ORIGINE E SIGNIFICATO DELLA POESIA – di Evelina Lazzarin

Quando parliamo dell’origine e del significato della poesia, vogliamo riferirci a quel che si intende per poesia nell’ambito di una visione archetipica. Non si guarda alla poesia semplicemente come al sorgere di composizioni letterarie, ma al suo valore essenziale.

Il termine poesia deriva  latino poësis, dal greco poiésis, da poiênin=fare, inventare e, secondo il significato etimologico, implicò il concetto di creazione originale, contrapponendosi ad arte (dalla radice ariana AR con il senso di muoversi verso, aderire, adattare),   intesa come abilità acquisita con lo studio e con la pratica.

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EROI SENZA TEMPO

Appena sentiamo la parola “eroe” subito nella nostra mente affiorano immagini e ricordi di fatti straordinari.  Sono tante le persone di coraggio che hanno compiuto azioni altruistiche, senza preoccuparsi del rischio che potevano correre. salvo-d-acquisto
Sono davvero tanti coloro che hanno rinunciato alla propria vita in favore di un Ideale.
martirio-Nagasaki
Anche se per fortuna ci sono atti eroici dove il protagonista sopravvive, molto spesso l’eroe dona la vita per salvare una persona, per la patria, per la libertà, per un Ideale che sia sociale, mistico o comunque sovrapersonale. palach2
La nostra cultura è piena di esempi eroici, sia lontani nel tempo, storici o mitologici e leggendari, sia più vicino a noi.
Non tutti gli eroi sono famosi: ci sono uomini e donne che hanno affrontato imprese incredibili o si sono sacrificati per il bene comune, passati alla storia, e altri totalmente anonimi e sconosciuti. atti-eroici
Così come ci sono atti eroici di una natura elevatissima, più che spirituale, assai difficile da scorgere e quasi impossibile da raccontare. Melchisedec-Priesthood

La nostra coscienza deve a volte aprirsi, rendersi più idonea alla comprensione del significato profondo di alcune “vite”, perché di vita intera si tratta quando parliamo degli “eroi senza tempo”.
Mi riferisco ai grandi Istruttori dell’umanità, che hanno dedicato tutta la loro vita al compimento di una missione.
“Eroi senza tempo”, paladini di un Ideale atemporale, sempre identico anche se nella storia assume forme differenti. Eroi Siena 2018
Personaggi speciali che si inseriscono nel mondo per portare il loro esempio, per dare una speranza ancora al genere umano. Una speranza di realizzazione, di conoscenza, di felicità.
Si parla di una “Via degli Eroi” quando si allude ad un preciso itinerario ascetico, che potremmo definire un’avventura spirituale perché comporta il superamento di prove ed ostacoli grazie all’applicazione volontaria e all’intervento divino. Un viaggio mistico e iniziatico alla ricerca, e poi conquista, della famosa Sacra Coppa o Graal. Un simbolo che ritroviamo spesso associato a questo particolare cammino spirituale, la “Via degli Eroi” appunto, destinato a chi si rende idoneo all’impresa, a chi riesce a interpretare e seguire le orme dei grandi “eroi senza tempo”.

 

 

 

 

VERSO IL CRISTIANESIMO DEL TERZO MILLENNIO – di Fabrizio Leone

crocifisso 1Nel 2007, quando ebbi l’occasione, e la fortuna, di conoscere Archeosofica fui colpito immediatamente da un particolare dettaglio: la centralità della figura di Cristo nell’esposizione della sua dottrina.

arti marzialiVa premesso che prima di quel particolare 19 luglio, mi ero già mosso su più fronti alla ricerca di qualcosa che desse un senso a quelle importanti domande esistenziali che assillano le coscienze di molti individui. Ne venivo da diversi anni di arti marziali con annessi studi di filosofie orientali, buddhiste e taoiste; avevo una grande passione per la filosofia classica che rimaneva il “pallino” delle mie letture personali e l’interesse per la comunicazione pubblicitaria e giornalistica del mio corso di studi universitario mi rendevano allo stesso tempo idealista e pragmatico, sognatore e materialista, insomma un amalgama confuso di pensieri che si rifacevano a tradizioni antiche e moderne senza un preciso ordine e una organizzazione.
Fu però durante questo periodo “confuso” che mi avvicinai più assiduamente allo studio di tutti quei testi considerati “proibiti”, ovvero che facevano parte delle dottrine chiamate “occulte” o “esoteriche”.
KabbalaSe ripenso oggi alla strana sensazione che provavo nello studiare di nascosto quei libri, ricordo che era, per me, come trasgredire le regole convenzionali. Nessuno dei miei conoscenti immaginava che leggessi di magia, alchimia, kabbalà, spiritismo, tutti argomenti tabù in una società che aspetta i miracoli senza la fatica di farli accadere e allo stesso tempo è pronta a puntare il dito contro ogni cosa che non comprende etichettandola come sciocca superstizione.
Era davvero strano per me, a causa della mia mentalità orientaleggiante colorata da qualche sfumatura di materialismo, che la figura del Cristo si potesse trovare, pregare e lodare al di fuori del contesto in cui ero cresciuto.
bambino fedeleIl Cristianesimo fino ad allora non poteva essere compreso nel suo valore profondo, ma era visto solamente come una serie di privazioni e mortificazioni verso piaceri del tutto naturali nella vita degli uomini; per non parlare poi della considerazione che avevo per alcuni “apostoli” moderni di questo insegnamento: uomini spesso buonisti piuttosto che realmente buoni, uomini che mostravano un sorriso tirato e finto quando avrebbero potuto far emergere le proprie passioni e troppo spesso con il capo chino e remissivo simile a quello dei dipinti dei Santini. Non tutti erano così! Certamente! Una gran parte, quelli “diversi”, tentavano in tutti i modi di avvicinare la comunità giovanile alla Chiesa con partite di calcio, attività ludiche, divertimenti di diversa natura svolti nelle vicinanze della chiesa e dei parrocchiani.Re Magi
Ma, purtroppo, la natura umana aveva agli occhi del ribelle adolescente sempre la stessa faccia. Anche se si era più vicini alla Chiesa e alle cerimonie Sacre, la gente non si faceva “migliore” anzi, alle volte ostentava un atteggiamento di superiorità, mascherato da pietà, verso i meno fortunati che non poteva affascinare un ragazzo nel pieno della vita, con la mente infarcita di utopistici ideali; e poi… dove erano le famose risposte alle domande esistenziali che a 15 anni scaturivano nel profondo della coscienza?
Perché si professa un’unica Fede ma ognuno pretende il proprio Dio migliore? Perché chiedere privazioni che sembrano andare contro una logica ordinaria? Perché essere devoti all’Invisibile, se dell’invisibile non se ne può avere una reale conoscenza?pantocrator2

Tante e tante domande assillano la mente dei ragazzi di quell’età, che vivono il momento più delicato della loro vita alla ricerca degli ideali.
Così, nel cercare di distaccarsi dal retaggio Cristiano, che spaventava in quanto a apparente ottusità, passando per i libri etichettati come “sconvenienti” dai Dottori della Chiesa, la figura di Cristo tornò a farsi sentire a gran voce.visione mistica
Negli scritti di questi personaggi, talvolta messi all’indice, trovai, già nelle prime pagine, una prefazione del tutto inaspettata: vi era un’invocazione ed una richiesta profonda affinché Iddio e il Suo Cristo Redentore concedessero, a quelle parole scritte, di perdurare nel tempo, quasi come a chiedere il permesso di poterle trasmettere.
La cosa che più mi colpiva è che questi testi erano scritti nella stessa misura da studiosi, scienziati o monaci ma tutti, senza eccezione, riempivano della stessa Fede e fervore la loro richiesta.
Quella che durante la lettura risuonava nella mia interiorità, era un’invocazione vera, erano parole vive che scaturivano dalle righe delle loro prefazioni con una reverenza mistica che avvolgeva il senso della loro preghiera, alla maniera di qualcuno timoroso di dir troppo riguardo un segreto che non è suo.
Gli autori di questo esoterismo più spinto erano ferventi Cristiani, anzi, erano proprio quella forma di Cristiani che cominciava a darmi risposte concrete alle tanto incessanti domande della mia coscienza, mostrando allo stesso tempo il rispetto e il timore che si deve per le cose sante e ugualmente la tenacia e la vivacità d’amore necessari per avvicinarsene.Cristo Re
Così per una serie di eventi bizzarra, anzi sarebbe da dire, troppo bizzarra per essere considerata casuale, ebbi la possibilità di confrontarmi con i testi di Tommaso Palamidessi e inaspettatamente, ecco: il Cristo tornava a farmi visita.
La Scienza dell’Arké o Archeosofia, la Sapienza Tradizionale che si perde nella notte dei tempi fino all’origine del Cosmo stesso, era la sintesi che tanto andavo cercando e non era in contraddizione con tutto quello che avevo imparato in precedenza. Suonava invece una squisita armonia sulle corde del mio cuore.
C’è la dottrina metafisica degli antichi filosofi, c’è la pratica e l’esercizio dei monaci orientali, ci sono tutte le discipline esoteriche trattate in maniera chiara e logica, c’è l’umiltà di un Uomo che scrive per gli altri e non per se stesso o per i propri interessi, ci sono le difficoltà e gli ostacoli come in tutte le cose che si devono conquistare con le proprie forze, ci sono gli amici in cammino e, soprattutto… c’è il Cristo.meditazione 333
E non può di sicuro mancare, infatti scrive Tommaso Palamidessi: “Tradizione Archeosofca e unita delle religioni vanno pienamente d’accordo, perche l’idea fondamentale sulla quale poggia la nostra scienza sperimentale dello spirito, e quella di una Tradizione universale e primordiale dalla quale sono sgorgate tutte le religioni, e di cui le filosofie sono un’espressione minorata e parziale, che rappresenta tutto il travaglio dell’umanità per avvicinarsi all’unita religiosa nel corso di migliaia di anni ad oggi. Questa Tradizione e costituita da un insieme di principi permanenti e trascendenti, la cui origine e solo in parte umana, e non sono suscettibili di evoluzione, appunto perché principi permanenti e trascendenti” (Tommaso Palamidessi: Quad. 1 – Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica), in perfetta concordanza con le parole di Gesù alla Samaritana quando disse: “[…] sta venendo, ed e adesso, l’ora nella quale i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verita: infatti il Padre cosi vuole i suoi adoratori. Dio e spirito e quelli che adorano debbono adorare in spirito e verità.” (Giovanni 39:42).conoscenza di se stessi
È strano come sia facile trovare delle imperfezioni in coloro che sono al nostro fianco, ma come sia invece tanto arduo scoprire quanto c’è di imperfetto in noi.
Vidi il Cristianesimo con occhi di ragazzo e lo giudicai inadatto, imperfetto, classista, ottuso.
Dopo aver sperimentato i metodi pratici di Archeosofica, avviandomi ad una conoscenza più profonda di me stesso, riguardo oggi il Cristianesimo e mi sembra invece di vedere una Sposa a cui manca lo Sposo; penso, ogni giorno sempre di più che la gente del nostro Secolo, così attenta a ciò che vi è di tangibile, alla materialità, o all’esasperato idealismo astratto, ha necessità di una chiave di lettura che era quella dei primi Cristiani, un sapere integrale strutturato per dare risposta alle persone più umili ed a quelle più colte nello stesso tempo, perché sostenuto dall’esperienza.misticismo
Quest’esperienza, seppure interiore, è un’esperienza che si può ottenere solo con i metodi considerati “ascetici” e che uomini di ogni tempo e di qualsiasi luogo hanno cercato di insegnare per permettere almeno ai più volenterosi di ottenere un risultato vero e portare così anche loro testimonianza dell’Unica strada che deve essere percorsa, sull’esempio di colui che ha detto: “Io sono la Via, la Vita e la Verità”.Cristo e Samaritana
Palamidessi scrive: “Il cerchio è grande, il centro è uno solo, e dal centro la Tradizione Arcaica è arrivata agli uomini e alle donne inclini e maturi per accoglierla attraverso numerosi raggi: Ram, Abraham, Mose, Elia, Pitagora, Ermete Trismegisto, Platone, Socrate, Plotino, Clemente Alessandrino, Origene, e tanti, tanti, molti altri. Poi vi sono le trasmissioni filtrate attraverso i più idonei dell’India, della Grecia, della Cina, della Palestina, dell’Italia, alcuni dei quali sono già stati nominati. Ora, malgrado si siano avuti parecchi intermediari e vie iniziatiche, si tratta in tutti i casi di adattamenti e di centri che risalgono alla stessa fonte” (Tommaso Palamidessi: Quad. 1 – Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica).
Una sola è la Via, Uno solo è il Maestro: Cristo.loto
Quello che scrivevano gli Apostoli è lo stesso di ciò che hanno scritto i Padri della Chiesa, i Monaci del Medioevo, i Fedeli d’Amore dell’Umanesimo, i Mistici del Rinascimento, i Cristiani esoterici del 1800.
Così, Tommaso Palamidessi ha voluto ricordare a quei Cristiani che hanno dimenticato l’entusiasmo e lo slancio di quando erano piccoli, a coloro che leggendo le fiabe dei Cavalieri della Sacra Coppa si infiammavano d’Amore per la ricerca della più Santa delle reliquie Cristiane, che se si combatte, oggi come allora, per cercare il Cristo che dimora nel cuore degli uomini, allora finalmente scopriremo che stiamo tutti parlando la stessa lingua, che vi è davvero un unità di intenti nello Spirito dell’Uomo e della Donna di ogni luogo.
cammino spiritualeLa necessità di tornare alla propria patria celeste: non inteso un senso fiabesco, vi è un’esperienza reale e viva che può infiammare il cuore a tal punto da non poter dormire, non poter mangiare, non poter pensare ad altro che a impiegare ogni secondo possibile per rimanere svegli a guardare la meraviglia della Luce che avvolge ogni cosa e che non fa distinzioni fra Cristiano, Musulmano, Induista o ateo apparente.
Ogni Quaderno di Palamidessi è intento a spiegare il rapporto intimo fra Cristianesimo e Archeosofia, non sta a me dire, a chi li leggerà, di crederci senza un’opportuna ricerca e un’indagine accurata, ma, mi permetto di riprendere un suggerimento dell’Autore che mi colpì profondamente quando lessi i suoi testi:metafisica
Leggete queste pagine, pensatele e ripensatele. Fatele vostre. Proseguite in modo sistematico, energico con la lettura dei quaderni da noi programmati e insistete con gli esercizi. L’arte, la scienza, la mistica e la paramistica (Via degli Adepti) si prendono con la forza, con la tenacia, con il coraggioso allenamento di ogni giorno, con fiducia e speranza. Il lavoro archeosofico è simile all’impresa del fonditore: il suo oro nel crogiuolo diventerà fuso e puro quando avrà portato il metallo al calore della fusione” […] “Ancora una volta vi ripeto: non credete a me, ma ai risultati dell’esperienza. Può darsi che riusciate subito, oppure dopo molti mesi di falliti tentativi. Non scoraggiatevi, continuate gli esperimenti, cercando le cause dell’insuccesso, finché avrete i risultati positivi. Ogni impresa ha le sue difficoltà: chi e saggio e tenace raccoglie la vittoria” (Tommaso Palamidessi – Quad. 2 & Quad. 5).

 

 

 

L’UNIVERSO E GLI ENTI DI LUCE – di Giancarlo Brogi

universo 1La meditazione sugli Enti di Luce è un argomento molto delicato, antico e tradizionalmente legato alle attività dei Centri Sacerdotali in Egitto, Israele, Babilonia, Persia, lo ritroviamo insomma un po’ ovunque, sia in Oriente che nelle Religioni Occidentali.
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UNA LETTERA

Roma, 12 Marzo 1975

Carissimo,

voglia accettare questo scritto con spirito fraterno, anche se questa mia doveva seguire immediatamente dopo il plico dei Quaderni che Le mandai a suo tempo. Questo non mi è stato possibile a causa dei tanti impegni che quotidianamente mi assillano. Anch’io come Lei e come tutti devo darmi da vivere, quindi le necessità sociali e familiari mi rubano molto tempo prezioso per il normale lavoro di ricupero economico. Alcune settimane sono state spese per un viaggio all’estero. Ho preso contatto con gli studiosi che abitano nei Paesi di lingua tedesca con lo scopo di dettare nuove direttive pratiche perché la nostra Scuola di Archeosofia si diffonda sempre più.
Di ritorno il mio primo pensiero è stato quello di mettermi a sua disposizione, e per chiederLe se ha letto i quaderni, quale impressione ne ha avuto, con la speranza che il suo apprezzamento sia positivo.
L’Archeosofia, secondo il parere di noti teologi, filosofi e scrittori americani, tedeschi e italiani, è la strada maestra alla portata di tutti, essa è in grado di rispondere ai massimi e gravi interrogativi della vita, e può dare alla cristianità e al mondo nuovi Santi. Le sue tecniche biologiche, psicologiche e spirituali sono le stesse che utilizzarono le scuole dei profeti della Palestina 3500 anni or sono, centri di alta cultura e spiritualità che dettero i colossi della religione ad alto livello, quali Mosè, Elia, Ezechiele, Isaia, e più tardi Gesù il Cristo con i discepoli contemporanei a Lui, seguito poi dalle migliaia venuti dopo. Quindi l’Archeosofia, oltre ad avere delle tecniche sicure per l’autorealizzazione spirituale e lo sviluppo dei poteri occulti della psiche e dello spirito, ha come guida extraterrestre infallibile il più grande dei Maestri annunziato centinaia di secoli prima della sua nascita terrena, nello stesso Figlio di Dio, non creato, ma generato dall’Assoluto.
È chiaro che, essendo venuto ad insegnarci l’Archeosofia il Dio-Uomo in persona (cosa ampiamente dimostrata attraverso i quaderni della nostra scuola) noi dobbiamo cercare la Via, la Verità e la Vita in Lui e non altrove, ma solo e unicamente in Cristo. Naturalmente è necessario seguire i quaderni del corso teorico-pratico di Archeosofia nella loro totalità, uno dopo l’altro, e impegnarsi con coraggio, fermezza e fiducia in noi stessi, alimentati spiritualmente dall’aiuto del Salvatore, che ha promesso di assisterci nel nostro sforzo ascetico di redenzione.
Molti hanno compreso l’ora drammatica e pericolosa che l’umanità attraversa, a causa dello scadente e contraddittorio insegnamento delle religioni, ma il rifiuto di Cristo da parte di molti, di troppi, contribuisce ad intorbidire sempre di più le coscienze. Noi che abbiamo avuto il battesimo cristiano sin dalla nascita dobbiamo considerarci dei prescelti per diventare dei discepoli e apostoli del Redentore. Ma quanti combattono a fianco di  Cristo? Coloro che costituiscono la chiesa terrestre, o meglio coloro che si sono assunti la responsabilità di istruire i popoli per formare la Chiesa Universale di Cristo combattono male, e lo vediamo dal dilagare dell’apostasia, dell’ateismo, del malcostume e della morale elastica. In sostituzione, le sette (cioè quei movimenti moralistici né veramente religiosi, né realmente esoterici) vorrebbero operare loro, ma hanno le idee poco chiare, e quindi i risultati, come logica conseguenza sono pessimi. Infatti chi si affida alla guida di costoro per cercare la Verità, s’accorge ben presto di trovare il vuoto assoluto, e prima o poi abbandona una corrente per introdursi in un’altra, ma con gli stessi risultati.
La sete di conoscenza è senza dubbio sentita da molti, ma le energie sono sprecate abbeverandosi alle dottrine praticate fuori dalla Chiesa cristiana. Molti rifiutano il cristianesimo per correre dietro a dottrine che promettono tutto, senza nessuno sforzo, senza nulla dare da parte di chi vuol ricevere. Idea assurda e irrealizzabile. Quindi si viene a perdere la condizione morale per la mistica comunione con Dio, restano, al posto della condizione morale, le sole condizioni fisiche (in verità ben poca cosa). E allora scopriamo che la spiritualità fuori del cristianesimo è solo pseudo spiritualità con la quale si scivola con facilità verso il materialismo estremo, verso il panteismo e si resta intrappolati nel cerchio fatale delle reincarnazioni senza fine.
Non è possibile credere di scoprire e servire Dio in spirito e verità con la sola adesione fideistica, pretendendo la redenzione gratuitamente. E nemmeno è pensabile di poter raggiungere la mistica unione con l’Assoluto con movimenti del corpo, quali le contorsioni, la rotazione e la ritmica del respiro, quasi che la comunione della Divinità sia un processo puramente meccanico.
La posizione positiva e scientifica dell’Archeosofia nei riguardi del  cristianesimo è inconfondibile, perché essa vuole condurre l’anima del battezzato alla beatitudine dell’unione mistica trasformante con tutti i mezzi che il Figlio di Dio ha messo a nostra disposizione. L’insegnamento di Cristo, inteso come ascesi del corpo fisico e dell’anima, in vista della Resurrezione, è racchiuso in poche parole: fede in Dio, morale assoluta, azione sociale caritativa e di giustizia nel nome di Cristo, esercizio quotidiano del corpo e dell’anima utilizzando le tecniche dei Santi della Chiesa cristiana Universale, dato che vi è un sacerdozio dei fedeli di cui parlano ben chiaramente le Sacre Scritture.
Guardando la profondità abissale di un cielo puro stellato, oppure l’infuriare terribile di una tempesta in vetta ad una montagna (utile esperienza che ho voluto provare) si ha l’esatta misura di ciò che siamo, cioè: poveri esseri indifesi, piccoli, nullità di fronte al Padre nostro. E mi sono chiesto: dov’è questo Dio che il panteista superbamente crede di far prigioniero, perché nella sua tracotanza ha la spudoratezza di affermare di essere lui stesso la divinità? Se così fosse sarebbe un Dio ben misero, guardando l’umanità intera, io compreso. Ma giunti alla fine del cammin di nostra vita, presi dal terrore della morte, ecco chiedere l’aiuto del sacerdote, con la speranza che il ritardato atto di fede possa salvarci dai guai di una coscienza rozza, pronta a fare il salto nel buio dell’aldilà. Purtroppo non è così; il Creatore ci dona una vita intera per trasmutare la nostra interiorità, e al momento del trapasso ci dobbiamo presentare con le carte in regola, se non vogliamo guadagnarci i paurosi bassi stati di coscienza della vita dopo la morte. Questo argomento è trattato ampiamente nel “Libro cristiano dei morti” che ben presto metterò a disposizione degli studiosi che vorranno approfondire la materia.
ScrivendoLe queste cose non vorrei essere frainteso, essere considerato un bigotto e paternalista. Tutt’altro invece. Sono sempre stato, e lo sono tuttora un libero pensatore, ho letto, studiato, meditato una montagna di trattati di ogni corrente religiosa e filosofica, ed è proprio per questo che ho capito ed abbracciato il Cristianesimo. Il perché faccio opera di diffusione e di apostolato per portare le coscienze al Cristo? Semplice: il programma della Redenzione porta come condizione prima e indispensabile l’amore per i fratelli, quindi cerco di portare alla mia certezza quanti con me vogliono intraprendere il duro cammino della risalita verso Dio, il cammino che percorse Adamo nella sua caduta verso l’abisso, ma in senso inverso, cioè dall’abisso verso la Luce. E per questo tormento, stuzzico i miei fratelli, non attendo che essi vengano a cercarmi, io cerco loro, e non bado se i risultati saranno mediocri o nulli, ma guardo a quelli futuri, perché il seme della Parola di Dio è buon seme, mai infecondo.
Come sempre con questa mia Le mando il programma completo della Scuola Archeosofica, ma i quaderni che per ora posso mettere a disposizione sono quelli in elenco nel foglietto piccolo stampato. I nuovi quaderni che usciranno verranno annunziati agli studiosi di volta in volta. Il costo dei quaderni è rimasto invariato, malgrado l’aumento enorme della carta, matrici, inchiostro, spese postali, etc., ma ho voluto lasciare le cose così, per dare modo a tutti di poter essere in grado di acquistarli. Il ricavato serve alle spese di propaganda e al materiale per i nuovi quaderni che usciranno.
Non so se questa lunga mia chiacchierata L’ha annoiata, oppure interessata o L’ha lasciata insensibile. Io mi auguro invece che le poche cose che ho qui esposte siano state da Lei gradite, mi auguro di aver trovato in Lei una nuova fraternità nel lungo e faticoso cammino della ricerca della perfezione interiore.
Se lo desidera può scrivermi, se ha dubbi e incertezze nei riguardi dei quaderni me li può esporre, e io nel limite del mio sapere cercherò di soddisfarLa.
Voglia gradire cordiali e fraterni saluti.

TOMMASO PALAMIDESSI

 

 

 

 

LA BELLEZZA NELL’ARTE SACRA – di Alessandro Toccafondi

arte sacra modernaParlare di bellezza in questo nuovo millennio, ricco di disagio ed inquietudine, invita certamente a riflettere. L’arte spesso ripropone nelle opere il malessere morale e spirituale della società.
Il concetto di bello nella storia, oggi molto controverso e particolarmente soggettivo sia in campo artistico, filosofico o religioso, pare quasi descrivere l’andamento involutivo-evolutivo dell’umanità.

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L’AMICIZIA – di Marina Ceccherini

amicizia 1Il proverbio dice «chi trova un amico trova un tesoro»; un pensiero semplice che ha un significato profondo. L’amicizia è un dono prezioso, anzi direi straordinario, che può cambiare la vita.  La nostra preoccupazione maggiore spesso è quella di trovare un amico o un’amica, ma poco ci preoccupiamo di esserlo.  A volte ci scegliamo gli amici tra quelli che sembrano più simili a noi, pensando che così ci capiscono meglio perché condividiamo le stesse cose, ma spesso la vera risorsa di un amico sta nella sua diversità e sarà proprio quella che ci permetterà di scoprire parti di noi sconosciute.

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