EROI SENZA TEMPO

Appena sentiamo la parola “eroe” subito nella nostra mente affiorano immagini e ricordi di fatti straordinari.  Sono tante le persone di coraggio che hanno compiuto azioni altruistiche, senza preoccuparsi del rischio che potevano correre. salvo-d-acquisto
Sono davvero tanti coloro che hanno rinunciato alla propria vita in favore di un Ideale.
martirio-Nagasaki
Anche se per fortuna ci sono atti eroici dove il protagonista sopravvive, molto spesso l’eroe dona la vita per salvare una persona, per la patria, per la libertà, per un Ideale che sia sociale, mistico o comunque sovrapersonale. palach2
La nostra cultura è piena di esempi eroici, sia lontani nel tempo, storici o mitologici e leggendari, sia più vicino a noi.
Non tutti gli eroi sono famosi: ci sono uomini e donne che hanno affrontato imprese incredibili o si sono sacrificati per il bene comune, passati alla storia, e altri totalmente anonimi e sconosciuti. atti-eroici
Così come ci sono atti eroici di una natura elevatissima, più che spirituale, assai difficile da scorgere e quasi impossibile da raccontare. Melchisedec-Priesthood

La nostra coscienza deve a volte aprirsi, rendersi più idonea alla comprensione del significato profondo di alcune “vite”, perché di vita intera si tratta quando parliamo degli “eroi senza tempo”.
Mi riferisco ai grandi Istruttori dell’umanità, che hanno dedicato tutta la loro vita al compimento di una missione.
“Eroi senza tempo”, paladini di un Ideale atemporale, sempre identico anche se nella storia assume forme differenti. Eroi Siena 2018
Personaggi speciali che si inseriscono nel mondo per portare il loro esempio, per dare una speranza ancora al genere umano. Una speranza di realizzazione, di conoscenza, di felicità.
Si parla di una “Via degli Eroi” quando si allude ad un preciso itinerario ascetico, che potremmo definire un’avventura spirituale perché comporta il superamento di prove ed ostacoli grazie all’applicazione volontaria e all’intervento divino. Un viaggio mistico e iniziatico alla ricerca, e poi conquista, della famosa Sacra Coppa o Graal. Un simbolo che ritroviamo spesso associato a questo particolare cammino spirituale, la “Via degli Eroi” appunto, destinato a chi si rende idoneo all’impresa, a chi riesce a interpretare e seguire le orme dei grandi “eroi senza tempo”.

 

 

 

 

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UNA TEORIA SULLA FORMAZIONE DELL’UNIVERSO – di Alessandro Benassai

L’Universo è costituito da una porzione di spazio fluido adinamico reso dinamico dalle energie dell’Assoluto, spazio circoscritto nello spazio fluido adinamico infinito ed eterno.

universo

La materia è fluido spaziale dinamizzato. Tutti i gradi di densità della materia, come tutte le forme di energia, derivano dalla forza che dette inizio al divenire del Cosmo. Se questa forza che tiene in vita smettesse di fluire, tutto ritornerebbe quello che era senza le energie dell’Assoluto: parte del “nulla” infinito ed eterno dal quale l’uomo e l’Universo furono tratti all’essere.

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Il Cosmo ha una struttura sferica che diventa sempre più omogenea man mano che la nostra visione abbraccia scale dimensionali sempre più grandi, oppure quando lo osserviamo a scale sempre più piccole sino ad arrivare alla materia prima. Al di là della sfera cosmica, nell’eternità, è il Regno di Dio e di Cristo, secondo la Sua affermazione: “Il mio regno non è di questo mondo”.  L’inizio di una vita nuova conforme a quella di Cristo, coincide con l’uscita dal Cosmo secondo il suo insegnamento: “Io non sono di questo mondo e voi che mi seguite non siete di questo mondo”.

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Quando si parla di spazio universale s’intende quella porzione finita di spazio fluido adinamico reso dinamico da una energia infinita la cui Sorgente è preesistente. Lo spazio universale non è un vuoto nei confronti della materia che sarebbe il pieno, non è un nulla, inesistenza: dal momento che lo vediamo e gli attribuiamo delle caratteristiche, esso non solo esiste, ma preesiste alla Creazione.  Heisenberg principio

La moderna teoria quantistica dei campi conferma  lo stato dinamico dello spazio universale considerandolo in continua fluttuazione quanto-meccanica, come un agitarsi di coppie di particelle virtuali di materia e antimateria; quest’ultime, protette dal principio di indeterminazione (di Heisenberg), nascono e si annichiliscono tra loro continuamente. Lo spazio tra le stelle viene così pensato in costante equilibrio dinamico.
universo 6Secondo il suddetto principio, energia e tempo, al pari di altre coppie di grandezze come posizione e velocità, non possono essere misurate simultaneamente con precisione; se lo spazio fosse privo di qualsiasi forma di energia, allora sarebbe possibile determinare la velocità e l’energia di una particella virtuale uguale a zero, con un errore pari a zero, violando così il principio stesso. Fu la potenza del suono a rendere turbolento lo spazio universale causandovi il fenomeno della sonoluminescenza. L’onnipotenza del Verbo produsse nell’abisso, eterno ed infinito, una voragine, si udì allora il fragore delle grandi acque che vi precipitarono a vortice, le acque del mare agitato della vita.

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Il movimento vorticoso generò i primi vortici di grande scala che a loro volta produssero vortici sempre più piccoli dando origine al fenomeno della cascata di energia. L’energia cinetica introdotta alle scale più grandi alimentò l’energia di vortici minori senza alcuna dissipazione, e quando le dimensioni delle strutture vorticose diventarono sufficientemente piccole sì da costituire il limite della materia prima, l’energia cominciò ad essere dissipata dai vortici sotto forma di radiazione e apparve la luce.

dark matter

Materia ed energia, tempo e spazio, sono costituiti da una minima quantità indivisibile, i veri atomi primi; se fossero divisibili all’infinito, allora se ne negherebbe l’esistenza. La forma sferica di ogni micro vortice è dovuta al movimento di rotazione dell’energia in uno spazio minimo circoscritto. Si forma una bolla di spazio dinamico i cui confini possono resistere alla pressione esercitata dagli altri micro vortici perché nell’Universo non esiste un punto vuoto, una zona non dinamizzata, salvo quella circoscritta dai cosiddetti buchi neri, nei quali lo spazio fluido s’incurva facendo cadere a spirale la materia circostante per essere trasformata in energia.

buchi neri

Le spire di ogni microvortice sono linee di forza capaci di risuonare su di un’intera gamma di vibrazioni, come le corde di un pianoforte, garantendo lo scambio energetico continuo che anima tutte le parti del Cosmo.

atomo

Il più piccolo fotone, oltre al picco fondamentale che caratterizza la sua energia, produce una serie di onde che si estendono su tutto l’arco dello spettro, come una nota musicale produce per risonanza tutte le sue armoniche.
La forza che fluisce e rifluisce attraverso il centro della turbinante sfera cosmica anima ogni singola particella, di conseguenza tutto nell’Universo creato vibra e pulsa.

nell'universo

La sfera universale è limitata come dimensioni: i suoi limiti costituiscono una cassa armonica nella quale i suoni possono arricchirsi di armoniche e le particelle vibrare. Se l’Universo fosse infinito, nessuna risonanza e nessuna vibrazione sarebbe possibile.
Così, per effetto della risonanza cosmica, l’accordo fondamentale della scala musicale universale può animare ogni singola parte del tutto.
universo 2

I limiti dell’estremamente grande costituiti dalla sfera universale, e i limiti dell’estremamente piccolo costituiti dai veri atomi primi indivisibili, sono i due estremi del Tutto cosmico tenuto in esistenza dall’energia di una Potenza Cosciente, assoluta, atemporale, infinita, onnipotente, onnisciente, che si rivela con la creazione dell’Uomo dell’Universo o Uomo Universale cosciente. Se questa energia vitale cessasse per un attimo di fluire e rifluire tutto scomparirebbe nel nulla dal quale fu tratto all’essere.

VERSO IL CRISTIANESIMO DEL TERZO MILLENNIO – di Fabrizio Leone

crocifisso 1Nel 2007, quando ebbi l’occasione, e la fortuna, di conoscere Archeosofica fui colpito immediatamente da un particolare dettaglio: la centralità della figura di Cristo nell’esposizione della sua dottrina.

arti marzialiVa premesso che prima di quel particolare 19 luglio, mi ero già mosso su più fronti alla ricerca di qualcosa che desse un senso a quelle importanti domande esistenziali che assillano le coscienze di molti individui. Ne venivo da diversi anni di arti marziali con annessi studi di filosofie orientali, buddhiste e taoiste; avevo una grande passione per la filosofia classica che rimaneva il “pallino” delle mie letture personali e l’interesse per la comunicazione pubblicitaria e giornalistica del mio corso di studi universitario mi rendevano allo stesso tempo idealista e pragmatico, sognatore e materialista, insomma un amalgama confuso di pensieri che si rifacevano a tradizioni antiche e moderne senza un preciso ordine e una organizzazione.
Fu però durante questo periodo “confuso” che mi avvicinai più assiduamente allo studio di tutti quei testi considerati “proibiti”, ovvero che facevano parte delle dottrine chiamate “occulte” o “esoteriche”.
KabbalaSe ripenso oggi alla strana sensazione che provavo nello studiare di nascosto quei libri, ricordo che era, per me, come trasgredire le regole convenzionali. Nessuno dei miei conoscenti immaginava che leggessi di magia, alchimia, kabbalà, spiritismo, tutti argomenti tabù in una società che aspetta i miracoli senza la fatica di farli accadere e allo stesso tempo è pronta a puntare il dito contro ogni cosa che non comprende etichettandola come sciocca superstizione.
Era davvero strano per me, a causa della mia mentalità orientaleggiante colorata da qualche sfumatura di materialismo, che la figura del Cristo si potesse trovare, pregare e lodare al di fuori del contesto in cui ero cresciuto.
bambino fedeleIl Cristianesimo fino ad allora non poteva essere compreso nel suo valore profondo, ma era visto solamente come una serie di privazioni e mortificazioni verso piaceri del tutto naturali nella vita degli uomini; per non parlare poi della considerazione che avevo per alcuni “apostoli” moderni di questo insegnamento: uomini spesso buonisti piuttosto che realmente buoni, uomini che mostravano un sorriso tirato e finto quando avrebbero potuto far emergere le proprie passioni e troppo spesso con il capo chino e remissivo simile a quello dei dipinti dei Santini. Non tutti erano così! Certamente! Una gran parte, quelli “diversi”, tentavano in tutti i modi di avvicinare la comunità giovanile alla Chiesa con partite di calcio, attività ludiche, divertimenti di diversa natura svolti nelle vicinanze della chiesa e dei parrocchiani.Re Magi
Ma, purtroppo, la natura umana aveva agli occhi del ribelle adolescente sempre la stessa faccia. Anche se si era più vicini alla Chiesa e alle cerimonie Sacre, la gente non si faceva “migliore” anzi, alle volte ostentava un atteggiamento di superiorità, mascherato da pietà, verso i meno fortunati che non poteva affascinare un ragazzo nel pieno della vita, con la mente infarcita di utopistici ideali; e poi… dove erano le famose risposte alle domande esistenziali che a 15 anni scaturivano nel profondo della coscienza?
Perché si professa un’unica Fede ma ognuno pretende il proprio Dio migliore? Perché chiedere privazioni che sembrano andare contro una logica ordinaria? Perché essere devoti all’Invisibile, se dell’invisibile non se ne può avere una reale conoscenza?pantocrator2

Tante e tante domande assillano la mente dei ragazzi di quell’età, che vivono il momento più delicato della loro vita alla ricerca degli ideali.
Così, nel cercare di distaccarsi dal retaggio Cristiano, che spaventava in quanto a apparente ottusità, passando per i libri etichettati come “sconvenienti” dai Dottori della Chiesa, la figura di Cristo tornò a farsi sentire a gran voce.visione mistica
Negli scritti di questi personaggi, talvolta messi all’indice, trovai, già nelle prime pagine, una prefazione del tutto inaspettata: vi era un’invocazione ed una richiesta profonda affinché Iddio e il Suo Cristo Redentore concedessero, a quelle parole scritte, di perdurare nel tempo, quasi come a chiedere il permesso di poterle trasmettere.
La cosa che più mi colpiva è che questi testi erano scritti nella stessa misura da studiosi, scienziati o monaci ma tutti, senza eccezione, riempivano della stessa Fede e fervore la loro richiesta.
Quella che durante la lettura risuonava nella mia interiorità, era un’invocazione vera, erano parole vive che scaturivano dalle righe delle loro prefazioni con una reverenza mistica che avvolgeva il senso della loro preghiera, alla maniera di qualcuno timoroso di dir troppo riguardo un segreto che non è suo.
Gli autori di questo esoterismo più spinto erano ferventi Cristiani, anzi, erano proprio quella forma di Cristiani che cominciava a darmi risposte concrete alle tanto incessanti domande della mia coscienza, mostrando allo stesso tempo il rispetto e il timore che si deve per le cose sante e ugualmente la tenacia e la vivacità d’amore necessari per avvicinarsene.Cristo Re
Così per una serie di eventi bizzarra, anzi sarebbe da dire, troppo bizzarra per essere considerata casuale, ebbi la possibilità di confrontarmi con i testi di Tommaso Palamidessi e inaspettatamente, ecco: il Cristo tornava a farmi visita.
La Scienza dell’Arké o Archeosofia, la Sapienza Tradizionale che si perde nella notte dei tempi fino all’origine del Cosmo stesso, era la sintesi che tanto andavo cercando e non era in contraddizione con tutto quello che avevo imparato in precedenza. Suonava invece una squisita armonia sulle corde del mio cuore.
C’è la dottrina metafisica degli antichi filosofi, c’è la pratica e l’esercizio dei monaci orientali, ci sono tutte le discipline esoteriche trattate in maniera chiara e logica, c’è l’umiltà di un Uomo che scrive per gli altri e non per se stesso o per i propri interessi, ci sono le difficoltà e gli ostacoli come in tutte le cose che si devono conquistare con le proprie forze, ci sono gli amici in cammino e, soprattutto… c’è il Cristo.meditazione 333
E non può di sicuro mancare, infatti scrive Tommaso Palamidessi: “Tradizione Archeosofca e unita delle religioni vanno pienamente d’accordo, perche l’idea fondamentale sulla quale poggia la nostra scienza sperimentale dello spirito, e quella di una Tradizione universale e primordiale dalla quale sono sgorgate tutte le religioni, e di cui le filosofie sono un’espressione minorata e parziale, che rappresenta tutto il travaglio dell’umanità per avvicinarsi all’unita religiosa nel corso di migliaia di anni ad oggi. Questa Tradizione e costituita da un insieme di principi permanenti e trascendenti, la cui origine e solo in parte umana, e non sono suscettibili di evoluzione, appunto perché principi permanenti e trascendenti” (Tommaso Palamidessi: Quad. 1 – Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica), in perfetta concordanza con le parole di Gesù alla Samaritana quando disse: “[…] sta venendo, ed e adesso, l’ora nella quale i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verita: infatti il Padre cosi vuole i suoi adoratori. Dio e spirito e quelli che adorano debbono adorare in spirito e verità.” (Giovanni 39:42).conoscenza di se stessi
È strano come sia facile trovare delle imperfezioni in coloro che sono al nostro fianco, ma come sia invece tanto arduo scoprire quanto c’è di imperfetto in noi.
Vidi il Cristianesimo con occhi di ragazzo e lo giudicai inadatto, imperfetto, classista, ottuso.
Dopo aver sperimentato i metodi pratici di Archeosofica, avviandomi ad una conoscenza più profonda di me stesso, riguardo oggi il Cristianesimo e mi sembra invece di vedere una Sposa a cui manca lo Sposo; penso, ogni giorno sempre di più che la gente del nostro Secolo, così attenta a ciò che vi è di tangibile, alla materialità, o all’esasperato idealismo astratto, ha necessità di una chiave di lettura che era quella dei primi Cristiani, un sapere integrale strutturato per dare risposta alle persone più umili ed a quelle più colte nello stesso tempo, perché sostenuto dall’esperienza.misticismo
Quest’esperienza, seppure interiore, è un’esperienza che si può ottenere solo con i metodi considerati “ascetici” e che uomini di ogni tempo e di qualsiasi luogo hanno cercato di insegnare per permettere almeno ai più volenterosi di ottenere un risultato vero e portare così anche loro testimonianza dell’Unica strada che deve essere percorsa, sull’esempio di colui che ha detto: “Io sono la Via, la Vita e la Verità”.Cristo e Samaritana
Palamidessi scrive: “Il cerchio è grande, il centro è uno solo, e dal centro la Tradizione Arcaica è arrivata agli uomini e alle donne inclini e maturi per accoglierla attraverso numerosi raggi: Ram, Abraham, Mose, Elia, Pitagora, Ermete Trismegisto, Platone, Socrate, Plotino, Clemente Alessandrino, Origene, e tanti, tanti, molti altri. Poi vi sono le trasmissioni filtrate attraverso i più idonei dell’India, della Grecia, della Cina, della Palestina, dell’Italia, alcuni dei quali sono già stati nominati. Ora, malgrado si siano avuti parecchi intermediari e vie iniziatiche, si tratta in tutti i casi di adattamenti e di centri che risalgono alla stessa fonte” (Tommaso Palamidessi: Quad. 1 – Tradizione Arcaica e Fondamenti dell’Iniziazione Archeosofica).
Una sola è la Via, Uno solo è il Maestro: Cristo.loto
Quello che scrivevano gli Apostoli è lo stesso di ciò che hanno scritto i Padri della Chiesa, i Monaci del Medioevo, i Fedeli d’Amore dell’Umanesimo, i Mistici del Rinascimento, i Cristiani esoterici del 1800.
Così, Tommaso Palamidessi ha voluto ricordare a quei Cristiani che hanno dimenticato l’entusiasmo e lo slancio di quando erano piccoli, a coloro che leggendo le fiabe dei Cavalieri della Sacra Coppa si infiammavano d’Amore per la ricerca della più Santa delle reliquie Cristiane, che se si combatte, oggi come allora, per cercare il Cristo che dimora nel cuore degli uomini, allora finalmente scopriremo che stiamo tutti parlando la stessa lingua, che vi è davvero un unità di intenti nello Spirito dell’Uomo e della Donna di ogni luogo.
cammino spiritualeLa necessità di tornare alla propria patria celeste: non inteso un senso fiabesco, vi è un’esperienza reale e viva che può infiammare il cuore a tal punto da non poter dormire, non poter mangiare, non poter pensare ad altro che a impiegare ogni secondo possibile per rimanere svegli a guardare la meraviglia della Luce che avvolge ogni cosa e che non fa distinzioni fra Cristiano, Musulmano, Induista o ateo apparente.
Ogni Quaderno di Palamidessi è intento a spiegare il rapporto intimo fra Cristianesimo e Archeosofia, non sta a me dire, a chi li leggerà, di crederci senza un’opportuna ricerca e un’indagine accurata, ma, mi permetto di riprendere un suggerimento dell’Autore che mi colpì profondamente quando lessi i suoi testi:metafisica
Leggete queste pagine, pensatele e ripensatele. Fatele vostre. Proseguite in modo sistematico, energico con la lettura dei quaderni da noi programmati e insistete con gli esercizi. L’arte, la scienza, la mistica e la paramistica (Via degli Adepti) si prendono con la forza, con la tenacia, con il coraggioso allenamento di ogni giorno, con fiducia e speranza. Il lavoro archeosofico è simile all’impresa del fonditore: il suo oro nel crogiuolo diventerà fuso e puro quando avrà portato il metallo al calore della fusione” […] “Ancora una volta vi ripeto: non credete a me, ma ai risultati dell’esperienza. Può darsi che riusciate subito, oppure dopo molti mesi di falliti tentativi. Non scoraggiatevi, continuate gli esperimenti, cercando le cause dell’insuccesso, finché avrete i risultati positivi. Ogni impresa ha le sue difficoltà: chi e saggio e tenace raccoglie la vittoria” (Tommaso Palamidessi – Quad. 2 & Quad. 5).

 

 

 

LE COSTELLAZIONI NORD BOREALI E LA DOTTRINA DELLA RISURREZIONE NEI MISTERI DEGLI ANTICHI EGIZI – di Alessandro Benassai

Le stelle che circondano il Polo nord ebbero una grande importanza nell’astrologia misterica dell’antico Egitto. Esse furono designate con il termine generico Mesket, specialmente quelle che rappresentarono Set assieme a sua moglie Ta-Urt, raffigurata sotto le sembianze di un Ippopotamo femmina, simbolo delle forze infere e tenebrose del male.ippopotamo dea
Queste stelle e le costellazioni ch’esse formarono sotto lo sguardo degli astrologi egizi, furono chiamate con il termine Set, nome della potenza tifonica del Caos primordiale.
Le costellazioni dette “circumpolari”, rimanendo sempre visibili nel cielo notturno dell’emisfero Nord, rappresentarono per gli Egiziani i giganteschi e insonni guardiani pieni d’occhi che costantemente vigilano il Polo a cui è ancorato il potere sovrumano che fa girare il mondo e rende immortali. barca solare di Ra
Questi mostruosi guardiani che non dormono mai, si oppongono con veemenza irresistibile a qualsiasi tentativo di profanazione e respingono l’anima disincarnata di chi non è degno, rigettandola nel “circuito esistenziale”, il divenire cosmico, la ruota stritolante del destino ch’essi stessi continuamente girano.
Set, secondo il mito narrato da Plutarco, divenne per i Greci il gigante Tifone, simbolo della forza turbolenta e distruttiva dei venti e dell’uragano.
tifoneFiglio della Terra e del Tartaro, era rappresentato come un essere mostruoso metà uomo e metà bestia. Per statura e forza sorpassava tutti gli altri figli della Terra: era più alto di tutte le montagne e la sua testa urtava contro le stelle. Quando stendeva le braccia una delle mani raggiungeva l’Oriente e l’altra l’Occidente e invece di dita aveva cento teste di draghi e dalla vita in giù era circondato di vipere. Il suo corpo era munito di grandi ali e i suoi occhi lanciavano fiamme. Persino gli Dei ne ebbero paura, eccetto Atena e Zeus, che dopo dura lotta a colpi di fulmine, lo schiacciò sotto l’Etna. Il fuoco e la lava che escono dal vulcano divennero così il simbolo delle forze infernali e demoniache vomitate da Tifone e ciò che rimase dei fulmini con i quali Zeus lo abbatté.Anubi
Il termine Mesket, usato per individuare le stelle dell’estremo Nord, non indica solo le forze della corruzione e della morte rappresentate da SetTifone, ma si riferisce anche ad un misterioso potere rigenerante che assicura dopo la morte una seconda nascita, o resurrezione dagli inferi, connesso con Anubi, a volte confuso con lo stesso Set, perché  Set e Anubi fanno parte degli stessi Misteri.
Così nel cielo boreale furono immortalati Set e la sua sposa Taurt  e lo stesso Anubi. Set fu rappresentato dalla costellazione della Zampa Anteriore (o “Coscia del Toro”, o “Toro”), formata dalle sette stelle dell’Orsa Maggiore; Taurt dalla costellazione dell’Ippopotamo, formata dalle stelle del Drago; Anubi, sotto forma di giovane Cane selvaggio (il Cane di Set), fu formato dalle stelle dell’Orsa minore.
ippopotamo costellazioneSet fu quindi identificato nella Coscia del Toro, simbolo della “potenza taurina”, e la sua sposa Taurt nell’Ippopotamo femmina abbinato al Coccodrillo, simbolo del “potere serpentino”. La testa di Set, nella sua primitiva forma di Kapi, fu marcata dalle stelle di Cefeo.
La relazione peculiare mostrata tra la Zampa Anteriore (del Toro) o Toro e l’Ippopotamo è menzionata in parecchi testi mitologici.
Nel Libro del Giorno e della Notte, redatto al tempo di Ramses VI, si legge: “Come per questa Zampa Anteriore di Set, essa è nel cielo del nord, legata a due pali d’ormeggio di pietra da una catena d’oro, essa è affidata a Iside che sotto le sembianze di un Ippopotamo la protegge e la sorveglia”. Misteri di Iside
Nei misteri Iside, la Madre divina, è colei che detiene “la chiave della vita”, ovvero il potere creatore e rigeneratore del fuoco celeste, che però diviene un potere distruttivo per coloro che non sono puri e degni della “rinascita”.
Secondo il mito Anubi avendo provveduto a mummificare il corpo di Osiride, di cui il malvagio Set aveva fatto scempio, divenne il dio preposto ai misteri della mummificazione e fu quindi chiamato “Colui che è nella nebride”, per l’allusione ai misteri iniziatici del “Passaggio per la pelle”.
passaggio per la pelle“Colui che è nella nebride” è “Colui che è rivestito di una pelle di cervo”, come poi in Grecia lo furono Dionisio e i suoi seguaci.
Passaggio per la pelle” fu la terminologia simbolica per accennare ad una cerimonia segreta che doveva sancire la “seconda nascita”.
Durante la cerimonia l’iniziando ai Misteri veniva coperto da una pelle di cervo o di leopardo, poi doveva assumere una posizione fetale ed entrare in uno stato letargico, simile a quello della vita prenatale, rimanendo però cosciente.
La pelle di cervo o di leopardo, o di un altro animale consacrato al dio Sole (Osiride), come il vello d’oro di Giasone, designò quindi le vittime sacrificali di Set (come lo fu Osiride), ovvero gli iniziati ai Misteri della seconda nascita, che dovevano “morire” per affrontare le potenze oscure di Set, vincere la morte e “rinascere” per non più morire.
Anubi è detto “Colui che è nella nebride” (nell’oscurità) perché la mummificazione dei corpi in qualche modo era un rito funerario connesso con i misteri del “Passaggio per la pelle”. Se la cerimonia della mummificazione aveva lo scopo di rendere il corpo immortale, questo corpo doveva essere quello nuovo di colui che, rientrando nel ventre di  sua madre (Iside), nasceva di nuovo.  pelle leopardo sacerdote
La pelle di leopardo, di agnello o di cervo, costituì anche una delle insegne di Osiride, quale dio della resurrezione. Innanzi al suo trono appare sempre la pelle di un animale sacrificato appesa ad una lancia che cola il suo sangue dentro ad un recipiente.
I sacerdoti egizi chiamarono Meska la pelle sotto la quale si poneva l’iniziando, la pelle che simboleggiava l‘amnios o il chorion, quale membrana che avvolge il feto che appunto si trova nel ventre della madre. Il termine Meska è costituito da mes che significa “nascita” e ka, “doppio”.
Il rito del “Passaggio per la pelle” veniva svolto anche a beneficio di nobili defunti e dello stesso Faraone. Il sacerdote, chiamato Sem, lo celebrava dinanzi al loro sarcofago eretto contenente la mummia.
Dopo essersi assiso in posizione fetale su di un piccolo scanno, il Sacerdote cadeva nel sonno magico con lo scopo di sdoppiarsi per assistere il defunto nell’aldilà e condurlo in salvo nella terra celeste. Taurt
La costellazione della Coscia o Zampa Anteriore del Toro, associata a quella dell’Ippopotamo, è di origine assai antica, e sembra l’equivalente della “Spalla del Toro” tenuta in mano dall’Orsa, il dio supremo di cui si parla nei Misteri di Mitra, “che muove e percorre il cielo in alto e basso, secondo il tempo”.
La costellazione dell’Ippopotamo rappresentò la dea Ta-Urt, protettrice delle madri, preposta alla maternità e all’allattamento. Essa venne appunto raffigurata da un Ippopotamo in posizione eretta con il seno in evidenza ed una mano poggiante sul segno SA, che significa “protezione”. Sulla schiena dell’Ippopotamo a volte appoggia le sue zampe un Coccodrillo, immagine del dio Sebek, simbolo delle potenze di Set, le forze disgregatrici del caos. Hieroglyphic carvings in ancient egyptian temple
Queste due costellazioni nella versione lineare dello Zodiaco circolare di Denderah, che si trova in una sala adiacente al Tempio, vengono poste tra il Sagittario e il Capricorno, quindi messe in relazione con il Solstizio d’Inverno (lo 0° del Segno del Capricorno).
Quando il Sole si trova in questa posizione segna una data speciale del calendario sacro, antico e moderno: la nascita del Salvatore.
La tradizione popolare rappresenta questo evento storico con il Presepio o Presepe. Il Bambino Divino è poggiato su di una mangiatoia, situata in una stalla, tra il bue e l’asinello.
Il termine “presepio” o “presepe” deriva dal latino praesaepe, da prae-s(a)epio, “chiudere davanti, sbarrare”, composto da prae, “davanti” e da saepio, “cingere”, “circondare con una siepe”, “proteggere”. Il significato di Presepe è quindi quello di un luogo difeso efficacemente e reso inaccessibile da una barriera, una “protezione materna” che delimita e difende lo spazio sacro in cui è posto il Bambino Divino da ogni profanazione.
pelle leopardo sacerdotessa
Questa protezione materna ricorda la pelle nella quale veniva avvolto colui che doveva rinascere, pelle che gli Egiziani chiamarono (meska) con lo stesso nome con il quale nominarono il cielo stellato del nord (mesket) che pareva avvolgere, nascondere e proteggere il Centro della vita universale, il potere supremo di Osiride, la forza forte che rende immortali.
Questo luogo polare fu chiamato Eden, la Sede dell’Albero della Vita difeso poi da due Cherubini.
L’Asino, come il Toro, fu l’antico simbolo di Set. La Zampa Anteriore (del Toro o dell’Asino), è la Zampa Anteriore di Set incatenata ai due pali d’ormeggio di pietra, affidata a Iside, che sotto le sembianze di un Ippopotamo, “il bue delle acque” come lo chiamavano gli Egiziani, la custodisce e la sorveglia.dendera-planisfero
Nel centro del Planisfero di Denderah, nei pressi del Polo Nord celeste si nota la Zampa di Set e l’Ippopotamo, simbolo di Iside sotto le sembianze di Taurt, la sposa di Set; tra le due un giovane Cane, simbolo di Anubi.  Poco al di sotto del centro si nota il Leone con le zampe su di una specie di barca formata dall’Idra. Al di sotto del Leone possiamo osservare la Vacca sacra, Iside-Hator, con una stella tra le corna, rappresentazione di Sothis, la stella Sirio.
I dodici Segni dello Zodiaco sono inscritti in una fascia leggermente obliqua il cui centro non sembra coincidere con il Polo.
Tra i Segni vi sono cinque figure antropomorfe individuate quali simboli dei cinque pianeti conosciuti dagli antichi, piazzati nei Segni delle loro dignità particolari: Saturno in Bilancia, Giove in Cancro, Marte in Capricorno, Venere nei Pesci e Mercurio nella Vergine.zodiaco-dendera-
Queste figure, come quelle di alcune stelle importanti, possono avere un aspetto vario, antropomorfo e zoomorfo, e talvolta sono munite di ali. Esse sono le immagini degli Enti stellari e zodiacali del sistema cosmologico egizio.
Tra lo Zodiaco e il cerchio dei Decani vi è un’area a forma di luna crescente occupata da figure di stelle e di costellazioni, tra le quali si identificano facilmente Orione e Sirio, ossia Sothis, accompagnata dalle deità Satis e Anukis che formavano una triade con il dio Ariete Khunum.
Quattro figure di divinità femminili, l’una di fronte all’altra, che si guardano due a due, sorreggono la sfera celeste ritte in piedi.zodiaco di denderah
Tutte e quattro hanno vicino una colonna formata da geroglifici che arriva all’altezza dei fianchi e solo due di esse ne hanno un’altra accanto al braccio sinistro.
Queste figure che non sembrano avere alcun significato astronomico, marcano i quattro cardini del cielo, formati dall’asse dei Solstizi e da quella degli Equinozi.
Tra queste quattro figure vi sono intervallate quattro coppie umane con sembianze di falco che si guardano tra loro, tutte quante sorreggono la sfera celeste stando in ginocchio.
Nel perimetro del planisfero si vedono scolpite trentasei figure tutte con il loro nome scritto accanto. Sono gruppi di stelle, o stelle singole importanti, che sorgevano in particolari ore della notte durante i trentasei periodi di dieci giorni.
Ogni periodo di dieci giorni era caratterizzato al suo termine dal sorgere eliaco del Decano successivo.
Il sistema dei Decani è antichissimo ed è documentato a partire dalla III Dinastia, ma probabilmente risale ad epoche più remote.
I Decani per gli Egiziani erano personificazioni di entità divine, come lo furono le stelle e i pianeti. Tomba-Seti-I
Anche sul soffitto della tomba di Seti I sono raffigurati il Toro e l’Ippopotamo femmina.
Una figura umana tiene nelle mani quelle che sembrano due corde che legano il Toro al “palo” impugnato dall’Ippopotamo, a significarne il possesso e il controllo.
Queste due costellazioni nello Zodiaco di Denderah e nella tomba di Senmut sono unite tra loro da un supporto su cui appoggiano le quattro zampe del Cane (Anubi).
Sopra il Toro il nome Mesketiu.
Come si può osservare, il Toro e la figura umana che lo segue sono stati rappresentati sulle sette stelle dell’Orsa Maggiore, mentre l’Ippopotamo, con sulla schiena il Coccodrillo, dalle stelle del Drago.
In posizione perpendicolare, sotto al Toro, il dio An con la testa di falcone appoggia i piedi sul palo tenuto dall’Ippopotamo e impugna un’asta o lancia con la quale intende sacrificare il Toro.tomba di Seti I due
Nella tomba di Senmut il sangue del Toro sacrificato che cade a gocce in un recipiente ricorda il sangue che cola dalla pelle di leopardo quale insegna di Osiride.
Sotto al Toro una figura d’uomo punta con la mano sinistra alzata il centro del supporto che sostiene il Toro formando il disegno di una Chiave d’Iside, mentre con l’altra mano fa il gesto di trafiggere un Coccodrillo.
Sopra a sinistra, la dea Serket, la dea Scorpione, protettrice dei defunti e delle nozze.
Sotto un’Aquila è piazzata sopra un Leone circondato da stelle.
Le figure principali sono quelle delle costellazioni circumpolari del cielo del Nord, denominate Mesketh, quelle che ebbero una precisa relazione con la dottrina della resurrezione e i suoi misteri.
Il Toro, il Leone stellato, l’Aquila, e lo Scorpione, ricordano nel loro insieme la Sfinge e il quaternario sacro espresso dalla geometria della Piramide, il Tempio dei MisteriRamesse VI

COME CI INFLUENZA LA MUSICA – di Paola Rachini

musica 6Che il suono e la musica abbiano un’influenza su di noi è una delle prime cose che sperimentiamo: gli esperti ci dicono che già nel grembo materno siamo sensibili a stimolazioni sonore e musicali e questa azione formativa, importante per lo sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale dell’individuo, continua e si intensifica con la crescita, tanto che ad oggi si è riscoperto il valore dell’educazione musicale per lo sviluppo complessivo della persona.
Diciamo “riscoperto”, perché del potere modellante della musica, del suo ruolo didattico e terapeutico erano a conoscenza già molti secoli fa civiltà come quella egizia, greca, cinese, che riconoscevano a quest’arte un predominio nella formazione dell’individuo e addirittura le attribuivano una funzione sacrale di elevazione dell’anima attraverso l’ascolto delle opportune melodie e tonalità.musica 1
Pitagora poneva l’educazione basata sulla musica come fondamentale, in quanto l’utilizzo di determinati ritmi e melodie faceva sperimentare un’influenza diretta sull’indole della persona, consentendo di riportare equilibrio nel fisico e nella psiche. Anche secondo Platone la musica, ponendosi oltre una finalità meramente estetica, assurgeva ad un ruolo formativo essenziale per l’individuo ed era da considerarsi una vera e propria medicina per l’anima.
Quindi già nella tradizione classica si parla di un’azione della musica che va a incidere molto in profondità nell’uomo e nella donna, tanto da consentire, oltre ad esempio la cura di un organo fisico, il mutamento di una tendenza comportamentale, la correzione di un impulso sregolato, la terapia per forme patologiche della psiche, fino a ripristinare un equilibrio interiore corrispondente ad un’armonia superiore.energie uomo
L’essere umano è un insieme complesso di corpo e coscienza, di soma e psiche, perciò, per riuscire a cogliere l’effettiva portata dell’influenza della musica, bisogna tenere conto di questa struttura multiforme.
Come è possibile infatti che la musica sia così potente nel generare emozioni differenti, nel promuovere riflessioni, intuizioni, insomma, che sia in grado di modellare in profondità la persona? Dove si verifica la ricezione del suono?
Nel “Trattato di musica e melurgia archeosofica” viene specificato che il luogo in cui avviene la percezione, la coscienza e l’elaborazione della musica è l’anima, intendendo con questo termine genericamente la parte spirituale dell’essere umano, l’anima intesa come luogo della coscienza.
Dalla fenomenologia della percezione acustica sappiamo che le onde prodotte da una fonte sonora comprimono ed espandono l’aria, giungono all’orecchio, provocando la vibrazione della membrana timpanica dopo il passaggio nel condotto uditivo esterno, secondo un processo fisio-meccanico. Da qui le vibrazioni si ripercuotono su una catena di ossicini, fino a giungere all’organo di Corti, deputato a trasformare in impulsi nervosi le onde di pressione ricevute, attraverso delle particolari cellule ciliate. Si ha a questo punto la conversione dell’energia meccanica in energia bio-elettrica, che a livello cerebrale i neuroni utilizzano per il trasporto dell’informazione.vibrazioni 66
Nel processo dell’ascolto quindi la vibrazione da meccanica si fa elettrica, ma questa trasformazione non sarebbe sufficiente a determinare l’elaborazione cosciente del suono, perché la vibrazione sonora, per poter assumere una valenza di carattere emotivo, intellettuale o spirituale che sia, deve giungere alla coscienza, quindi deve corrispondere ad una determinata gamma. Il suono passa alla coscienza allorché la vibrazione cambia “natura” ulteriormente, convertendosi in una vibrazione psichica[1].
Si può pensare che questo fenomeno si verifica in virtù del fatto che tutto ciò che esiste è materia in vibrazione, secondo una distinzione di grado e di frequenza.musica delle sfere 2
Dallo studio della costituzione invisibile dell’uomo e della donna[2] sappiamo che l’essere umano è composto di materia fisica con una sua frequenza vibratoria, ha una struttura emotiva dalla vibrazione più sottile che compenetra la precedente, una struttura mentale necessaria per produrre pensieri dalla frequenza ancora più rapida, e possiede una parte spirituale; diversi piani di percezione, ma collegati l’uno all’altro, perché costituiti di un’unica materia a frequenza vibratoria differente, che consente le molteplici espressioni dell’essere umano in termini di azione, emozione e pensiero.
Anche il suono ha una natura complessa per cui manifesta una corrispondenza sul piano fisico come onda sonora e ha una sua controparte psichica e spirituale.musica delle sfere
“All’acustica – si legge ancora nel “Trattato di musica e melurgia archeosofica” – fa seguito una metafisica del suono. È questa la grande realtà che si prospetta al cercatore della Verità”. La natura metafisica del suono può fungere da tramite nei vari piani della coscienza.
Esiste una interdipendenza tra corpo e psiche, tale che una sensazione fisica si traduce in una percezione emotiva e richiama un certo pensiero, viceversa un’idea, una preoccupazione, un’emozione negativa si ripercuote in un malessere fisico, secondo un processo somato-psichico e psico-somatico.
La vibrazione sonora è in grado di spezzare i legami della materia, se pensiamo al bicchiere di cristallo mandato in frantumi dall’acuto di un soprano; può disporla secondo delle linee di forza, organizzandola in forme geometriche di varia articolazione in funzione della tipologia della stimolazione sonora, della frequenza vibratoria.
cimatica 44Ne dà dimostrazione il fisico tedesco Chladni nel 1700, facendo vibrare con l’archetto del violino dei piatti di vetro e metallo sui quali dispone polvere di licopodio, che si distribuisce in forme variabili man mano che la vibrazione sonora cambia.
Noti sono anche gli studi di cimatica dello svizzero Hans Jenny a metà del ‘900, che ha reso visibile il sottile potere attraverso il quale il suono struttura la materia: ponendo sabbia, ferro o liquidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore in grado di produrre ampi spettri di frequenze, ottiene risultati simili.Hans Jenny
Del resto anche Pitagora sosteneva che “la geometria delle forme è musica solidificata”. Altri interessanti studi ed esperimenti più contemporanei testimoniano questa capacità del suono di dare alla materia una determinata forma, ora più armonica ora meno.
Masaru EmotoMasaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese scomparso di recente, negli ultimi anni ha messo a punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi di acqua; ha poi fotografato l’acqua esposta a parole scritte, a musica, a preghiere, parole pronunciate, acqua di montagna, acqua inquinata e ha verificato che i cristalli dell’acqua trattata mutano di struttura in modo armonico o caotico.cimatica 33
Tali sperimentazioni hanno reso visibile un meccanismo che appartiene al potere del suono, ovvero quello di andare ad agire sulla vibrazione della materia. Se ciò avviene in modo così evidente con la materia più grossolana, che è quella fisica, possiamo immaginare che l’interazione con le vibrazioni più sottili – energetiche e spirituali – che costituiscono l’individuo, sia ancora più marcata.
Emozioni, sentimenti, pensieri hanno una loro struttura energetica, sono fatti di materia dalla vibrazione più o meno rapida, possono essere percepiti come luci, colori e anche suoni e sono soggetti al potere modellante della musica.
emozioniAppurato che la struttura che in noi recepisce ed elabora le frequenze sonore ha una certa complessità, possiamo chiederci: cosa rende la musica così potente nel generare emozioni?
La musica è uno dei mezzi più diretti per promuovere stati d’animo differenti o impressioni particolari, ha un potere indiscusso nel modificare il nostro umore. Un brano può rievocare dei ricordi e le emozioni ad essi collegate, può rasserenare o infonderci dinamismo, può farci divertire e svagare, oppure può indurre a uno stato di raccoglimento e riflessione… Insomma, ogni musica ha la sua funzione, la sua utilità, la sua bellezza. C’è una musica adatta per ballare, per fare jogging, per gli allenamenti in palestra, per marciare, per combattere, per riflettere, per spingere a fare acquisti, per ispirare il senso patriottico, per esaltare le passioni e le emozioni umane, per risvegliare un senso più intimo e spirituale. Tanti generi musicali e altrettanti componimenti che descrivono la molteplicità degli aspetti che costituiscono l’essere umano e la sua vita e che vengono utilizzati in funzione delle finalità che si vogliono ottenere.emozioni 2
Ma cos’è che rende una musica allegra o malinconica, ricaricante o pacificante? Come la tradizione antica ci insegna sono gli elementi che compongono un brano a caratterizzarlo e senza essere musicisti provetti sappiamo per esempio che il tempo più lento di brani come il Sonata al chiaro di luna di Beethoven o l’Aria sulla 4° corda di Bach tenderà a essere percepito come più riposante, mentre il ritmo di una samba brasiliana facilmente susciterà dinamismo e voglia di muoversi. L’influenza del ritmo si avverte con immediatezza, andando a incidere sui ritmi fisiologici come il battito cardiaco, la respirazione, le onde cerebrali e di riflesso sui ritmi delle emozioni e dei pensieri.
Sappiamo anche che i brani composti in tonalità maggiore tendono alla brillantezza e al dinamismo, mentre la tonalità minore è solitamente percepita come più melanconica, come dimostrano ad esempio la Polacca Eroica in La diesis maggiore di Chopin o al contrario l’Adagio di Albinoni in sol minore.
Insomma, quando un musicista compone un brano, a seconda di ciò che vuole esprimere e dell’effetto che vuole suscitare, utilizza una serie di “ingredienti”/elementi musicali, che abbinati andranno a caratterizzare la composizione.frattali
Eppure non è così facile dare un’interpretazione univoca alle emozioni che può trasmetterci un tema musicale, per esempio un ascolto che a me evoca tristezza per un altro può essere rilassante o romantico, questo perché ci sono molte componenti soggettive che contribuiscono a dare un giudizio e una decodifica. Magari sarà difficile che un brano generalmente ispirante gioia e dinamismo sia percepito proprio all’opposto come malinconico, ma la percezione rimane sempre soggettiva.
Per quanto esistano delle componenti oggettive nella musica, cioè delle strutture, degli elementi usati da sempre nelle composizioni per denotare il componimento secondo un tipo di influenza, è anche vero che ciascuno ha una sua costituzione psicologica, una sua storia, una sua frequenza vibratoria complessiva e sceglierà o si accorderà con ciò che gli è più affine per il suo carattere o per lo stato d’animo del momento. Ci si accorda, cioè si risuona con ciò che vibra alla stessa frequenza del nostro stato d’animo.tips - abbiati - Music therapy
Da un punto di vista più approfondito potremmo dire che la preferenza per un tipo di musica rispetto a un’altra abbia una corrispondenza con le caratteristiche dell’ascoltatore, ovvero scelgo di sentire ciò che mi è più affine, ciò con cui sono più in sintonia, in risonanza. L’individuo è composto da un insieme caratteristico e suo proprio di vibrazioni, una musicalità data dall’attività vibratoria e quindi dalla tonalità delle emozioni, dei pensieri, delle passioni, dello stato di salute. Un complesso “musicale” che rivela lo stato della persona, la sua interiorità, le sue attitudini, i suoi gusti, la sua educazione, il contesto in cui vive, insomma una serie di variabili che ci fanno comprendere come ogni individuo naturalmente è a sé, “vibra” su una sua nota fondamentale; tonalità che ovviamente può essere corretta, armonizzata e raffinata utilizzando proprio la musica.musica 2
Nel mondo classico si aveva una chiara percezione della diversa influenza operata dalle modalità musicali, come ci ricorda Platone nella “Repubblica”, che indica quali scale compositive dovevano essere utilizzate per rafforzare le virtù migliori nell’uomo e quali dovevano essere evitate perché diseducative e inclinanti al disordine interiore.
Gli antichi sapevano che per garantire la salute al corpo era necessario in primo luogo ripristinare l’armonia dello spirito, gerarchicamente predominante sulle funzioni corporali, in quanto principio formativo del corpo.musica 5
La salute dello spirito dipendeva dalla sintonia con l’armonia perfetta celeste, l’armonia divina che la musica, linguaggio del Creatore e specchio delle matematiche celesti, riusciva a replicare attraverso l’utilizzo delle opportune scale musicali e tonalità. L’anima, con la sua vibrazione, è rappresentabile come un numero in movimento, come “nota” musicale, che può sintonizzare con la vibrazione dei suoni e delle melodie appositamente modulate secondo le leggi matematiche che regolano sia gli intervalli della scala musicale sia la perfezione della creazione.
Su questa linea più genuina di musica sacra si è sviluppata in modo innovativo la musica archeosofica, che concepisce la musica come melurgia, ovvero come azione della musica e del canto nell’interiorità della persona, per risvegliarne le potenzialità latenti e le aspirazioni di ordine superiore.donna loto rosa volto

 

[1] T.Palamidessi – “Trattato di musica e melurgia archeosofica”, p.1
[2] T.Palamidessi – Quaderno 8 – “La costituzione invisibile dell’uomo e della donna”

DUE PAROLE SULLA DANZA – di Patrizia Odorici

ballerina classica“Il ballo, la danza sono uno slancio di gioia espresso attraverso un complesso di movimenti di tutto il corpo, in particolare dei piedi e delle braccia, secondo il ritmo o tempo musicale segnato dal canto e dagli strumenti musicali. La danza può essere sacra, artistica, popolare, collettiva, maschile, femminile o mista” (T. Palamidessi).danza orientale

Danza deriva dal sanscrito tan che vuol dire tensione. Era vissuta fin dalle origini come tensione spirituale fra l’uomo e la natura, fra l’uomo creato ed il suo Creatore. Fin dall’antichità l’uomo ha danzato come ci riportano le testimonianze che troviamo nei reperti archeologici. Il corpo è un simbolo e vi sono molteplici combinazioni fra le varie parti corporee. Le posizioni dei piedi, delle braccia, della testa e del corpo all’interno delle coordinate spaziali attraverso il ritmo fanno della danza un luogo sacro.
“Il corpo è un piccolo universo con il suo ritmo, sempre in movimento nello spazio” (T. Palamidessi). danza fuoco
Come il Sole, astro di luce che nasce al mattino, si alza alto nel cielo e poi tramonta, così la vita umana segue il ritmo nascita-infanzia, crescita-adulta e poi vecchiaia-il tramonto; tutto intorno a noi segue un ritmo, una legge che regola il creato.
danza mani in altoCosì l’uomo adora e rende gloria all’Assoluto con il suo corpo: stando in piedi leva le braccia verso l’alto; poi le abbassa, come un albero che ripiega i suoi rami; e quando le stende avanti stabilisce una comunicazione.
Il corpo intero attraverso le posture ora aperte o chiuse parla un linguaggio immediato e si rivela ricco di significati a seconda se rivolto al nascere del sole, verso lo zenit oppure al tramonto.danza sole 2

La parte posteriore del corpo e la sinistra sono tradizionalmente connesse con il passato, con l’origine e la zona incosciente, mentre quella anteriore e destra con l’avvenire, l’evoluzione e la zona cosciente. Ad ogni movimento delle braccia e dei piedi corrisponde una costruzione sacra.
shiva natarajaIn oriente si dice che il Dio Shiva-Nataraja con la danza abbia creato il cosmo: iscritto in un cerchio di fiamme è il simbolo della Creazione. Essendo il Signore del Movimento vitale, creatore intellettuale, nel Buddismo prende il nome di Signore della Danza. Shiva danza e la materia si organizza intorno come in fiammelle di fuoco che creano trasformano ma anche distruggono. Shiva danza e penetra tutto… danza con l’acqua, il fuoco, il vento e l’etere, e così danza il Signore, per l’eternità, nel suo cuore. danza orientale 2
Luciano nel II secolo d.C. paragona la danza al germe della Creazione dell’Universo.
Si può dire che la danza ha sempre rappresentato un’arte per avvicinare il mondo umano (la terra) a quello divino (il cielo), dove Colui che danza ripercorrendo i cicli naturali grazie alla comunione ritmica trasla la coscienza in una dimensione cosmica ed ottiene una catarsi.
Questo accade nel tempio con le danze sacre, nelle cerimonie in Egitto, in India, presso i Greci e le Vestali in Roma.
apachesMa anche presso i popoli indiani attraverso la danza Apaches del volo dell’aquila o tra i Dervisci, gli Uomini Danzanti.
Tutte queste tradizioni hanno in comune la ritualità del danzatore, il cui corpo è sentito nella sua dimensione spirituale come il canale da cui si attua la discesa del Divino.dervisci 2

Maurice Bejart dice: Per me la danza rappresenta la vita e dato che la vita è un ritmo, quello del battito cardiaco, la danza è inseparabile dal ritmo. Essa interpreta la nostra esistenza, al punto che rappresenta tutti i ritmi, tutte le pulsioni umane.

J.D’Amboise (Direttore artistico dell’Istituto Nazionale Danza classica) così descrive la danza: Il suo polso è il suo battito cardiaco, è il tuo respiro. È il ritmo della tua vita. È l’espressione nel tempo e nel movimento della felicità e della gioia e della tristezza e dell’energia. È uno sfogo d’energia. È straordinaria, e ciò è comune a tutte le creature ed è comune a tutti gli individui. danza luna

Il primo ritmo dunque è il battito del cuore: rimanda alla dimensione tempo con l’alternarsi del giorno e della notte. In antico il concetto del tempo era scandito dal moto del Sole contorniato dai pianeti, dalla Luna e dalle stagioni.
Si dava il potere alla Luna di regnare sulle maree, sulla vegetazione, sulla fertilità e sule nascite. Mentre il Sole era simbolo del fuoco, del calore e della vita, espressione visibile della Forza Divina.First Light

Danzare sotto l’influsso del Sole per l’uomo è come entrare nella successione della Vita, senza età, come un passaggio dal profano al sacro. La danza che propone la Scuola Archeosofica segue l’orientamento ed il moto del Sole con le direzioni est-sud-ovest. Questo orientamento è molto importante perché permette al danzatore di stabilire una armonia tra le facoltà dell’IO ed i corpi, tutti compresi, coordinamento che spesso è carente. L’arco percorso dal Sole, dal sorgere al tramontare, a causa delle rotazioni della Terra da occidente verso oriente, dona a livello psicofisico nuove energie.
Nella danza psicosomatica la direzione da tener presente è quella del Sole, con movimenti circolari vissuti ed interiorizzati prima per poi passare al gesto espressivo. Le cinque qualità fondamentali sono: leggerezza, lentezza, chiarezza, equilibrio e calma.
shiva nataraja 2Il Dio Shiva danza nel Tempio: questo è lo spazio sacro dove chi danza ruota intorno ad un punto centrale, il luogo sacro. Per il danzatore girare intorno ad un centro è rimanere in relazione con il proprio cuore e percepire la presenza della Vita Spirituale. danza egitto
Da questo punto focale, inizio ed origine, viene espressa la nostra danza che si svolge come in dei centri concentrici dai quali poi si generano tutte le direzioni. Ogni direzione ha un gioco bipolare che riporta al centro. La danza sacra ha le sue basi nella preparazione del corpo e dell’anima come in una preghiera che permette al soggetto di sperimentare la bellezza e l’armonia.danza indiana

La danza antica rappresentativa serviva per raccontare un episodio del Vecchio Testamento o rievocare un antico evento importante o per innalzare una preghiera. Re David eseguì una danza suonando e cantando, dinanzi all’Arca, quando fu trasportata in Gerusalemme (cfr. II Re VI 14).salomè

La danza accompagnata da un certo tipo di musica crea una situazione molto speciale, favorisce una sorta di trasferimento in un altro mondo dove regna la pace, l’armonia e può traslarlo fino a noi.
danza modernaEsistono danze tipo marce oppure danze per il risveglio del fuoco spirituale dove ci si immedesima con una Dea. Questo processo è importante per chi esegue e per chi osserva, un po’ come accade in teatro fra attore e spettatore.danza moderna 2

La danza serve a stabilire un’armonia tra le facoltà dell’Io ed i corpi, aiuta a stabilire un coordinamento interiore ed esteriore che molto spesso manca. Esempio le mani giunte posso rievocare la potenza di una fiamma del fuoco, dove la destra entra in contatto con la sinistra.
Nureyev
Durante il gesto entrano e circolano delle energie nuove. I gesti sono ricchi di significati, veri simboli che agiscono a livello fisico, metafisico e spirituale. Talvolta per cambiare uno stato d’animo è sufficiente una posa o gesto. Più al gesto è associata la coscienza più questo assume un potere trasmutante. Da una visione frammentata come uno specchio rotto la danza sacra fa ricomporre la visione unitaria è quella che molti chiamano estasi.

ALDILA’, SDOPPIAMENTO, OOBE, NDE – di Ariana Kola

aldilà 5Uno dei grandi misteri che accompagna la vita dell’uomo è quello di cosa ci sia nell’aldilà. Tanto è fitto il mistero che la società moderna relega la risposta del destino dell’anima dopo la morte esclusivamente ad una credenza religiosa. In realtà oggi la Scuola Archeosofica, fondata da Tommaso Palamidessi, tratta questo argomento in termini di sperimentazione diretta. La dottrina archeosofica esposta in 51 Quaderni, così chiamati dal suo Autore, presenta una parte teorica e una parte pratica di ciascun tema esposto. La pratica consiste in una sperimentazione diretta e di conseguenza vi è una verifica che in un primo momento è soggettiva, ma la ripetibilità dello sperimento anche da altri consente di affermare l’oggettività del risultato. Del tema in oggetto Tommaso Palamidessi se ne occupa in particolare nel 6° Quaderno: “Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili”. Alchimia 5
Già dal titolo si evince che si tratta di un fenomeno di ubiquità che prevede la possibilità della presenza simultanea in due località diverse e nel caso dell’aldilà emerge che vi è l’opportunità di un viaggio volontario di andata e ritorno.
Ma chi si è occupato di questo argomento e in quali termini è stato presentato nella storia dell’umanità? Il mondo scientifico dei tempi nostri si è posto simili questioni?
Gli alchimisti parlano ampiamente di questa esperienza e numerose opere sono state scritte dando le istruzioni necessarie, ma il loro gergo mimetizzato consente la comprensione e la seguente applicazione solo agli addetti ai lavori ermetici.
Alchimia 12.pngInfatti essi scrivono dello sdoppiamento da ottenere con una volontà ferrea e con fredda determinazione definendolo “separazione alchemica” o “operazione prima dell’Arte Ermetica”. Da sottolineare che gli alchimisti di tutti i tempi hanno dato nomi diversi al fenomeno artificiale allo scopo di confondere i profani e custodire una conoscenza riservata a pochi.vite passate

Si narra che a Clemozene, in Asia Minore, vivesse un filosofo di nome Ermotimo, il quale aveva la facoltà di abbandonare il suo corpo andando così in giro con la sola anima. Il suo corpo giaceva a casa immobile sprofondato in una specie di letargo e la sua anima era il testimone oculare dei luoghi visitati e preservandone la memoria quando rinveniva.

alfonso de liguoriAnche l’agiografia cattolica riporta diversi racconti di esperienze simili: San Alfonso de’ Liguori, Papa San Clemente e Santa Caterina de’ Ricci, solo per citarne alcuni. Il primo, dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, il 21 settembre 1774 (documentato dal processo di canonizzazione) entrò in uno stato simile allo svenimento e rimase immerso in quella specie di profondo e dolce sonno seduto in una poltrona per due giorni. Il Vicario Generale, Nicola di Rubino, diede ordine perché nessuno interrompesse il riposo del Santo, il quale al suo “risveglio” informò i familiari con queste parole: “Voi mi credevate addormentato, mentre io ero ad assistere il Papa morto pochi minuti or sono”. Infatti poco tempo dopo giunse la notizia della morte di Clemente XIV avvenuta nell’esatto momento in cui il grande asceta si era “risvegliato”. Inoltre molti furono i testimoni che videro il Santo contemporaneamente a Roma e ad Arienzo dove giaceva.san clemente

Il secondo caso è del Papa San Clemente che è simile al primo. Egli mentre celebrava la messa a Roma, improvvisamente, si addormentò per tre ore consecutive. Rientrando in sé, si scusò con i fedeli, dicendo loro che per eseguire un ordine di San Pietro era stato a Pisa per consacrare la nuova chiesa in onore di costui. Anche San Clemente, in quell’occasione, fu visto a Pisa da una grande moltitudine, malgrado la sua presenza reale in chiesa a Roma fosse testimoniata dai fedeli presenti.caterina de ricci

caterina de ricci vitaL’esperienza di Santa Caterina de’ Ricci è ancora più particolare perché avviene su un piano diverso, nell’aldilà. Quando una delle sue consorelle si trovava in punto di morte, lei si metteva accanto per aiutarla con le preghiere e con lo sdoppiamento affinché il trapasso fosse senza traumi. Nel momento in cui morivano, ella andava in estasi, accompagnava l’anima al paradiso o al purgatorio e al suo ritorno chiudeva gli occhi della defunta.aldilà 2

bilocazione BozzanoErnesto Bozzano, ricercatore, commentatore dei fenomeni di metapsichica nel primo Novecento, si è occupato molto della bilocazione o sdoppiamento pur non avendolo mai sperimentato direttamente. Egli ha raccolto una serie di casi nel suo libro “Dei fenomeni di bilocazione” tanto da fornire anche uno schema generale dello “sdoppiamento fluidico”, così chiamato da lui. La parte fluidica viene indicata come il risultato di tre corpi chiamati eterico, astrale e perispirito. Lo studioso genovese divide i casi da lui raccolti in quattro categorie generali:nde 2

La sensazione di integrità negli amputati e negli emiplegici: il soggetto sente l’arto amputato, lo muove e se lo passa su fonti di calore percepisce il bruciore; gli emiplegici vedono la riproduzione esatta di sé stessi sul lato paralizzato.

Visione del proprio fantasma conservando la coscienza di sé: il soggetto ha la coscienza di soggiacere, perché percepisce un improvviso senso di languore e di freddo oppure una sopraggiunta sonnolenza invincibile. In questa situazione egli è in grado di scorgere il doppio fluidico esteriorizzato pur mantenendo la coscienza nel suo corpo immobile.nde

La coscienza di sé si trova trasferita nel fantasma: avviene in stato di sonno oppure quando sono utilizzate sostanze anestetiche. Accade altresì in caso di esaurimento nervoso o di abbattimento morale.  Il soggetto si trova in una circostanza di assoluto riposo del corpo e il senso di sdoppiamento risulta vago, indeciso e di durata fugace.

aldilà 3Il “doppio fluidico” è scorto da un terzo: il doppio si sposta mentre il soggetto dorme e a quest’ultimo sembra di sognare i luoghi ove viene visto però da chi li abita effettivamente. Lo stesso accade per i morenti i quali appaiono come fantasmi alle persone poco prima di morire. Spesso si tratta di terzi a cui sono legati affettivamente in modo particolare.dimensione

Tra gli studiosi nell’ambito scientifico dei nostri tempi si possono citare Celia Green, Charles Tart e Raymond A. Moody.
Celia Green è stata direttrice dell’Istituto di Ricerche Psicofisiche di Oxford. È nota per le sue ricerche pionieristiche sui fenomeni percettivi quali i sogni lucidi.  In particolare si è occupata della Out of Body Experience (in seguito OOBE) e le ha raggruppate in due diversi tipi di esperienze: il tipo parasomatico e il tipo asomaticosdoppiamento 1

Nel primo caso il soggetto ha l’impressione di avere un altro corpo che, nella maggior parte dei casi, gli somiglia e si comporta nei suoi confronti come se fosse il suo corpo fisico della vita normale perché risponde ai comandi ed è il centro delle sue percezioni. Quindi il soggetto è congiunto a un’entità apparentemente spaziale alla quale si sente legato come al suo corpo fisico nello stato normale.aldilà

Nel secondo caso il soggetto non sente di avere un atro corpo e si trova nella condizione di disincarnato e in molti casi si identifica in un punto luminoso di forma ovoidale. Dunque il soggetto ignora, almeno in quel momento in cui vive l’esperienza, di essere congiunto ad un qualsiasi corpo o entità spaziale.
In nessuno dei due casi i racconti dei soggetti definiscono quale può essere il modo di ripetere l’esperienza quando lo si vuole.

Stati alterati della coscienzaIl prof. Charles Tart è uno psicologo e parapsicologo americano che ha suscitato molto clamore senza mancargli la derisione dai colleghi in seguito alle sue pubblicazioni. Egli aveva come obiettivo quello di scoprire cosa accadeva al cervello e al corpo dei soggetti durante l’esperienza di bilocazione in sonno. Al cranio collegava sottili elettrodi per registrare le onde cerebrali, i movimenti oculari, la pressione sanguigna e la resistenza elettrica dell’epidermide. Le prime due misurazioni avrebbero indicato le condizioni cerebrali del soggetto, in particolare se era sveglio o se dormiva, se sognava o meno. Le ultime due avrebbero detto qualcosa sull’attività del sistema nervoso autonomo.
oobe 2Sottoponeva sotto osservazione soggetti che durante il sonno sentivano che stavano fluttuando vicino al soffitto della stanza ed erano anche in grado di osservare tutto intorno a sé. Il prof. Tart scriveva un biglietto con cinque numeri e lo poneva due metri sopra il soggetto, visibile solo ad un osservatore vicino al soffitto con accanto un orologio cosicché potesse riferire anche l’ora in cui aveva l’OOBE. I soggetti analizzati indicarono sia i numeri che venivano cambiati ogni notte e l’orario indicato dall’orologio a fianco.raymond moody

Infine il dott. Moody si è occupato delle esperienze di premorte denominate anche “Near Death Experience”. Egli è medico e psicologo. Ha analizzato i racconti di circa 150 casi traendone un modello tipico di NDE. Il soggetto sta morendo e nel momento in cui ha raggiunto l’acme della sofferenza fisica sente dalle parole del medico di essere clinicamente morto. Avverte allora un rumore come un tintinnio o un ronzio, e simultaneamente sente di muoversi con estrema velocità lungo una galleria buia. Giunto al termine, avverte improvvisamente di essere uscito dal proprio corpo, e intravede in lontananza il suo stesso corpo. sdoppiamento morte
Dopo un senso di sconvolgimento emotivo si abitua alla sua nuova condizione e avverte di avere ancora un “corpo”, ma di natura diversa. Scorge nel frattempo gli spiriti di parenti e amici già morti e gli appare un essere di luce che non ha mai conosciuto che lo esorta a valutare la condotta della propria vita. Ad un tratto si trova vicino ad una barriera o a un confine che gli sembra rappresentare la divisione tra la vita terrena e l’altra vita. Sopraffatto da intensi sentimenti di gioia, amore e pace sente che non è ancora giunto il suo momento di morire e pertanto si oppone di tornare in vita. Tuttavia in qualche modo si riunisce al suo corpo fisico e torna tra i vivi. Il fatto interessante si trova nelle descrizioni particolareggiate dei pazienti sdoppiati della sala operatoria da una posizione diversa da quella dove effettivamente il loro corpo fisico giaceva.oobe

Tutti quelli che si sono soffermati a studiare o a provare l’esperienza dello sdoppiamento o della bilocazione hanno cercato di dare delle descrizioni principalmente senza la capacità di poter indicare dei metodi che consentono la ripetizione di esso secondo il volere individuale ad eccezione degli Alchimisti. Quest’ultimi hanno seguito delle istruzioni, ma all’uomo di oggi tale linguaggio rimane estraneo e del tutto incomprensibile.sdoppiamento 3

Nel Quaderno n. 6 Tommaso Palamidessi nella sua parte teorica spiega la costituzione occulta dell’uomo e della donna. Così comprendiamo che l’uomo è composto da un quaternario mortale, cioè quei corpi che parzialmente richiama anche Ernesto Bozzano, e da un ternario immortale tradizionalmente chiamato Ego composto di spirito, anima emotiva e anima erosdinamica.
sdoppiamento donnaNella seconda parte del Quaderno si viene informati dei vari livelli di sdoppiamento a seconda della capacità e della costanza nella preparazione a tale esperimento, indicando tutte le tecniche per la buona riuscita e la ripetibilità del fenomeno. Il primo obiettivo che si pone l’Autore è quello di dare la prova di un aldilà e di conseguenza la certezza della sopravvivenza dell’anima dopo il disfacimento corporeo che sopraggiunge con la morte. Da questa certezza l’uomo e la donna hanno la possibilità di scegliere come condurre la propria vita per non rimanere nel limbo della domanda senza sapere, per non sperare senza agire sul destino con la propria volontà. Vi consiglio la lettura di tutte le opere citate per conoscere, anche solo per curiosità, il punto di vista dell’Archeosofia.altra dimensione

BIBLIOGRAFIA

  • Tommaso Palamidessi, Come sdoppiarsi e viaggiare nei mondi soprasensibili, Collana Archesofica
  • Vincenzo Ricci, Alfonso Maria Liguori maestro di vita spirituale, di Editore Piero Gribaudi Srl, Milano 1998
  • Fra. S.Razzi, Vita di Santa Caterina de’ Ricci, Ed. Olschy, Firenze 1965
  • Ernesto Bozzano, Dei fenomeni di bilocazione, Editore “Dante”, Città della Pieve 1934
  • Anna Ferrari, Dizionario dei luoghi del mito: geografia reale e immaginaria del mondo classico, Edizione Bur Rizzoli, Milano 2011
  • Tommaso Palamidessi, Costituzione occulta dell’uomo e della donna, Collana Archeosofica;
  • Celia Greece, Esperienze di bilocazione, Edizione Mediterranee, Roma 1985
  • Charles Tart. (1968). A Psychophysiological Study of Out-of-the-Body Experiences in a Selected Subject. Journal of the American Society for Psychical Research 62: 3-27
  • Raymond Moody, La vita oltre la vita, Mondadori Editore, Milano 2013
  • Tommaso Palamidessi, Guida all’astrazione, concentrazione e meditazione, Collana Archeosofica;
  • Tommaso Palamidessi, La dinamica respiratoria e l’ascesi spirituale, Collana Archeosofica
  • Tommaso Palamidessi, Tradizione Archeosofica e Principi dell’Iniziazione Archeosofica, Collana Archeosofica
  • Tommaso Palamidessi, Risveglio e Sviluppo dei Centri di Forza, Collana Archeosofica

SITOGRAFIA