però… ci sono come degli “accidenti”, delle mancate sintonie, diciamo così, perché l’uomo non sempre agisce con l’intelligenza di Dio, agisce spesso con la sua intelligenza. Tende alla perfezione, sì, perché c’è una legge di finalità presente nell’universo che dice che Dio è il principio, il fine di tutto e quindi bisogna raggiungere questo fine. Si vive apposta per raggiungere questo fine. C’è uno scopo preciso. musica-e-menteQuindi se io voglio utilizzare la musica, cioè il suono, così come Dio l’ha utilizzata, devo creare in me questo universo perfetto a immagine e somiglianza dell’immagine di Dio, perché l’universo ideale archetipico è l’opera di Dio e ne racchiude la sua forza. Nell’uomo c’è questa forza, l’intelligenza, e tanti aspetti che si devono perfezionare. Così ognuno di noi può integrare se stesso, la propria coscienza, con quella divina. Questo è lo scopo. E c’è tutta una scienza, una scienza complessa di cui una parte appunto si svolge tramite la musica. Se io comprendo bene il significato della musica posso utilizzarla per migliorare me stesso e gli altri. Ed è fondamentale questo fatto, altrimenti dovrò stazionare, come una nota dissonante, in un mondo imperfetto e non potrò avere partecipazione in un mondo dove l’armonia è perfetta.

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